“Con una portata di circa 200 litri al secondo entra da oggi, nel sistema di alimentazione del lago Trasimeno, l’acqua proveniente da Montedoglio grazie all’attivazione della condotta che collega l’invaso di Montedoglio al bacino lacustre”. La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha commentato così sabato mattina l’apertura ufficiale dell’impianto di adduzione dell’acqua dalla diga di Montedoglio.
“È un giorno storico, – ha commentato – frutto di un lavoro corale, rigoroso e di scelte responsabili. Desidero ringraziare il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il Commissario Nicola Dell’ Acqua per la collaborazione istituzionale e il lavoro svolto. Da oggi la tutela del lago si fonda su una gestione strutturale, basata su dati scientifici e monitoraggi costanti”.
L’immissione, avviata questa mattina presso il potabilizzatore di Tuoro sul Trasimeno, segna l’effettiva entrata in funzione dell’infrastruttura e l’apertura di una nuova fase nella gestione della risorsa idrica del bacino.
“È il risultato di un percorso atteso da oltre vent’anni – ha sottolineato l’assessora regionale con delega al Trasimeno Simona Meloni. Oggi diamo concretezza a un impegno che riporta il lago al centro delle politiche regionali, con una risposta stabile e duratura alla crisi idrica”.
All’apertura dell’impianto erano presenti, oltre alla la presidente della Regione Stefania Proietti e all’assessora regionale Simona Meloni, i consiglieri regionali, i sindaci del territorio e i rappresentanti degli enti coinvolti nel percorso tecnico e istituzionale: Regione Umbria, Unione dei Comuni del Trasimeno, Arpa Umbria, Università degli Studi di Perugia, Autorità idrica, Afor ed Eaut.
“Il risultato ottenuto oggi è l’esito di un lavoro complesso – ha proseguito la Proietti – fondato su verifiche scientifiche, accordi istituzionali solidi e una visione di lungo periodo, indispensabile per garantire equilibrio ambientale e prospettive future a uno dei luoghi più rappresentativi dell’Umbria”.
L’immissione dell’acqua avviene in modo graduale e controllato, nell’ambito dell’accordo di programma tra le Regioni Umbria e Toscana per l’utilizzo condiviso delle risorse idriche dell’invaso di Montedoglio. Il flusso è accompagnato da un sistema di monitoraggio continuo della qualità delle acque e degli effetti sull’ecosistema lacustre.
“Non interveniamo per tamponare un’emergenza – ha evidenziato la Meloni – ma per costruire una risposta strutturale alla crisi idrica, tutelando l’ambiente, sostenendo le attività economiche legate al lago e restituendo prospettiva ai territori del Trasimeno”.
Il percorso che ha portato all’attivazione della condotta è stato preceduto da una fase di campionamenti e analisi scientifiche sulle acque di Montedoglio, condotte dall’Università degli Studi di Perugia e da Arpa Umbria, per verificarne la compatibilità ambientale con il lago Trasimeno. Le verifiche costituiscono un passaggio centrale del piano operativo regionale per il riequilibrio idraulico del bacino.
L’avvio dell’immissione rientra nel più ampio programma regionale dedicato al Trasimeno, che comprende interventi su dragaggi, darsene, gestione dei fondali, monitoraggi ambientali e rafforzamento della governance del bacino, in un contesto segnato dagli effetti dei cambiamenti climatici.
“Il Trasimeno così torna oggi al centro delle politiche regionali – hanno concluso Proietti e Meloni – con un approccio fondato su responsabilità, dati scientifici e cooperazione istituzionale”.