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L'ACCADEMIA SPOLETINA PRESENTA PAOLO SANTINI, GIOVANE RICERCATORE ALLA SAPIENZA

Ha ventisei anni Paolo Santini, il secondo degli “Eccellenti: spoletini alla ribalta”, che ha raccontato la sua ancor breve, ma già importante carriera, ieri pomeriggio nello scenario di Palazzo Mauri. La rassegna, organizzata dall'Accademia Spoletina, ci racconta stavolta, attraverso il protagonista di turno, le opportunità e le difficoltà professionali che si presentano ai giovani della città che cercano di emergere senza doversi allontanare dalle proprie radici.

Paolo, di professione ricercatore, o meglio, biologo molecolare nel dipartimento di medicina sperimentale della Sapienza, è uno dei pochi laureati che ha deciso di continuare a vivere nella città natale, pur non rinunciando alle proprie legittime prospettive di carriera.

Non è un caso, dunque, che la presentazione con cui si racconta inizi e finisca con immagini di treni che fanno la spola Spoleto-Roma: la cornice quotidiana delle giornate di laboratorio in cui il brillante ricercatore si confronta, fatte di studi su protesi sperimentali, disfunzioni molecolari e ricerche di tossicità, con l'espressa convinzione di aver scelto un lavoro in cui realizzarsi, ma “attraverso cui fare anche del bene agli altri”.

Certo, dopo il dottorato per Paolo “il futuro è una grande incognita”, che probabilmente parlerà una lingua estera: “un'esperienza che non mi dispiacerebbe, anche se poi spero comunque di trovare (lavoro) in Italia, perchè l'adoro”.

Viste le ristrettezze finanziarie del mondo della ricerca, per forza di cosa concentrato nei grandi centri, sarà difficile immaginare per lui un futuro finalmente sedentario a Spoleto. Nello sperare però che continui per l'ottima strada intrapresa, ci auguriamo quantomeno che riuscirà a restare nelle vicinanze, in maniera da non dover finire nel lungo elenco delle eccellenze, spoletine sì, ma in “esilio”.