“Vince chi va più avanti e non chi ha più nemici”. Con queste parole si è aperta la serata di commiato dedicata a monsignor Riccardo Fontana che ieri in Piazza Duomo ha salutato i 'suoi spoletini'. Numerose le personalità della società civile, del mondo politico ed istituzionale che hanno voluto consegnare un messaggio di saluto all'arcivescovo Fontana. Dal Sindaco Daniele Benedetti agli ironici Gianfranco Marignoli e Mario Leone, al Senatore Benedetti Valentini, all'ex Sindaco Massimo Brunini, al Presidente del Cisam Enrico Menestò, a Bruno Toscano, al Presidente della Fondazione Carispo Dario Pompili e molti altri, che con le loro parole hanno confermato l'amore e il rispetto che Spoleto nutre nei confronti di monsignor Fontana e dei suoi 14 anni di magistero.
Leitmotiv della serata sono stati i giovani. Dagli improvvisati presentatori, Ilaria Bosi e Davide Fabrizi, all'avvocato Maria Letizia Angelini Paroli che ha voluto ricordare l'arrivo a Spoleto di due mila ragazzi in occasione del Giubileo. Ma anche artisti che nonostante l'età sono già affermati e conosciuti come Desirée Migliaccio, cantante del Teatro Lirico Sperimentale, che ha interpretato “Panis Angelicus” accompagnata dal pianoforte del Maestro Paolo Gonnelli, o come Marco Marino che con il suo basso elettrico ha interpretato il “Preludio in Sol Maggiore di Bach”.
Insieme ai giovani è il sociale ad essere stato, per questi tredici anni e nove mesi, al centro del 'lavoro' di monsignor Fontana. Dall'attivazione della mensa della Caritas alla creazione dell'Oami fino ad arrivare alla recente costituzione del Fondo sociale delle Chiese umbre in sostegno alle famiglie con difficoltà economiche. Egidia Patito Presidente dell'Oami ha voluto sottolineare l'importante funzione svolta della struttura di Baiano che accoglie e gestisce persone diversamente abili.
Anche la politica ha voluto dire la sua. Il sindaco Daniele Benedetti ha ribadito come il mondo dei giovani sia stato costantemente al centro delle attenzioni di monsignor Fontana. “Dieci anni fa – dice il Sindaco – nessuno avrebbe creduto che nel 2009 un 36enne si sarebbe trovato a guidare la città. Mi hanno definito 'l'uomo del vescovo' ma è più corretto dire che io sono uno del popolo del vescovo”. Sul palco per salutare monsignor Fontana anche l'ex sindaco Massimo Brunini e il senatore Benedetti Valentini.
Otto interventi in scaletta, diventati molti di più nel corso della serata, prima che monsignor Fontana possa salire sul palco. Ringrazia tutti per aver lodato i suoi pregi, la sua forza “ma si sa che gli uomini sono fatti anche di debolezze”. Poca teologia nelle sue parole. “La fede è sottilissima” dice con gli occhi puntati sulla silenziosa “piazza che mezzo mondo ci invidia”. Quel 'ci' è ancora lì a testimoniare l'amore per la città che sta lasciando ma che con ogni probabilità sentirà sempre sua. Poi inaspettatamente arriva il ricordo al Maestro Menotti con cui “tante volte mi sono intrattenuto in lunghe ed alte conversazioni”, la piazza condivide il ricordo con un lungo applauso. Ed infine, il saluto alla città, agli spoletini che lo accolsero quel 13 gennaio del 1996 “arrivederci Spoleto, con la speranza che riusciate a percorrere la strada giusta”.
(C.F.)