Categorie: Istituzioni Perugia

LA PROVINCIA PROPONE LA CREAZIONE DI CITYMALL PER RIVITALIZZARE I CENTRI STORICI

La rivitalizzazione dei centri storici attraverso il commercio, costituendo una rete di attività con una propria identità come risposta ad una crisi che sta diventando sempre più strutturale. È questo, in estrema sintesi, il ruolo cui sono chiamati ad assolvere i centri commerciali naturali che la Confcommercio sta promuovendo per ridare slancio al settore del commercio che molto spesso rimane schiacciato dalla grande distribuzione. E di centri commerciali naturali, sul loro sviluppo, la loro realizzazione, la formazione degli operatori se ne è discusso stamani in Provincia alla presenza, tra gli altri, dell’assessore provinciale alle politiche del lavoro, Giuliano Granocchia. Nel dettaglio si discuteva di 'Step 2' – Percorsi Integrati a sostegno dei nuovi centri commerciali naturali Citymall, l’iniziativa promossa e organizzata da Iter, Innovazione Terziario con il sostegno del Fse, Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Provincia di Perugia e Regione Umbria. L’obiettivo che si pone è “consolidare l’identità dei Centri Commerciali Naturali per facilitare la gestione in autonomia di progetti di promozione nelle aree di Gubbio, Spoleto, Todi, Torgiano e Gualdo Tadino e per creare un modello di marketing urbano capace di dare a tali centri, nati con i progetti Urban.com e Citymall, competenze tese a garantire il loro funzionamento e la gestione degli eventi, della comunicazione, dell’identità: un follow-up per dare continuità ad idee, progetti ed iniziative pensate per le aree coinvolte”. Ha aperto i lavori il Presidente di Innovazione/Terziario Confcommercio Lucio Lupini, sono intervenuti Dante Burzigotti di Innovazione Terziario, Roberto Paparelli Consulente Senior di progetto, Nicola Minelli di Iscom Group. “Molto interessato” dell’argomento si è dichiarato l’assessore Granocchia, per il quale “il piccolo commercio presente all’interno delle mura dei nostri centri storici va valorizzato per una serie di motivi. Innanzitutto per ridare slancio all’economia, ma anche perché nel contempo valorizzerebbe la residenzialità e di conseguenza innescherebbe una vivacità che favorirebbe il tessuto delle relazioni sociali che spesso si sono andate perdendo a causa di scelte politiche sbagliale dagli anni ’60 ad oggi. In Umbria – ha continuato – si va sempre più consolidando l’idea che il piccolo commercio vada potenziato ed aiutato. Tornando al bando in questione, che prevedeva, tra le altre cose, di formare gli operatori del settore, la Provincia di Perugia non lo ha fatto calare dall’alto, ma lo ha calibrato sulla base delle esigenze. E questa – ha concluso – è stata la sua forza dimostrata dal successo che ha ottenuto. Mi auspico che questo lavoro non finisca qui ma che prosegua con verifiche”.