“Gli istituti di ogni ordine e grado stanno rischiando il collasso finanziario e, nonostante gli sforzi e gli impegni degli operatori, stanno perdendo progressivamente la capacita' di garantire una adeguata offerta formativa ed educativa ai nostri studenti. Si sta mettendo a rischio lo stesso diritto allo studio di milioni di studenti e si stanno perdendo migliaia di posti di lavoro (850 solo in Umbria)”. Queste le parole dell'assessore alla pubblica istruzione della provincia di Perugia Giuliano Granocchia, che poi prosegue citando una nota riservata dell'Usr dell'Emilia Romagna paventando che possa rappresentare un pericoloso precedente. “Di fronte a questo scenario – dice infatti Granocchia – il direttore dell'ufficio scolastico regionale dell'Emilia Romagna ritiene che i lavoratori e le lavoratrici della scuola non possano esprimere a mezzo stampa 'posizioni critiche' nei confronti delle politiche del Governo, come fosse 'improprio' che gli stessi lavoratori indirizzino ad alte autorita' politiche appelli, richieste od altro per rappresentare la gravita' della situazione. Non vorremmo – prosegue Granocchia – che faccia e diventi 'giurisprudenza' perche' questa comunicazione e' una gravissima lesione alla liberta' di manifestazione del pensiero. Noi crediamo che quanto sta' avvenendo nella scuola debba avere il diritto di informazione e di rappresentazione”. Avviandosi a concludere il suo intervento, l'assessore Granocchia ricorda come l'Umbria viva, per fortuna, un clima diverso, pur registrando forti prese di posizione sulle pesanti ricadute in termini di occupazione e offerta scolastica. “Da parte mia – sottolinea ancora l'assessore – voglio ribadire la vicinanza a tutti i lavoratori della scuola che, difendendo il proprio posto di lavoro, lottano per il diritto allo studio e per il futuro stesso del nostro Paese; cosi' come mi sento vicino a tutti gli operatori delle scuole che, pur tra i tagli, le incertezze e le preoccupazioni di questi mesi, stanno compiendo sforzi inimmaginabili volti a garantire comunque una qualificata offerta formativa”.