La Provincia: multe ai cacciatori da guardie che non avevano il titolo provinciale - Tuttoggi

La Provincia: multe ai cacciatori da guardie che non avevano il titolo provinciale

Massimo Sbardella

La Provincia: multe ai cacciatori da guardie che non avevano il titolo provinciale

Nuove carte nella battaglia tra Wwf e Libera Caccia | La vicenda in Commissione garanzia
Dom, 01/12/2019 - 08:17

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La Provincia: multe ai cacciatori da guardie che non avevano il titolo provinciale

Sanzioni fatte a cacciatori da personale che non era in possesso “del provvedimento provinciale di guardia giurata volontaria venatoria“. A metterlo nero su bianco, e tra l’altro non è la prima volta, è la Provincia di Perugia, in un documento ufficiale firmato dalla dirigente del Servizio polizia provinciale ambiente.

L’affermazione è infatti contenuta nella lettera con la quale la Provincia respinge la richiesta di accesso agli atti, presentata dall’avvocato Marzio Vaccari per conto della Libera Caccia dell’Umbria, relativa alla procedura di sospensione del decreto di guardia giurata volontaria che era stato intrapreso nei confronti di un guardiacaccia del Wwf a seguito di rinvio a giudizio. Procedura che si è risolta con il mantenimento del titolo da parte della guardia volontaria del Wwf, poiché la Provincia ha accolto le osservazioni contenute nella memoria difensiva presentata dall’avvocato Valeria Passeri.

La Libera Caccia voleva approfondire le motivazioni che hanno indotto la Provincia a consentire che la guardia volontaria, in assenza di una condanna (al momento non avrebbe neanche ricevuto la notifica del rinvio a giudizio) possa proseguire l’attività di vigilanza. Da qui la richiesta di accesso agli atti per conto del presidente regionale dell’associazione, Lando Loretoni. Richiesta respinta per tutelare l’esigenza di riservatezza nei confronti della guardia del Wwf, visto che le carte che la riguardano contengono dati sensibili e/o giudiziari.

Un braccio di ferro iniziato due anni fa

Tuttavia nella stessa lettera in cui si respinge la richiesta di accesso agli atti si ribadisce che la guardia volontaria del Wwf ha sanzionato iscritti della Libera caccia, compreso Loretoni, “in un periodo in cui non era in possesso del provvedimento provinciale di GGV venatoria“. Secondo un’interpretazione della normativa in materia di vigilanza venatoria alcuni iscritti del Wwf agivano infatti sulla base del solo decreto prefettizio. Non idoneo per i controlli in materia venatoria, secondo l’interpretazione che l’avvocato Vaccari ha invece rappresentato, ormai due anni fa, alla stessa Provincia e alla Regione. Interpretazione, questa della Libera Caccia, avallata anche dalla Regione Umbria, che ha accolto il ricorso contro un verbale di 15mila euro comminato a Loretoni dalla guardia del Wwf perché priva, all’epoca, del decreto della Provincia che abilita ad attività di controllo e repressione in materia venatoria.

Alcune guardie del Wwf hanno quindi ottenuto anche il decreto provinciale nell’ottobre del 2018, per essere al riparo dall’interpretazione più restrittiva della norma, poi confermata dalla Regione e dalla stessa Provincia. Che però non avrebbero ancora provveduto ad annullare d’ufficio, in autotutela, tutte le multe fatte ai cacciatori prima che fossero in possesso del decreto provinciale, come richiesto dalla Libera Caccia. E come indicato dal Consiglio provinciale, che a maggioranza ha votato un ordine del giorno che impegna la Giunta provinciale ad attivarsi in tal senso nei confronti della Regione.

Multe in sospeso

Insomma, la Regione e la Provincia di Perugia scrivono in atti ufficiali che quelle guardie volontarie, all’epoca, facevano controlli e multe senza il titolo provinciale, ma non provvedono ad annullare quegli stessi verbali. Costringendo i cacciatori multati a rivolgersi agli avvocati. In ballo per l’ente pubblico, ovviamente, ci sono i proventi delle multe. Quelle ancora da incassare e addirittura quelle incassate, i cui soldi dovrebbero essere restituiti ai cacciatori, perché nulle in origine. A meno che, in altre sedi, non prevalga l’interpretazione da cui muove il Wwf e cioè che anche il solo decreto prefettizio consenta di effettuare vigilanza in materia venatoria.

La vicenda in Commissione 

Ma lo scontro prosegue anche a livello politico, con il consigliere di minoranza Marcello Rigucci che ha presentato una serie di atti per accertare quanto fatto finora dalla Provincia di Perugia  in materia di vigilanza ittico-venatoria. Una vicenda che sarà oggetto di discussione in un’apposita seduta della Commissione controllo e garanzia della Provincia.


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