di Alessandro Severini Perla (*)
Mi sono recato, per motivi di lavoro, qualche giorno or sono nel Comune di Arquata del Tronto e parlando con un amico delle vicende del luogo sono stato messo a conoscenza che nella “Valle del Tronto” non si parla d'altro che del nuovo assetto territoriale venutosi a creare a seguito della costituzione della nuova Provincia di Fermo. Assetto territoriale che è ben lungi dall'aver trovato un equilibrio soprattutto per l'implacabile incedere della riforma sul federalismo fiscale.
In buona sostanza:
i Comuni che avevano aderito alla Provincia di Fermo facenti parte della cerchia dei Sibillini (Amandola, Montefortino e Montefalcone Appennino) vogliono ritornare sotto la Provincia di Ascoli Piceno;
i Comuni ( Amatrice, Accumoli, Posta, Cittareale, Leonessa, Antrodoco) che seppur ricadenti sotto la Provincia di Rieti (Regione Lazio) proprio per le difficoltà economiche della Regione in materia di Sanità sono intenzionati a chiedere mediante un Referendum di trasferirsi “armi e bagagli” verso Ascoli Piceno (Regione Marche).
Se tutto ciò trovasse attuazione ci troveremo ad avere sotto un unica Provincia (Ascoli Piceno) e quindi un unica Regione (Marche) il 70 % del territorio dell'Alta Sabina. Una svolta storica che farebbe giustizia di secoli di smembramento forzato di un territorio e di un Popolo che per millenni qui ha vissuto e vive: i Sabini. Svolta storica che darebbe l'opportunità di ritrovarci sotto un'unica struttura Amministrativa e quindi avere una sufficiente forza “politica” per tutta una serie di richieste, aspirazioni e di sacrosante rivendicazioni, che a tutt'oggi non hanno alcun “peso” in quanto divisi in 2 Provincie, 2 Regioni, 2 Distretti scolastici, 2 Diocesi, 2 ASL, etc. etc. etc.
E noi, a Norcia? A queste problematiche ci permettiamo di fare … spallucce? Io penso proprio di no.
E' chiaro a tutti coloro che hanno responsabilità politiche, che la riforma sul federalismo fiscale mette in seria discussione l'esistenza stessa della Regione Umbria. Dimostrazione ne è il fatto che da circa 6 mesi è in atto un affannoso rincorrersi di incontri tra Amministratori comunali, provinciali e regionali targati PD delle Regioni Umbria, Marche, Lazio e Toscana, tesi a capire quali possano essere le concrete conseguenze dall'applicazione della riforma.
E' quindi necessario per non dire doveroso iniziare una profonda e soprattutto concreta discussione che veda, al centro, la tutela e lo sviluppo degli interessi di Norcia presenti e futuri. D'altro canto la tutela degli interessi di Norcia li vogliamo delegare ai politici di Perugia di Foligno e di Spoleto?
In considerazione di tutto ciò, io lancio una provocazione che vera provocazione non è.
Passare con la Provincia di Ascoli Piceno rappresenterebbe per Norcia il riconoscimento definitivo del naturale ruolo di Comune leader dell'Alta Sabina. Ruolo che per noi, ripeto, è più che naturale in quanto le problematiche di Norcia sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli di Leonessa di Amatrice o di Arquata del Tronto, con la differenza che la nostra operosità e la nostra tradizione ci hanno consentito di fare forse qualche passo in più rispetto al resto del territorio dell'Alta Sabina.
Ma al nostro sviluppo ha corrisposto sempre un ridimensionamento da parte dei “piani” o quanto meno di una compressione. Norcia in buona sostanza è sempre stata considerata una “riserva” per Spoleto, Foligno e Perugia. La sanità e il sistema Creditizio ne sono la dimostrazione lampante.
Entrare a far parte della Provincia di Ascoli Piceno permetterebbe a Norcia di inserirsi in una nuova ASL che non ridimensionerebbe l'Ospedale Civico ma lo potenzierebbe rendendolo molto più rispondente al nuovo territorio di sua pertinenza in cui risiede una popolazione mediamente “avanti” con gli anni ma che daltro canto vede quintuplicarsi il numero dei residenti per 3-4 mesi all'anno.
Entrare a far parte della Provincia di Ascoli Piceno consentirebbe a Norcia di porre le basi per la creazione di un Istituto di Credito legato al territorio e tale da far realmente sviluppare le “varie” nostre economie (Agro-zootecnica – Turistica – Commerciale – Industriale) cosa che oggi ci viene “controllata” a tal punto che ci viene preclusa la presenza all'interno degli stessi Consigli di Amministrazione.
Entrare a far parte della Provincia di Ascoli Piceno consentirebbe al territorio di Norcia di entrare a far parte di una Comunità Montana “intoccabile” per quello che riguarda la sua esistenza ma soprattutto si entrerebbe a far parte di una Comunità Montana in cui si andrebbe una volta per tutte a valutare le capacità degli organismi dirigenziali.
Per quanto sopra non ho la presunzione di aver detto tutto, ci sono centinaia di risvolti socio-economici che andranno approfonditi ma proprio per quanto detto sopra invito, i Rappresntanti Politici Nursini, a mettere mente su questa ipotesi e, individuata una base di partenza, se non sia il caso di invitare i Rappresentanti Politici di Ascoli Piceno nonché i Rappresentanti politici della Regione Marche a confrontarci mettendo in chiaro già da ora che il futuro di Norcia, Norcia non lo delega a nessuno.
(*) Cittadinanza Attiva – Norcia