Categorie: Istituzioni Spoleto

LA PRIMA VOLTA IN CONSIGLIO (3): L’ABITO BUONO E QUELLO MENO, DI ASSESSORI E CONSIGLIERI DI SPOLETO (Photo – Guardali tutti)

E' ufficialmente iniziata la nuova legislatura cittadina. Forte di 7 assessori e 30 consiglieri comunali. Difficile dire se il noto 'abito buono' sia stato da tanti spolverato per l'occasione ufficiale o se la grande eleganza sarà una costante nella vita dei politici della valle spoletana. Fatto sta che più che al Consiglio comunale di Spoleto sembrava di essere in un backstage, di quelli descritti da Brunò, il personaggio di Sacha Baron Cohen che incarna commentatore di moda austriaco ma di lingua francofona e con i gusti un po' sui generis.

Di grande impatto l'ingresso dell’assessore Margherita Lezi che, in perfetto stile zebrato “urla dalla savana”, si è avvicinata a grandi falcate al suo scranno di governo. Una scelta un po’ aggressiva per scrollarsi forse di dosso il nomignolo di ‘Lady lamento’ che gli hanno affibbiato al piddì. Una camicia bianca e nera, impreziosita da una collana monstre di corallo rosso intenso e dal disegno frastagliato nature. A pendant la sontuosa pettinatura della neo assessora, che abbaglia per i colpi di sole, e l'immancabile eye liner… nerissimo. Se il sindaco Benedetti, come il presidente del Consiglio Stefano Lisci, hanno avuto il piacere di una fugace visita dei rispettivi padri (commosso Luciano Lisci quando hanno proclamato il figliolo), la Lezi ha voluto al proprio fianco, e fino all’uscita da Palazzo, il coniuge, che di stanze del bottone se ne intende di più.

Fidanzati coraggiosi, è il titolo del trailer che probabilmente gireranno il vice sindaco Dante Andrea Rossi (in perfetto abito blu con cravatta di maglina rossa, peccato per le scarpe marroni stile barca) e un elegante-casual Yuri Cerasini (giacca blu e jeans) che per tutti i lavori dell’Aula hanno potuto contare sulla presenza delle rispettive fidanzate.

Abbigliamento informale anche per Paolo Proietti e la minuta Battistina Vargiu, mentre sfoggiava una certa eleganza, adatta più ad un party che ad una Assemblea, la biondissima Barbie, pardon Fiorella Campana. Disinvolto Vincenzo Cerami, in abito scuro e cravatta simil cerimonia, che se l’è spassata un mondo a scrutare i volti dei consiglieri: chissà che trovi qualche spunto per un film tragi-comico.

Splendido, a dispetto di un’altezza non proprio da cestista, il neo consigliere Zefferino Monini che, in perfetto stile imprenditoriale, stile Riccardo Illy, indossava un completo color tabacco, con camicia azzurro polvere e cravatta marronea. Immancabili le cifre cucite all'altezza canonica, alla sinistra del costato. D'ordinanza il risvolto ai pantaloni – non meno di tre centimetri – come la 'classe' impone. All'ingresso in Municipio, vuoi per la montatura degli occhiali un pò tondeggiante, vuoi per la folta capigliatura, pare che qualcuno gli abbia augurato “'in bocca al lupo compagno Gramsci!”.

In marrone anche l’avvocato Carmelo Parente attorniato da una sorta di body guard grilliana che non lo ha lasciato un solo momento: dimostrazione di affetto o spietato controllo? Difficile dirlo.

Memorabilia, l'ingresso nella sala comunale da parte del tenebroso Alessandro Cretoni, in blazer blu con camicia rosè e colletto bianco, che metteva in risalto la carnagione e l'allure sauvage esaltata dal gel nei riccioli scomposti e la tipica barba non fatta da un paio di giorni. Il tocco di classe rimane comunque quel quadrato di tessuto prezioso in tinta con la camicia: e nessun dubiti che il fazzoletto fosse stato profumato con due gocce di Aux Sauvage di Dior.

Attimi di panico invece nel backstage all’arrivo del neo consigliere Marco Trippetti che, non contento della carnagione scura deve aver preso un po’ di sole in questi giorni, ha fatto scattare le misure anti-terrorismo. Un commesso pare gli abbia chiesto se fosse in regola con il permesso di soggiorno: qualcuno ha pensato di rivolgersi ad Angelo Loretoni per una improbabile traduzione in arabo, ma l’equivoco si è chiarito immediatamente quando dai banchi del Consiglio si è levata una vocina: “non è Bin Laden è il dottor Marco Trippetti, ma non lo vedete che non porta la kefiah”. Elegantissimo ed altissimo il Consigliere Marco Trippetti, indossava un completo blu con una sobria camicia bianca ed una squillante cravatta salmone fumé, che ha suscitato l'invidia bipartisan del Consigliere Cretoni.

Indimenticabile la tenuta consiliare d'ordinanza del consigliere anziano Enzo Alleori. Completo blu e camicia azzurra, rigorosamente senza cravatta, perché fa troppo caldo e, se si suda, è brutto da vedere nel debutto del Consiglio. Difficilissima la seduta dal parrucchiere per monsieur Alleorì a causa dell’indomabile capigliatura che non sta al suo posto nemmeno con il bostik.

In abito mille righe scuro i due ex annesiti Carlo Petrini e David Militoni, mentre Paolo Martellini, che con Trippetti può sempre sfoggiare un fisico da tennista, ha optato per un lucido fumo di londra.

Vestito sbracciato per Patrizia Cristofori che, non potendo festeggiare per un assessorato, alla fine ha sorriso all’incarico di capogruppo del Pd.

Resta in tema tennistico, ma solo per una Lacoste color canarino, la dinamica e concreta Vincenza Campagnani che sembrava fare coppia con il pidiellino Gianmarco Profili in maglietta sportiva, neanche a dirlo di color nero. Maglia nera (si spera non a maniche lunghe) su vestito grigio per il professor Fabrizio Cardarelli: va bene che lo scuro sfina, ma una camicia, anche color pastello, sarebbe stata forse più azzeccata.

Elegantissimi tutti i dirigenti, disponibilissimi e gentilissimi con nominati ed eletti. Anche troppo. C’è chi non molla un attimo il proprio assessore di riferimento (sperando forse in una riconferma nell’incarico) e chi si affanna a toglier d’impaccio i neofiti. Come nel caso del dottor Vincenzo Russo che, ad una domanda tecnica del consigliere Profili al neofita presidente Lisci, ha prontamente messo le mani avanti con un deciso “credo di poter rispondere io…”. “Per la verità non l’ho chiesto a lei” ha ribattuto divertito il consigliere di minoranza “…ma non fa niente, per oggi”. (Carlo Ceraso e Chiara Fabrizi)