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LA PRIMA VOLTA IN CONSIGLIO (1): IL DISCORSO DI INSEDIAMENTO DEL SINDACO DI SPOLETO DANIELE BENEDETTI

di Daniele Benedetti (*)

Signore e Signori consiglieri, oggi, dai banchi di questo Consiglio si avvia il corso amministrativo dei prossimi cinque anni con le donne e gli uomini che i cittadini hanno scelto per essere rappresentati e per rappresentare la nostra città. Abbiamo vissuto tutti una campagna elettorale aspra, durante la quale non sono mancati accenti eccessivamente polemici, ma adesso è acqua passata e il primo cittadino é il Sindaco di tutti, anche di quelli che non hanno condiviso il suo progetto. Né potrebbe essere altrimenti perché la città è di tutti i cittadini e le difficoltà, le esigenze e i bisogni di ognuno non hanno appartenenza politica. Ho già avuto la possibilità di dire, a Voi Consiglieri eletti, quanto tengo a far sì che al di là degli schieramenti e delle appartenenze, il mio impegno sarà quello di affrontare la gestione della vita amministrativa con la propensione all’ascolto e la ricerca costante del dialogo per un proficuo spirito di collaborazione e l’individuazione di soluzioni il più possibile condivise per l’interesse generale ed il bene della nostra comunità. Consentitemi, ora, di ringraziare anche quei candidati che non ce l’hanno fatta, le tante persone che in questa tornata elettorale hanno dimostrato di essere interessate a spendersi per il bene della nostra comunità. Metterò tutta la mia disponibilità per incontrarle e ascoltarle per non disperdere le loro energie. Non di meno sento il dovere sincero di ringraziare i cittadini elettori che hanno voluto esprimere la loro fiducia alla mia persona e riconfermarla alla coalizione di centro sinistra, riconoscendo e condividendo un progetto chiaro e definito, che ripeto non tutti hanno condiviso (ma questa è la regola della democrazia), un progetto che innanzi tutto vuol fare di Spoleto la Città dei Cittadini. Consentitemi inoltre di ringraziare la mia famiglia. Mia madre e mio padre, per ciò che mi hanno dato e insegnato e per ciò che continueranno a darmi, mia moglie per come sa starmi accanto e comprendermi, mio figlio che giorno dopo giorno mi ricorda tutto l’impegno da mettere per il futuro dei figli di questa nostra splendida Spoleto. A quelli personali, voglio aggiungere dei ringraziamenti di carattere più istituzionale; vanno al Consiglio comunale e alla Giunta uscente per la passione, l’impegno, il rigore con cui hanno lavorato nel corso del loro mandato amministrativo. E vanno, naturalmente, a Massimo Brunini, il sindaco che è stato il cuore e il cervello dell’Amministrazione e, accanto al quale, ho maturato la mia esperienza di amministratore. La Città che ereditiamo è frutto del loro lavoro; a noi il compito complesso, difficile, ma entusiasmante di consolidare i risultati raggiunti e di conquistarne di nuovi e più avanzati. Stiamo attraversando una complessa e difficile congiuntura economica internazionale, Spoleto ha bisogno di affermarsi definitivamente in Umbria, per quello che vale e conta; i giovani, gli anziani, le famiglie, i cittadini ci chiedono più certezze, più tranquillità, più futuro. Quella che oggi assumo, insieme all’esecutivo, che nel corso di questa seduta vi comunicherò, è la responsabilità di dare le gambe ad un progetto riformista, che guarda al futuro e che come prima azione intende mettere in campo condizioni serie per affrontare l’attuale crisi socio economica. Il Programma di Mandato che il Consiglio Comunale è chiamato ad approvare disegna una città di tutti e per tutti, mettendo al primo posto Spoleto e i suoi interessi, la centralità dei cittadini e della famiglia, lo sviluppo e il lavoro, con grande attenzione ai i giovani perché ereditiamo, purtroppo, una delle città più vecchie dell’Umbria e quindi d’Italia: guardare al futuro senza i giovani è impossibile, pur nell’ambito di un modello di comunità che riconosce alle persone mature il ruolo di guida per il trasferimento di valori e di esperienze. l’Amministrazione dovrà occuparsi con scrupolo e dedizione dei progetti educativi, del modello scolastico e formativo, respingendo l’attuale mortificazione della scuola e lottando per un sistema che, pur credendo nell’integrazione tra pubblico e privato, abbia i suoi capisaldi nei principi di libertà, laicità, integrazione, uguaglianza e merito, cominciando con l’assicurare i servizi di educazione, assistenza e tempo libero ai più piccoli. Non meno importanti le politiche territoriali per le esigenze che abbiamo di allargare la città al territorio e garantire servizi omogenei ed efficienti al centro storico come alle frazioni e alle periferie. Un discorso a parte va fatto per i punti di forza di cui disponiamo, grazie alla ricchezza della città che ci appartiene e all’intenso lavoro svolto dalla precedente Amministrazione. La Cultura, che vediamo come grande possibilità di sviluppo e al tempo stesso fattore e strumento di crescita delle persone. Spoleto deve affermarsi definitivamente come crocevia internazionale della cultura in un Umbria che del policentrismo sappia fare davvero valore aggiunto, Spoleto deve tornare a contraddistinguersi per ciò che oggettivamente rappresenta nel campo della produzione culturale, dello spettacolo e dei Beni culturali. Tutti noi stiamo vivendo con fatti concreti il clima del rilancio del Festival dei Due Mondi, che va ulteriormente consolidato, continuando ad insistere sulla creazione di un sistema dove Fondazione Festival e Amministrazione Comunale, marciano a braccetto durante tutto l’arco dell’anno. Stesso discorso dobbiamo fare per il Teatro Lirico Sperimentale che innegabilmente costituisce il riferimento alto della lirica e della formazione dei giovani talenti, non solo in Umbria. Analogamente vanno tutelate e messe a sistema le tante altre istituzioni culturali, a partire dal Centro Italiano di Studi sull’alto medioevo, di cui andiamo orgogliosi e che costituiscono punti di riferimento internazionali. Il Turismo che da vocazione e potenzialità deve poter diventare un comparto organizzato che promuova sviluppo e occupazione, un sistema integrato pubblico-privato che renda forte, originale e riconoscibile il Brand Internazionale di Spoleto, anche con offerte che sappiano soddisfare i nuovi bisogni dei visitatori, degli ospiti e dei turisti che chiedono di sperimentare emozioni, di gustare e ricordare la nostra cultura e le nostre tradizioni, piuttosto che il semplice “vedere” o “toccare” le nostre tante bellezze. Se la città sarà ospitale per gli abitanti tanto più lo sarà per i turisti che dobbiamo considerare cittadini temporanei a tutti gli effetti. Le Politiche sociali e socio sanitarie che devono essere capaci di trasformare, costantemente, la solidarietà, le cure per tutti, le pari opportunità e la coesione sociale, da principi e valori in certezze, servizi organizzati e moderni. Siamo molto avanti in questi settori e disponiamo di una solida rete pubblico – privata, altrove la forza del nostro terzo settore è invidiata. Ma ciò non basta perché siamo di fronte a bisogni emergenti e nuovi, determinati dalla crisi che ho ricordato e dalle trasformazioni che parcellizzano la nostra società. Lo stesso sport non possiamo che vederlo come politica attiva del welfare per la sua capacità di essere strumento di formazione e di crescita e al tempo stesso di prevenzione di disagi sociali e patologie fisiche. Senza dimenticare che lo sport agonistico e spettacolare concorre a comporre l’offerta turistica della città. Avremo una grande attenzione per le nuove opportunità a cominciare da quelle dell’Ambiente con le concrete possibilità offerte nel campo delle energie rinnovabili, dell’agricoltura di qualità, del risparmio energetico, del turismo verde. Non è un caso se abbiamo scelto di considerare lo sviluppo sostenibile la strada maestra, perché garantire la sostenibilità dello sviluppo non è solo una condizione necessaria per la tutela dell’ambiente e per la qualità della vita, ma sempre più un fattore decisivo di competitività delle imprese e dei sistemi territoriali ed una concreta opportunità di lavoro. Per fare un esempio il completamento del progetto per l’azzeramento della CO2 della città storica, già avviato con il progetto “Spoleto Città senza auto”, che sarà uno dei primi obiettivi, non si limita a migliorare la qualità di vita, ma produce risparmio, nuovi servizi e nuova occupazione. La Responsabilità di attuare il progetto, che allo stesso tempo è la responsabilità di continuare il lavoro svolto dalla precedente Amministrazione, la assumiamo con uno stile di governo improntato all’ascolto, alla trasparenza e alla concretezza, e con tre consapevolezze. La prima riguarda il limite delle nostre possibilità perché la società moderna esprime una complessità che nessuna istituzione da sola può governare, ma può farlo solo con il concorso delle tante componenti in cui oggi la società si articola. Ciò è ancor più vero per il nostro il Comune per la limitazione delle risorse e della struttura rispetto all’estensione del territorio, che conta ben 50 frazioni e 79 località, per la vastità del nostro patrimonio storico e ambientale, e così via. Ma ciò non significa che noi non faremo la nostra parte. Dovremo continuare, con determinazione, la lotta agli sprechi e alle inefficienze, il ridimensionamento delle spese fisse e il consolidamento della capacità progettuale per l’accesso ai fondi europei, al fine di avere una maggiore agibilità del Bilancio. Accanto a ciò non dovremo mai stancarci di ricercare risorse aggiuntive in Umbria, in Italia e in Europa accrescendo una capacità di pianificazione e programmazione dell’ente che è già piuttosto buona. C’è un ulteriore punto che richiede tutta la nostra attenzione ed è quello dell’unità, perché una città può crescere e svilupparsi solo quando la sua comunità condivide scelte e prospettive. Solo una comunità coesa che lavora insieme per gli interessi generali, per difendere, tutelare e far avanzare gli interessi collettivi, è in grado di superare i limiti oggettivi che ciascuno di per sé ha, sia esso un singolo che un’organizzazione. Con questa convinzione, metterò tutto l’impegno per il coinvolgimento di chiunque: singolo cittadino, associazione o organizzazione, abbia competenza,voglia, passione e idee da mettere a disposizione per una città più forte, coesa e autorevole, tenendo nella debita considerazione i principi della sussidiarietà e chiamano tutte le forze vive: sociali, economiche e imprenditoriali, a sottoscrivere un Nuovo Patto per Spoleto e per il suo Sviluppo che produca nuovi posti di lavoro e combatta il lavoro incerto e precario, gli abusivismi e l’uso improprio dei beni pubblici, che metta in campo non solo sinergie, ma nuove risorse e strumenti innovativi come una “Fabbrica per lo Sviluppo”, che abbiamo pensato come una sorta di laboratorio e incubatore in grado di offrire i necessari servizi alle imprese e ai giovani imprenditori. Nel contempo dobbiamo puntare ad un nuovo rapporto di interdipendenza istituzionale, che interpreti con concretezze, la riforma del titolo quinto. Avverto tutta l’esigenza che la città manifesta di ricercare e consolidare relazioni istituzionali positive e stabili con le istituzioni vicine e con quelle sovra ordinate. Ciò è tanto più vero oggi in presenza della crisi globale inattesa, profonda e complessa, che ho già ricordato. Si tratta di una sfida che non può esaurirsi all’interno dei confini comunali, ma riguarda, in primo luogo, l’organizzazione e l’intera comunità regionale, soprattutto all’alba di un federalismo fiscale che richiederà scelte precise, forse anche dolorose. Per questo Spoleto partecipa fin dal primo giorno al dibattito sulla riforma endoregionale con posizioni autonome, dettate da una visione complessiva e dalla ferma volontà di affermare e difendere i legittimi interessi della nostra città; posizioni rigorose e salde, mai condizionate e sottomesse a logiche centralistiche o di appartenenza. Serve una presenza istituzionale solida ed equilibrata, autorevole e semplice, priva di sovrastrutture artificiose e capace di contrastare e bilanciare la logica mercatista che mette in crisi fondamentali diritti dei cittadini sul fronte del welfare (sanità, politiche sociali, istruzione, formazione, ecc.) e dei servizi pubblici (acqua, gas, energia, rifiuti, trasporti). Servono meccanismi di controllo puntuali sull’attività delle aziende partecipate per garantire la necessaria trasparenza del rapporto costi – benefici in ordine all’efficienza e all’efficacia dei servizi prestati ai cittadini. In sintesi potrei dire che: “aprire il comune ai cittadini” e “più Spoleto in Umbria” saranno le parole d’ordine, la bussola del mio impegno quotidiano. La seconda consapevolezza riguarda la necessità di non interrompere il cammino del cambiamento perché se così fosse non saremmo più gli interpreti di un progetto riformista. Il mondo cambia velocemente, i sistemi economici e la società si modificano quasi con la stessa velocità e ciò ci impone di cambiare a nostra volta i modelli organizzativi, rimodulando le nostre strutture tecniche e i servizi ai cittadini e alle imprese, in ragione dei nuovi bisogni, come delle nuove opportunità. Ci assumiamo, allora con convinzione, la responsabilità di “riformare” costantemente regolamenti, procedure, servizi, organizzazione, modalità di relazione con i cittadini, per non restare indietro rispetto alle innovazioni e al mondo che cambia, per dare risposte rapide e certe con strumenti nuovi e trasparenti che rendano pubblici gli impegni che assumiamo, gli interventi che finanzieremo, i tempi di realizzazione e il responsabile delle azioni o dei progetti, perché non possiamo e non dobbiamo sottrarci alla cultura della responsabilità e del merito. La terza, ma non in ordine temporale, dipende dalla necessità di cambiare il modo di comunicare e dialogare con la città. Più semplicità, completezza e tempestività, meno politichese e meno burocrazia, e soprattutto, più partecipazione attiva, più concorso dei cittadini nella formazione delle scelte. Concepiamo il Comune con un immagine ben precisa: “la casa comune”, garante della moralità, delle regole e dell’imparzialità, un’istituzione trasparente e semplice, aperta al confronto e all’ascolto; ci assumiamo la responsabilità, al termine del dibattito, di scegliere e di fare. Adotteremo e applicheremo le regole della democrazia partecipata e della democrazia che decide per una vera Città dei Cittadini. Per queste ragioni, gli assessori, gli eletti e gli amministratori degli enti pubblici dipendenti dal Comune di Spoleto saranno chiamati, all’atto dell’assunzione del loro impegno di mandato, a sottoscrivere un codice etico di comportamento improntato alla trasparenza, al confronto democratico, alla collegialita’ degli organi esecutivi, all’etica della responsabilità pubblica rispetto dei beni della collettivita’, alla promozione della partecipazione popolare. Garantiremo la partecipazione attiva e di base: comitati di quartiere e di frazione, luoghi di consultazione permanente, difensore civico, conferma dell’assessorato alla partecipazione e ufficio della governance. L’impegno andrà nella direzione di creare le condizioni per rendere le persone protagoniste del loro futuro e i cittadini partecipi delle scelte che li riguardano. Garantire legalità e imparzialità è per noi un dovere, ma rispetto a quest’ultimo “dovere”, se servirà, derogheremo per i più deboli, perché se “una città funziona bene per loro, funziona per tutti”. Da ora in avanti credo che tutti noi, ed io per primo, dobbiamo dimostrare di essere all’altezza delle aspettative che abbiamo suscitato: i nostri concittadini non si aspettano nulla di meno. (*) Sindaco della Città di Spoleto