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La Farmacia comunale di Deruta è realtà, aprirà entro luglio

“Deruta ha una farmacia comunale!”: è l’esultanza con la quale il Sindaco Michele Toniaccini ha salutato nei giorni scorsi la conclusione della lunga e complessa procedura per l’affidamento in concessione della prima farmacia comunale, al quale si è giunti dopo una gara del valore di circa 10 milioni di euro per un contratto dalla durata decennale.

Il Comune incasserà annualmente, oltre ad un canone fisso di 10 mila euro, anche una quota variabile pari al 5% del fatturato risultante dalla dichiarazione Iva dell’anno precedente. Al di là dell’aspetto economico, comunque non secondario, Toniaccini fa notare come non si tratti di una semplice attività commerciale ma di un vero e proprio servizio pubblico preordinato alla tutela della salute dei cittadini. Il nuovo presidio non si limiterà infatti alla semplice dispensazione di farmaci ma dovrà fungere da hub per la prevenzione e l’assistenza. Tra i servizi previsti la misurazione della pressione arteriosa, la prenotazione di visite ed esami (CUP), la consulenza professionale e la promozione di campagne di informazione ed educazione sanitaria.

A qualificare ulteriormente l’operazione c’è l’obbligo per il gestore di redigere e rispettare una “Carta della qualità dei servizi” in linea con il patto di trasparenza che il Comune intende stipulare con i cittadini. “Si tratta di un documento programmatico – spiega il primo cittadino – che, in linea con le normative nazionali, blinda i diritti dell’utenza garantendo standard elevati, equità nei costi e accessibilità universale. Un sistema di ‘customer care’ pubblico, dunque, pensato per assicurare che la nuova farmacia sia un presidio sanitario, esempio di eccellenza e rispetto dei diritti del malato“.

La Carta non sarà una semplice declaratoria di intenti, ma un regolamento vincolante che disciplinerà gli standard prestazionali, la trasparenza informativa, la tutela attiva con procedure snelle per la presentazione di reclami e percorsi di conciliazione in caso di disservizi ed infine la garanzia di ristoro, definendo precise modalità di rimborso o indennizzo per l’utente qualora gli standard promessi non venissero rispettati dal concessionario.

L’apertura avverrà entro 60 giorni dalla firma del contratto, che potrà avvenire da qui ad un mese come previsto dalla legge, ovvero entro il mese di luglio. “La scelta dell’ubicazione – rimarca il Sindaco – non è stata individuata a caso ma, a seguito dell’approvazione della pianta organica da parte del Consiglio Comunale, è caduta tra le frazioni di Casalina e Ripabianca, così da colmare un vuoto assistenziale visto che finora la zona risultava sprovvista del servizio mentre ora potrà essere garantita una copertura capillare del servizio a tutta la popolazione”.