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LA DIOCESI DI SPOLETO-NORCIA SALUTA I FEDELI CON L'INIZIATIVA “AUGURI DI NATALE IN DUOMO” (foto)

“Il ciclo pittorico di Filippo Lippi nell'abside del Duomo di Spoleto è arrivato fino ai nostri giorni in condizioni veramente buone. È segno che gli spoletini hanno saputo ben conservare questa grandiosa opera d'arte, l'ultima dell'artista fiorentino, il suo capolavoro consegnato a questa splendida città”. Con queste parole il prof. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani e già Ministro per i Beni Culturali, ha iniziato la sua lettura storico-artistica degli affreschi del grande artista fiorentino del '400.

Paolucci con la sua relazione ha inaugurato la nuova iniziativa – “Auguri di Natale in Duomo” ­- che da quest'anno l'Archidiocesi di Spoleto-Norcia offre alla comunità civile del territorio in prossimità del Natale. L'evento, come logico, si è tenuto nella basilica cattedrale di S. Maria Assunta nel pomeriggio di martedì 21 dicembre alla presenza dell'Arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, del Sindaco di Spoleto Daniele Benedetti, di altre autorità civili e militari. C'erano tanti spoletini, ma anche persone provenienti da altre parti della Diocesi e dell'Umbria. Il ciclo pittorico del Lippi – frate carmelitano e grande uomo del Rinascimento – è noto in tutto il mondo. La Madonna è la protagonista assoluta: nella parte alta troviamo la gloria della Vergine nel Cielo; al centro la dormitio virginis, ovvero la morte della Madonna e il suo funerale; a destra l'annunciazione dell'Angelo Gabriele a Maria; a sinistra la natività.

Paolucci si è soffermato molto sulla scena della natività e non poteva essere altrimenti visto l'avvicinarsi del Natale. “La natività – ha detto – è dominata da questa piccola capanna adagiata su una muraglia crollante, simbolo della caduta del mondo vecchio a causa dell'arrivo del Salvatore, Gesù Cristo. Notate – ha affermato – l'attenzione che l'artista ha riservato al contorno: ad esempio al bue e all'asino che sembrano veri. Ma la grandezza del Lippi la troviamo nella scena centrale, in quella della dormitio virginis, dove emerge la prospettiva. Il paesaggio montagnoso e pietroso va verso lontananze infinite, come se fosse visto con un cannocchiale di ingrandimento. A Firenze aveva appreso l'arte della prospettiva, della profondità e decise di consegnarla a Spoleto. Tutti i pittori umbri vennero a Spoleto per copiare, per ispirarsi a questi affreschi, a questa tecnica”. Insomma, Paolucci ha fatto emergere la genialità del Lippi giunto a Spoleto nel 1466 a 60 anni di età, invitato dal Vescovo e dai reggenti della città perché era considerato il migliore, amato, corteggiato e pagato benissimo. Al termine dell'intervento del Direttore dei Musei Vaticani ed ora anche della Commissione per l'Arte Sacra e i Beni Culturali dell'Archidiocesi di Spoleto-Norcia, c'è il concerto di musiche natalizie del Coro “Laudesi Umbri” di Spoleto.

“Con questo momento musicale – ha detto il direttore padre Antonio Giannoni – abbiamo proposto, mediante l'esecuzione e l'interpretazione di brani diversi fra loro, un percorso di riflessione dall'Avvento all'Epifania. Anche perché: cosa sarebbe il Natale senza musica? La musica natalizia è dunque un invito a tornare a fare un po' di poesia, ad abitare la soglia dove ciascuno di noi può rimare e far musica con il cielo”. Gli auguri di Natale alla città dell'Arcivescovo Renato Boccardo hanno concluso l'evento. “Ricordando la nascita di Cristo – ha detto il Presule – ci è chiesto di rimettere al centro della nostra vita il Dio amico degli uomini, che ispira e motiva l'impegno di ogni giorno. Che questo Santo Natale porti un supplemento di pace e serenità”.