Secondo il consigliere regionale Aldo Tracchegiani (La Destra) “la privatizzazione del settore idrico non può che portare conseguenze come quelle derivate dalle decisioni dell'Ato 3 emerse nella seduta del 30 dicembre scorso: aumentare del 10 per cento le tariffe del servizio idrico costituisce una decisione scellerata, in particolar modo in un periodo di crisi economica come quello attuale e soprattutto a fronte degli sprechi della rete idrica, che lasciano per strada oltre il 25 per cento dell'acqua. A tutto questo – continua – si deve aggiungere l'assenteismo dei sindaci facenti parte dell'Ato 3 e dei loro rappresentanti. L'etica politica non dovrebbe infatti prevedere giustificazioni dettate dal periodo natalizio, pur deplorando la scelta della data per la riunione”. Secondo Tracchegiani “la ricetta per uscire da questa crisi nel settore della gestione idrica non può essere però quella prospettata dal consigliere Zaffini, il quale propone una privatizzazione totale, che porterebbe le istituzioni a dover trattare con i privati su beni pubblici. Quando si tratta di risorse essenziali per la vita quotidiana, lo Stato deve mantenere il suo ruolo di arbitro e garante, senza scaricare le sue competenze sui privati perché incapace di gestirle, esponendo così anche l'acqua alle regole del libero mercato”. “Evidentemente – conclude – il PdL non si è reso ancora conto del ruolo di quelle stesse regole nel percorso economico finanziario che ha portato alla crisi attuale. Come in altre occasioni, purtroppo, attendo ancora la discussione della mia mozione sull'acqua, così come un atto di rispetto istituzionale, oltre che di cortesia, da parte dei sindaci ai quali La Destra, ed il suo movimento giovanile, ha scritto per sollecitare la discussione sul tema nei consigli comunali”.