La “carica” dei 100 cani da tartufo dal fiuto impareggiabile che riescono a scovare a tempo di record il pregiato e prelibato prodotto della terra, celebrato in questi giorni a Città di Castello nella 38^ edizione della mostra-rassegna all’insegna del gusto, prelibatezze e percorsi enogastronomici fino a mercoledì 1 novembre. Bracchi, bracchi-pointer, lagotti, meticci, in questo lembo di terra di confine fra Umbria e Toscana, nascono, crescono e diventano autentici campioni della ricerca, indispensabili compagni di viaggio per i circa 2000 “cavatori”, i tartufai in possesso del regolare tesserino.
Dallo scorso 24 settembre, quando è iniziata ufficialmente la raccolta del tartufo bianco (che si concluderà il 31 dicembre) l’esercito dei cani e dei loro proprietari, fra cui spiccano sempre più giovani, donne e ragazze (c’è anche chi ha deciso di farlo per pagarsi gli studi universitari), è alle prese con una stagione fino ad ora avara di quantità ma qualità eccelsa. Alla borsa attuale dei prezzi al dettaglio, vista la scarsità e le piccole pezzature (qualità eccelsa) schizza a quotazioni stellari, anche oltre 3000 euro per un chilo di “bianco”.
“Il nostro tartufo bianco e gli altri prodotti del bosco non temono confronti – sentenzia l’assessore al Commercio e Turismo Riccardo Carletti, che sottolinea anche l’aspetto “legato alla promozione e valorizzazione culturale, artistica e ambientale del comprensorio e dell’Umbria”. “I tartufai e i loro straordinari cani – conclude Fernanda Cecchini, assessore regionale all’Agricoltura – sono i veri protagonisti di questo importante settore agro-alimentare, che contribuisce ad elevare immagine e promozione del nostro territorio anche attraverso un’attività, quella del tartufaio, propria della nostra storia e delle nostre tradizioni”.
[Foto di Marco Milanesi]