(Fda) -La poilitica sui rifiuti in cima alla lista delle modifiche al Documento annuale di programmazione della regione, valido fino al 2013, presentate oggi dall'Italia dei Valori, che ha voluto così riovendicare il suo ruolo di “secondo partito più grande della coalizione”.
Le modifiche al Dap, che entrerà in discussione in consiglio regionale la prossima settimana e sarà votato entro la fine di ottobre, era stato annunciato già nei giorni scorsi da Oliviero Dottorini, capogruppo Idv in consiglio. Solo oggi però la formazione politica ha presentato i 66 emendamenti -che potrebbero diventare anche di più- che presenteranno al Dap, pretendendone le discussione e l'accettazione almeno parziale.
“Di dieci iniziative di legge che abbiamo fatto o abbiamo in cantiere, solo una è contenuta nel Dap”, ha detto Dottorini durante l'incontro odierno, spiegando che il rispetto delle direttive del Dap è necessario per qualsasi iniziativa normativa futura. “Vogliamo che il Dap sia ritirato e riscritto da capo, oppure che venga approvato con le opportune modifiche”. Il lungo elenco di emendamenti al documento di programmazione tocca tutti i principali campi di azione della regione, dall'economia, alle infrastrutture all'ambiente. Proprio il concetto di green economy, e in particolare il sistema di gestione dei rifiuti, secondo Dottorini e il consigliere regionale Idv Paolo Brutti, può rappresentare la “cartina di tornasole” delle modifiche proposte.
“Il Dap va direttamente alla conclusione che occorre un impianto di termovalorizzazione”, dice seccamente Dottorini. “Noi facciamo notare che o si applica tutto il piano regionale (per la gestione dei rifiuti, ndr), oppure non si applica affatto”. Dottorini e Brutti notano come la regione non abbia affatto recepito le intenzioni comunitarie, ratificate a livello nazionale, di considerare il rifiuto come una risorsa di produzione, da recuperare e riutilizzare.
Secondo Dottorini invece sembra quasi che in Umbria “si mantengano i livelli di raccolta differenziata così bassi per far entrare la regione in una condizione di emergenza e giustificare qualsiasi intervento”.
Oltre a contemplare un'alternativa all'incenerimento, il gruppo ha proposto altri emendamenti, mirati a dare maggiore sostanza all'intenzione del Dap di sostenere la green economy. Tra le modifiche proposte, l'incremento dei canoni per l'imbottiglianmento dell'acqua minerale, lo sviluppo della cosiddetta filiera corta, specialmente per i prodotti alimentari, del tutto trascurata dal documento attuale, e la riconversione nei prossimi cinque-dieci anni della centrale a carbone di Gualdo Cattaneo, considerata una delle più inquinanti in Italia.
L'Idv ha denunciato poi come nel documento “non ci sia traccia di un piano per la zootecnia sostenibile”. Secondo il capogruppo “si calca molto sulle colture intensive e sulle zootecnie intensive”, mentre “non si fa neanche un cenno all'agricoltura biologica”.
Il gruppo ha criticato aspramente anche l'inserimento nel Dap delle colture con Organismi geneticamente modificati (Ogm), finora del tutto banditi in Umbria da una normativa regionale.
Tra gli altri temi toccati dalla formazione politica, spazio a Sanitopoli, con un accenno alla necessità di riformare le modalità di assunzione dei vertici delle strutture sanitarie regionali, e all'Economia, con la necessità di non trascurare il settore del legno e della grafica, non incluso nell'attuale Dap.
Sulle infrastrutture, il partito ha proposto di concentrarsi su pochi interventi significativi, piuttosto che dare spazio a tutte le opere necessarie. No, dunque, al nodo di Perugia o alla prosecuzione della Tre Valli, per far spazio alla messa in sicurezza della E45 e al reale completamento della Perugia-Ancona, impantanata tra problemi legali e di ditte fallite. Per i collegamenti ferroviari, invece che al “solito” raddoppio della linea Orte-Falconara, “in sospeso da quarant'anni”, il gruppo pensa alla deviazione su Perugia della linea proveniente da Fabbriano. “Solo allora avremo un bacino di utenza tale da stimolare gli investimenti di Trenitalia”, secondo Brutti.