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Italiani sempre più preoccupati per i cambiamenti climatici

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Italiani sempre più preoccupati per i cambiamenti climatici

Ven, 28/02/2025 - 12:03

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ROMA (ITALPRESS) – I cambiamenti climatici si confermano anche nel 2024, il problema, in tema ambientale che preoccupa di più i cittadini con più di 14 anni, confermando un primato ormai decennale. Secondo quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Indagine multiscopo “Aspetti della vita quotidiana”, attraverso la quale l’Istat rileva la percezione dei cittadini rispetto alle tematiche ambientali, il 58,1% degli italiani, quasi sei persone su dieci, è preoccupato per i cambiamenti climatici. Un dato vicino a quello di chi teme i problemi legati all’inquinamento dell’aria, ossia il 51,9% della popolazione, che aumenta di 2 punti percentuali. Nel 2024 aumenta anche la quota di quanti sono preoccupati per il dissesto idrogeologico. Si tratta del 28,5% della popolazione contro il 26,5% del 2023. Meno preoccupanti lo smaltimento e la produzione di rifiuti (38,1%), l’inquinamento delle acque (37,9%) e l’effetto serra e il buco nell’ozono (32,6%). Solo una persona su 10 include l’inquinamento acustico, quello elettromagnetico e il deterioramento del paesaggio tra le prime cinque preoccupazioni per l’ambiente. I cittadini italiani però, si dimostrano attenti alla conservazione delle risorse naturali. Nel 2024 la quota di quanti fanno abitualmente attenzione a non sprecare energia è del 71,4%, in lieve calo rispetto al 2023. Si riduce leggermente anche la quota di coloro che sono attenti a non sprecare acqua: il 68,8% contro il 69,8% dell’anno precedente. L’indagine rileva poi che nel Mezzogiorno si è più propensi ad acquistare prodotti a chilometro zero (29,9%), mentre al Nord si evita soprattutto la guida rumorosa per mitigare l’inquinamento acustico (51,3%) e si usano di più i mezzi di trasporto alternativi (20,2%). “Le preoccupazioni ambientali sono significativamente diverse considerando l’età delle persone – rileva il report – i giovani fino a 24 anni sono più sensibili delle persone adulte per la perdita della biodiversità (il 30,5% tra i 14 e i 24 anni contro il 18,7% degli over55enni), l’esaurimento delle risorse naturali (28,3% contro 18,4%), la distruzione delle foreste (24,8% contro 19,1%) e l’inquinamento delle acque (40,3% contro 36,0%). Al contrario, gli ultracinquantacinquenni si confermano più preoccupati dei giovani per il dissesto idrogeologico (32,4% contro 22,2% degli under25), l’inquinamento del suolo (22,7% contro 17,7%) e lo smaltimento dei rifiuti (36,8% rispetto a 32,8%)”.

mgg/gtr

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