(Aggiornamento ore 12.51) Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto di essere disponibile a incontrare a Roma una delegazione di studenti, che in questi giorni da più città gli hanno chiesto di non firmare la riforma Gelmini, apprezzando i suoi numerosi interventi a difesa dell'università e dell'istruzione.
Manifestazioni di protesta sono in corso in circa 100 città italiane e in alcuni casi si sono registrati i primi scontri. In particolare, il lancio di alcuni petardi contro la procura a Palermo ha scatenato alcuni tafferugli tra manifestanti e forze dell'ordine, sfociati in vere e proprie cariche reciproche di fronte al palazzo dei Normanni, sede della regione Sicilia. Segnalazioni di scontri sono giunti anche da Milano, mentre a Venezia sono state chiuse con dei lucchetti una decina di sedi universitarie in un blitz di studenti preannunciato in una lettera.
A Roma il corteo invece si sta muovendo pacificamente, raggiungendo adesso il quartiere Pigneto, dopo aver attraversato San Lorenzo. Alcuni partecipanti al corteo riferiscono che la probabile meta finale della manifestazione sarà il ministero dell'Istruzione, a Trastevere. Non si registrano finora particolari tensioni con le forze dell'ordine, mentre a quanto si apprende è stata accolta con un coro di entusiasmo la notizia della disponibilità di Napolitano ad accogliere una delegazione.
Il ministro Maria Stella Gelmini, intanto, ha detto ai microfoni di SkyTg24 di essere “disposta ad un confronto con gli studenti”, purché siano garantite le misure di sicurezza necessarie. A palazzo Madama sta intanto prendendo corpo in maniera sempre più consistente l'ipotesi che il voto definitivo sulla riforma possa slittare a domani.
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(Fda)- Si divide il fronte perugino degli studenti nell'ultimo giorno della riforma Gelmini, la cui sorte sarà decisa tra i banchi del Senato, quando in tutta Italia si attende un'altra forte ondata di proteste.
Una folta partecipazione di studenti umbri sta raggiungendo la capitale, dove da un'ora davanti le porte della Sapienza si sta raccogliendo un corteo -ancora non numerossissimo, per la verità- di universitari. La manifestazione, che dovrà partire tra non molto, non ha un tragitto programmato: di certo, si sa solo che si incontrerà con un secondo corteo, che si sta invece radunando sempre nella capitale, a Piramide, condotto questa volta dagli studenti delle superiori. La questura della capitale ha stabilito anche per oggi una serie di nuove zone rosse, a protezione principalmente dei palazzi delle istituzioni. Secondo quanto si apprende da fonti della “Rete degli studenti”, una delle anime della manifestazione che si professa a-partitica, non ci sarebbe l'intento di varcare i confini della zona rossa, e nei giorni scorsi sarebbe stato svolto un lavoro di mediazione con le forze dell'ordine per evitare il ripetersi dei sanguinosi scontri della manifestazione del 14, in concomitanza con il voto di fiducia al governo Berlusconi. “Rete degli studenti” ha comunque avvisato la propria intenzione di continuare le proprie proteste, anche se il ddl della riforma Gelmini dovesse essere approvato.
A Perugia invece sono in programma dalle 15 i “funerali del diritto allo studio”. Quella grande bara nera di cartone che si aggirava tra il corteo nell'ultima manifestazione perugina, a simboleggiare la morte dell'Università italiana, sarà oggi protagonista di un rito funbebre simbolico a piazza Italia.
“Si ringraziano profondamente il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, compassionevoli nel porre termine all'accanimento terapeutico a cui da lunghi anni l'Università era obbligata”, si legge nel manifesto dell'iniziativa, promossa dall'Unione degli universitari (la componente universitaria della sinistra giovanile) e dal movimento perugino della Rete degli Studenti.
Manifestazioni di diverso genere oggi sono attese in circa 100 città italiane, mentre è tuttora in corso il dibattito al senato sulla riforma, su cui oggi si perverrà a un voto definitivo, dopo l'approvazione già incassata alla Camera.