ROMA (ITALPRESS) – “Iran: legge e rivoluzione” è stato il tema al centro della tavola rotonda che si è svolta presso la sede di Fondazione Lottomatica a Roma, dedicata all’analisi delle dinamiche politiche e geopolitiche che riguardano l’Iran e, più in generale, gli equilibri del Medio Oriente.
L’appuntamento ha preso spunto dalla presentazione di due recenti pubblicazioni: “L’Iran degli ayatollah” di Pier Luigi Petrillo e “I figli dell’odio” di Cecilia Sala, offrendo l’occasione per un confronto su uno scenario internazionale sempre più complesso e in continua evoluzione.
Negli ultimi mesi il Medio Oriente è infatti tornato al centro dell’attenzione internazionale, con sviluppi che coinvolgono diversi attori regionali e globali e che stanno contribuendo a ridefinire gli equilibri geopolitici dell’area. Il quadro si è ulteriormente complicato nelle ultime settimane, con l’escalation culminata nello scoppio di un nuovo conflitto in seguito all’attacco condotto da forze israelo-americane e alla successiva risposta dell’Iran, alimentando il timore di una ulteriore destabilizzazione regionale.
In questo contesto, l’incontro ha rappresentato un momento di riflessione e approfondimento sul ruolo dell’Iran e sulle trasformazioni politiche e sociali che attraversano la regione.
Nel corso della discussione sono stati affrontati alcuni dei principali temi legati all’Iran contemporaneo: l’evoluzione del sistema politico della Repubblica islamica, il rapporto tra istituzioni e autorità religiosa, le trasformazioni della società iraniana e il ruolo del Paese nei delicati equilibri geopolitici del Medio Oriente.
I due volumi presentati offrono prospettive complementari su questi aspetti. L’Iran degli ayatollah, di Pier Luigi Petrillo, analizza il funzionamento delle istituzioni della Repubblica islamica e le dinamiche del sistema politico iraniano a partire dalla rivoluzione del 1979. I figli dell’odio, di Cecilia Sala, propone invece un reportage sul Medio Oriente contemporaneo attraverso le storie e le esperienze delle nuove generazioni cresciute all’interno dei conflitti della regione. All’analisi delle due prospettive è seguito un momento di confronto sul futuro dell’Iran e sugli scenari di riassetto dell’intera regione mediorientale dopo il conflitto. La discussione ha toccato anche il ruolo dell’Europa e dei principali attori internazionali, oltre alle possibili conseguenze delle tensioni geopolitiche sugli equilibri economici globali e sui mercati energetici.
“Nel mio ultimo libro parlo di una rivoluzione post-islamica, nella quale la religione è un feticcio, qualcosa dietro al quale la politica nasconde delle scelte che con la religione non hanno niente a che fare – le parole di Pier Luigi Petrillo -. L’elezione come Guida Suprema del secondo genito di Khamenei sembra confermarlo. Non è una guida spirituale, non ha le caratteristiche per assumere quell’incarico, però è stato nominato lo stesso”.
Con la scelta di Mojtaba Khamenei come nuova guida suprema “il segnale che gli uomini di regime vogliono dare è proprio che non cambia nulla – ha detto Cecilia Sala -. E’ una vittoria dei Pasdaran dell’ala militare del regime, a cui questa nuova guida suprema Khamenei-Giovane è molto legato da anni”.
“Abbiamo pensato che si potessero cogliere le opportunità che ci davano due libri molto interessanti come quelli di Pier Luigi Petrillo e Cecilia Sala – ha detto Riccardo Capecchi, Presidente di Fondazione Lottomatica -. Metterli insieme ha consentito di affrontare un tema di grande attualità. La possibilità di affrontare e di ragionare sulla contrapposizione in corso ha bisogno di comprensione e chi conosce le cose può aiutare a darci degli stimoli importanti”.
L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo delle istituzioni, del giornalismo e della ricerca, contribuendo a un confronto articolato sulle prospettive della regione e sulle dinamiche che stanno ridefinendo gli equilibri internazionali.
“La volontà è quella che all’interno del perimetro europeo si possa arrivare ad un abbassamento del livello di tensione, perchè ovviamente ci preoccupa molto quanto sta accadendo in Medio Oriente”; il commento di Giangiacomo Calovini Capogruppo Fratelli d’Italia Commissione Affari esteri della Camera.
“Noi come Partito Democratico abbiamo chiesto al Governo di prendere le distanze da un intervento che è una palese violazione del diritto internazionale – ha detto Antonio Misiani (Pd), Vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato -. Nessuno di noi ha alcun rimpianto per Ali Khamenei, nè alcuna simpatia per un regime teocratico oppressivo che schiaccia la libertà degli iraniani da molti decenni. Riteniamo che l’idea di operare un regime change con le bombe e con i missili, sia un’illusione, una soluzione non praticabile e che quanto sta avvenendo rischia di aggravare ulteriormente una situazione di incertezza e di instabilità in un’area delicatissima”.
“Credo che libertà e democrazia non debbano essere un privilegio per una certa parte del mondo, ma un’opportunità per tutti, per lo meno per chi nel mondo ne fa richiesta – ha affermato Luigi Marattin, deputato del Partito Liberaldemocratico e Membro della Camera dei Deputati -. Non tutti chiedono democrazia, gli iraniani sì e io desidero quello”.
“Io credo che si debba sicuramente considerare un intervento dello Stato – ha detto Marco Osnato (FdI), Presidente della Commissione Finanze della Camera, riguardo all’aumento dei prezzi in relazione al conflitto -, ma credo che si debba anche aspettare qualche ora in più, perchè evidentemente la situazione è molto fluida ed è difficile essere certi che quello che sta succedendo adesso sia quello che succederà domani”.
-foto ufficio stampa Fondazione Lottomatica-
(ITALPRESS).
L’appuntamento ha preso spunto dalla presentazione di due recenti pubblicazioni: “L’Iran degli ayatollah” di Pier Luigi Petrillo e “I figli dell’odio” di Cecilia Sala, offrendo l’occasione per un confronto su uno scenario internazionale sempre più complesso e in continua evoluzione.
Negli ultimi mesi il Medio Oriente è infatti tornato al centro dell’attenzione internazionale, con sviluppi che coinvolgono diversi attori regionali e globali e che stanno contribuendo a ridefinire gli equilibri geopolitici dell’area. Il quadro si è ulteriormente complicato nelle ultime settimane, con l’escalation culminata nello scoppio di un nuovo conflitto in seguito all’attacco condotto da forze israelo-americane e alla successiva risposta dell’Iran, alimentando il timore di una ulteriore destabilizzazione regionale.
In questo contesto, l’incontro ha rappresentato un momento di riflessione e approfondimento sul ruolo dell’Iran e sulle trasformazioni politiche e sociali che attraversano la regione.
Nel corso della discussione sono stati affrontati alcuni dei principali temi legati all’Iran contemporaneo: l’evoluzione del sistema politico della Repubblica islamica, il rapporto tra istituzioni e autorità religiosa, le trasformazioni della società iraniana e il ruolo del Paese nei delicati equilibri geopolitici del Medio Oriente.
I due volumi presentati offrono prospettive complementari su questi aspetti. L’Iran degli ayatollah, di Pier Luigi Petrillo, analizza il funzionamento delle istituzioni della Repubblica islamica e le dinamiche del sistema politico iraniano a partire dalla rivoluzione del 1979. I figli dell’odio, di Cecilia Sala, propone invece un reportage sul Medio Oriente contemporaneo attraverso le storie e le esperienze delle nuove generazioni cresciute all’interno dei conflitti della regione. All’analisi delle due prospettive è seguito un momento di confronto sul futuro dell’Iran e sugli scenari di riassetto dell’intera regione mediorientale dopo il conflitto. La discussione ha toccato anche il ruolo dell’Europa e dei principali attori internazionali, oltre alle possibili conseguenze delle tensioni geopolitiche sugli equilibri economici globali e sui mercati energetici.
“Nel mio ultimo libro parlo di una rivoluzione post-islamica, nella quale la religione è un feticcio, qualcosa dietro al quale la politica nasconde delle scelte che con la religione non hanno niente a che fare – le parole di Pier Luigi Petrillo -. L’elezione come Guida Suprema del secondo genito di Khamenei sembra confermarlo. Non è una guida spirituale, non ha le caratteristiche per assumere quell’incarico, però è stato nominato lo stesso”.
Con la scelta di Mojtaba Khamenei come nuova guida suprema “il segnale che gli uomini di regime vogliono dare è proprio che non cambia nulla – ha detto Cecilia Sala -. E’ una vittoria dei Pasdaran dell’ala militare del regime, a cui questa nuova guida suprema Khamenei-Giovane è molto legato da anni”.
“Abbiamo pensato che si potessero cogliere le opportunità che ci davano due libri molto interessanti come quelli di Pier Luigi Petrillo e Cecilia Sala – ha detto Riccardo Capecchi, Presidente di Fondazione Lottomatica -. Metterli insieme ha consentito di affrontare un tema di grande attualità. La possibilità di affrontare e di ragionare sulla contrapposizione in corso ha bisogno di comprensione e chi conosce le cose può aiutare a darci degli stimoli importanti”.
L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo delle istituzioni, del giornalismo e della ricerca, contribuendo a un confronto articolato sulle prospettive della regione e sulle dinamiche che stanno ridefinendo gli equilibri internazionali.
“La volontà è quella che all’interno del perimetro europeo si possa arrivare ad un abbassamento del livello di tensione, perchè ovviamente ci preoccupa molto quanto sta accadendo in Medio Oriente”; il commento di Giangiacomo Calovini Capogruppo Fratelli d’Italia Commissione Affari esteri della Camera.
“Noi come Partito Democratico abbiamo chiesto al Governo di prendere le distanze da un intervento che è una palese violazione del diritto internazionale – ha detto Antonio Misiani (Pd), Vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato -. Nessuno di noi ha alcun rimpianto per Ali Khamenei, nè alcuna simpatia per un regime teocratico oppressivo che schiaccia la libertà degli iraniani da molti decenni. Riteniamo che l’idea di operare un regime change con le bombe e con i missili, sia un’illusione, una soluzione non praticabile e che quanto sta avvenendo rischia di aggravare ulteriormente una situazione di incertezza e di instabilità in un’area delicatissima”.
“Credo che libertà e democrazia non debbano essere un privilegio per una certa parte del mondo, ma un’opportunità per tutti, per lo meno per chi nel mondo ne fa richiesta – ha affermato Luigi Marattin, deputato del Partito Liberaldemocratico e Membro della Camera dei Deputati -. Non tutti chiedono democrazia, gli iraniani sì e io desidero quello”.
“Io credo che si debba sicuramente considerare un intervento dello Stato – ha detto Marco Osnato (FdI), Presidente della Commissione Finanze della Camera, riguardo all’aumento dei prezzi in relazione al conflitto -, ma credo che si debba anche aspettare qualche ora in più, perchè evidentemente la situazione è molto fluida ed è difficile essere certi che quello che sta succedendo adesso sia quello che succederà domani”.
-foto ufficio stampa Fondazione Lottomatica-
(ITALPRESS).