L’assessorato all’ambiente della Regione Umbria con Determinazione del 30 ottobre ha stabilito lo stanziamento di 300 mila euro destinato al progetto di collaborazione tra Arpa Umbria ed enti e università che abbiano come fine quello di studiare e monitorare la qualità dell’aria. L’attenzione in particolare è rivolta alle sorgenti di nichel e altri metalli pesanti della Conca Ternana e la collaborazione è mirata alla ricerca di ulteriori punti di emissione del nichel all’interno di Acciai Speciali Terni e ricercare fonti di inquinamento.
Tutela ambientale
L’assessorato fa sapere in una nota che “intende ribadire e illustrare l’ampia gamma di iniziative e progetti in corso volti a migliorare la qualità ambientale e la tutela della salute pubblica nella Conca Ternana, con particolare riguardo al Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Papigno. Interventi che vedono la collaborazione tra enti scientifici, sanitari e istituzionali e che sono orientati a un approccio integrato salute-ambiente-clima“. Prevede dunque studi specifici e misure per la riduzione delle emissioni, in particolare dei metalli pesanti, per individuare e contenere le sorgenti di emissione diffuse, e per raggiungere nuovi e stringenti limiti sul nichel imposti dalla normativa europea per il 2030. Una discarica di Vocabolo Valle per il recupero delle scorie, e la riduzione del flusso di quelle che vanno a finire in discarica incentivando la filiera del recupero. Landfill mining, intervento di messa in sicurezza per proteggere suolo e falda.
Inoltre una nuova rampa scorie per il contenimento delle emissioni diffuse come l’individuazione delle sorgenti e l’implementazione di misure tecniche e gestionali per la riduzione anche di vibrazioni e odori a Prisciano. Questo prevede che le scorie vengano trasformate da rifiuti a risorse, venendo trattate per diventare nuovi materiali nell’ottica dell’economia circolare. Il termine previsto è la primavera 2026
L’assessorato mette in opera anche il recupero degli scarti produttivi, con il trattamento delle scorie siderurgiche per massimizzare il riutilizzo e ridurre al minimo il conferimento in discarica e la decarbonizzazione e l’efficientamento energetico con interventi mirati in linea con gli obiettivi di transizione ecologica e neutralità carbonica. Progetti strategici di biomonitoraggio e ricerca epidemiologica, due fronti di ricerca per la caratterizzazione del rischio e dell’esposizione dei residenti, anche questi in previsione.
Progetto InSinergia
Il Progetto InSingergia ha la durata di 36 mesi (avviato nel 2024 e conclusione prevista per dicembre 2026) con un finanziamento di 1,5 milioni di euro con fondi del PNRR dove la Regione Umbria partecipa in cordata al programma nazionale che mira a implementare un modello comune di intervento integrato nei Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche (SIN). Le attività chiave includono il biomonitoraggio umano tramite individuazione di 200 soggetti (uomini e donne tra i 20 e i 50 anni, in buono stato di salute) per l’analisi di circa 50 elementi, inclusi PFAS e metalli, su sangue, urine e siero.
Progetto Neo Conca: 200 mila euro
Il Progetto Neo Conca, finanziato dal MASE e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con uno stanziamento di 200 mila euro, prevede l’imminente affidamento all’Università degli Studi di Perugia di un servizio di indagine conoscitiva sulla relazione tra inquinamento ambientale, esposizioni lavorative, stili di vita e stato di salute dei residenti. Gli obiettivi includono l’identificazione delle principali fonti di inquinamento (aria, acqua, suolo) nella Conca Ternana, l’analisi epidemiologica e lo studio della distribuzione e incidenza delle patologie (con particolare attenzione a quelle oncologiche e respiratorie) utilizzando i dati del Registro Tumori regionale, valutazione del rischio e caratterizzazione del rischio oncologico secondo il modello dello studio SENTIERI, indagine sulle possibili associazioni tra esposizioni ambientali/lavorative e l’insorgenza di specifiche patologie. La raccomandazione è quella di fornire raccomandazioni basate sull’evidenza scientifica per la prevenzione dei rischi sanitari.
Potenziamento Prisciano
La nota dell’assessorato include anche gli interventi per il potenziamento della centralina di Prisciano dove verrà implementata una nuova strumentazione per la misurazione continua dei metalli in aria, novità rispetto al monitoraggio settimanale, e l’analisi del particolato ultrafine. L’assessorato regionale all’ambiente, inoltre, “propone Prisciano come “hotspot” industriale e di istituire due “supersiti” per analisi approfondite che vadano oltre i parametri normali: uno di fondo remoto (Monti Martani) e uno urbano di fondo (Le Grazie a Terni). La centralina di Maratta sarà spostata in un punto più idoneo (es. area della Protezione Civile) per misurare correttamente la ricaduta industriale, in particolare quella proveniente dall’inceneritore. È stata riavviata una collaborazione con l’Università La Sapienza per analisi ad alta risoluzione spaziale sulle emissioni fuggitive. L’obiettivo è studiare e puntualizzare le sorgenti diffuse e non puntuali dell’acciaieria, al fine di identificarle e agire su di esse con ulteriori autorizzazioni e interventi. Questa collaborazione valuterà anche l’efficacia delle azioni di riduzione delle emissioni di nichel da parte di AST-Arvedi”.