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Terni “città malata” | Chiusura aree Ast Prisciano, fuori i colpevoli

La Giunta Comunale ha approvato mercoledì un atto di indirizzo che prevede l’individuazione di alcune aree limitrofe allo stabilimento Thyssen Krupp Ast al fine di monitorare ulteriormente, unitamente alle Istituzioni competenti, i valori delle polveri sospese nell’aria derivanti dai processi di lavorazione nel parco scorie. La decisione è scatta a seguito di un precedente monitoraggio che aveva evidenziato alcune positività che rilevavano sostanze inquinanti nei terreni analizzati. L’atto prevede, altresì, il mandato al sindaco per l’emanazione, in via cautelare, di un’ordinanza a tutela della salute pubblica per inibire la coltivazione e l’allevamento di bestiame all’aperto in una porzione del  territorio di Prisciano.  Il provvedimento è conseguente alla proposta formulata dall’Asl n. 2 con nota del 13 aprile 2016, per un’ordinanza atta a prevenire la contaminazione delle matrici animali e vegetali.

 Si tratta – dichiara l’assessore all’Ambiente Emilio Giacchetti – di un provvedimento cautelativo,  già adottato in situazioni analoghe e che continueremo ad adottare ogni qualvolta ce ne siano i presupposti. Il  principio di precauzione è una linea guida della nostra attività amministrativa nell’interesse della tutela dei cittadini e del territorio“.

La misura cautelativa presa dall’amministrazione non soddisfa il Movimento 5 Stelle che invece di gioire per il successo ottenuto torna nuovamente sul piede di guerra.

I pentastellati non si accontentano della chiusura delle aree a rischio ma vogliono i nomi, le teste dei responsabili, le facce di coloro che con il loro operato hanno trasformato Terni in “una città malata”. “

È venuto il momento – scrive in un nota il leader regionale dei 5 Stelle, Andrea Liberati – di restituire diritto e giustizia a Terni, grande malata, città senza bussola, comunità offesa e dimenticata, dopo i decenni della vulgata dell’eccellenza dietro cui si sono non di rado annidate ben altre storie e interessi, nel silenzio omertoso di non pochi protagonisti di allora e di oggi. In trepidante attesa che certi episodi vengano finalmente a galla, occorre definitivamente allontanare l’idea secondo cui qualsiasi rilevante organizzazione possa farsi Stato nello Stato. Occorre evitare che, in questa ottica, si svendano illimitatamente ambiente e salute. Trovo pertanto sconcertante – rilancia Liberati – che, dopo aver tardivamente vietato coltivazioni e allevamenti in un brano della città, il problema non è certo confinato a Prisciano, non si proferisca poi verbo sul soggetto inquinatore, né tantomeno lo si sanzioni adeguatamente.

 Chi c’è dietro la chiusura delle aree coltivabili di Prisciano? Di chi è la mano che ha sparso il veleno su Terni? Sono queste le domande che si pongono i 5 Stelle e che forse troveranno una parziale risposta solo se alla fine dell’attività di monitoraggio prevista dal Comune partirà un’indagine.

E’ masochistico – afferma Liberati – che, ancora nel 2016, difendere il profitto di una multinazionale straniera, per alcuni significhi travolgere non solo le regole del consorzio civile, ma la stessa salute nostra. Equivale a tradire la vita.  A questo punto è bene che ognuno prenda coscienza che tali ‘danni collaterali’ (ammorbamento dell’aria, dell’acqua, dei suoli; contaminazione dei prodotti alimentari; malattie) non soltanto non sono più tollerati; non soltanto comportano l’obbligata apertura di indagini penali, ma hanno anche un costo socio-economico assai pesante, che va riconosciuto e liquidato integralmente”.