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Inneggiava a neonazismo e jihad, 16enne collocato in comunità

ItalPress

Inneggiava a neonazismo e jihad, 16enne collocato in comunità

Mer, 02/09/2026 - 10:48

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MONZA (ITALPRESS) – Eseguita nei confronti di un 16enne la misura cautelare del collocamento in comunità per radicalizzazione suprematista, neonazista e jihadista. Gli agenti della Digos della Questura di Monza e della Brianza, nell’ambito di indagini dirette dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, hanno dato esecuzione nei confronti di un 16enne italiano residente in provincia di Monza e della Brianza alla misura cautelare del collocamento in comunità per gravi ipotesi di reato, tra cui l’autoaddestramento con finalità di terrorismo, oltre che per istigazione a delinquere e apologia del fascismo.
L’attività investigativa ha consentito di documentare un progressivo percorso di radicalizzazione digitale, caratterizzato dalla contemporanea fruizione, ricerca e conservazione di contenuti riconducibili al neonazismo, al suprematismo bianco e all’accelerazionismo, affiancati da materiale di propaganda jihadista riconducibile all’ISIS. Il minore, secondo quanto accertato dagli investigatori, avrebbe evidenziato un progressivo interesse verso contenuti di carattere tecnico e operativo relativi ad armi, esplosivi, sostanze incendiarie e modalità di realizzazione di azioni violente.
Il fenomeno monitorato è quello della cosiddetta radicalizzazione ibrida, nel quale contenuti propri dell’estremismo suprematista e accelerazionista risultano contaminati da simbologia, propaganda e modelli operativi mutuati dall’estremismo jihadista.
Nel corso delle indagini, infatti, è stata documentata la frequentazione, attraverso piattaforme telematiche, di numerosi gruppi, canali e comunità digitali estremiste, all’interno dei quali circolavano propaganda neonazista e suprematista, materiale riconducibile all’ISIS, rappresentazioni di violenza estrema e contenuti relativi ad armi nonchè modalità operative per l’utilizzo delle stesse. Sono inoltre emerse numerose ricerche riguardanti autori di stragi e come procurarsi armi da fuoco e munizioni.
La perquisizione eseguita a carico del minorenne ha consentito di acquisire elementi ritenuti particolarmente significativi per le indagini. Infatti, sono stati rinvenuti, occultati in un luogo riservato della camera utilizzata dal giovane, un coltello con fodero, una fascia da braccio recante una svastica e un passamontagna, oltre a diversi vessilli con simbologia nazionalsocialista e suprematista.
La perquisizione informatica, svolta anche con l’ausilio del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Milano, ha portato alla luce, sullo smartphone e sul personal computer nella disponibilità del minore, numerosi manuali e documenti, parte dei quali in lingua inglese e russa, tra cui la “Guida all’uccisione”, contenente, oltre a propaganda estremista, come eseguire attentati mediante veicoli, armi bianche e armi da fuoco, nonchè indicazioni volte a ridurre le tracce forensi e rendere più difficile l’identificazione dell’autore; il “Manuale dell’odiatore”, con contenuti nazionalsocialisti, suprematisti e accelerazionisti; “SIEGE – Assedio”, opera contenente richiami alla lotta armata e all’azione dei cosiddetti “lupi solitari”; la “Piroguida”, dedicata a esplosivi, polveri e composizioni pirotecniche; “Bomba passo dopo passo – Perossido di acetone”, guida illustrata relativa alla preparazione di materiale esplosivo; “Armi del combattente di strada”, manuale illustrato relativo alle armi bianche; nonchè un documento dedicato alle miscele termitiche e ai relativi impieghi incendiari. Nel corso delle indagini è inoltre emerso che il minore aveva realizzato un video animato raffigurante un’azione violenta nella quale un soggetto, armato di fucile mitragliatore, faceva irruzione all’interno di una sede istituzionale estera e apriva il fuoco contro i presenti, uccidendoli.
Nel corso dell’attività investigativa era stata inoltre documentata la consultazione di materiale contenente indicazioni volte a eludere controlli e sistemi di videosorveglianza, occultare le tracce e distruggere le prove, nonchè l’adozione di accorgimenti finalizzati a rendere meno immediatamente individuabili le comunicazioni online attraverso l’utilizzo di una vpn.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).

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