Assisi

Iniziata l’ostensione prolungata delle ossa di San Francesco | Diretta

E’ colui che sta ispirando la mia vita al seguito di Gesù…“. Ha trattenuto a stento l’emozione, fra’ Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi, nel raccontare il momento in cui, questa mattina (sabato) ha provveduto ad aprire l’urna dove riposano i resti mortali di San Francesco.

Un momento che apre l’ostensione pubblica prolungata delle ossa del Poverello di Dio, una delle iniziative più attese tra le celebrazioni per l’ottocentenario della sua morte.

Ostensione prolungata, un’idea discussa con Papa Francesco

Un percorso, ha raccontato frate Giulio Cesareo – addetto stampa del Sacro Convento, nella conferenza moderata dalla giornalista Lorena Bianchetti (Rai, “A sua immagine”) – iniziato due anni fa, per un’intuizione del frate custode, che si è confrontato con il vescovo e con Papa Francesco. E proseguita con la ricognizione provvisoria notturna effettuata lo scorso 9 gennaio.

Sorrentino: “Ad Assisi le orme di Francesco”

Ad Assisi non ci sono le ossa di San Francesco, ma le sue orme” ha detto il vescovo Domenico Sorrentino, parlando del messaggio francescano che permea tutta la comunità assisana, persino “le mura” della città Serafica.

Le spoglie di un morto che celebrano la vita. Un altro miracolo di Francesco.

Proietti: il miracolo “laico” di Francesco

Così come un miracolo, laico, come ha detto la governatrice umbra Stefania Proietti, è stato quello di unire la politica. Con il voto attraverso il quale il Parlamento all’unanimità ha reintrodotto il 4 ottobre festa nazionale. E con il voto dell’Assemblea legislativa umbra, anche in questo caso all’unanimità, con cui è stata approvata la legge 1/2026 che assegna una serie di risorse legate alle celebrazioni francescane. Ma soprattutto, ha detto Proietti, vuole lasciare un segno nel tempo, con la realizzazione dell’hospice pediatrico per le cure palliative destinate ai bambini. Proprio nel giorno in cui Papa Leone annunciava il suo arrivo ad Assisi, per essere con i giovani. Una legge che la presidente Proietti ha consegnato, simbolicamente, nelle mani di padre Marco.

Possibile ancora prenotarsi

Sono ormai pochi i posti ancora disponibili per iscriversi e poter vedere le ossa di San Francesco, attraverso il sito sanfrancescovive.org. Sono infatti già quasi 400mila le persone che si sono già prenotate. Con una possibilità di accoglienza dei pellegrini (mobilitati 416 volontari ed oltre 20 frati in più rispetto a quelli che normalmente vivono nel Sacro Convento) di 16mila visitatori al giorno e 20mila nei giorni festivi. Le visite saranno nei giorni feriali dalle 7.30 alle 18,30 e nei festivi dalle 7.

Il corpo sarà protetto da una teca antisfondamento, che potrà essere toccata dai fedeli. Sarà collocata nella Basilica inferiore, davanti all’altare.

Tra il 22 febbraio – primo giorno dell’ostensione – e il 22 marzo si prevede un afflusso di almeno mezzo milione di pellegrini, ma c’è chi si spinge ad ipotizzare 700mila arrivi.

Stoppini: “Assisi sta per vivere un tempo speciale”

Assisi sta per vivere un tempo speciale, un momento che non appartiene solo ai credenti, ma all’umanità intera” ha detto il sindaco Stoppini, anch’egli emozionato. Aggiungendo: “Facciamo in modo che chi arriva ad Assisi riparta con il cuore un po’ più leggero“.

Il sindaco ha poi parlato dell’accoglienza, che ancora una volta chiama Assisi ad un grande sforzo organizzativo.

Le aperture della tomba di Francesco nella storia

Dopo la riscoperta della tomba di San Francesco, il 6 dicembre del 1818, diverse sono state le ricognizioni delle sue spoglie. La prima un anno dopo, nel 1819.

Poi nel 1978 c’è stata una importante ricognizione scientifica. In quell’occasione, per un giorno, alcune persone hanno poi potuto vedere le ossa del Santo, nella Sala del Capitolo.

Un’altra ostensione è stata effettuata nel 1994. Poi nel 2015. Quindi, l‘ispezione parziale del 9 gennaio scorso, alla presenza del vescovo Sorrentino. E poi oggi, sabato 21 febbraio, l’apertura dell’urna con i frati in preghiera. Da domani, domenica 22 febbraio, per un mese, tutti, prenotandosi, potranno vedere i resti mortali di San Francesco.

Il racconto dell’apertura dell’urna: “Che emozione poter vedere Francesco”

Prima della conferenza stampa il custode del Sacro Convento, frate Marco, ha raccontato il momento dell’apertura del sarcofago di San Francesco, avvenuta sabato mattina alle 9. E’ stato lui ad aprire l’urna contenente quelle spoglie che già aveva avuto modo di vedere nel 2015: “Ma questa volta con un altro ruolo e responsabilità. Noi frati avevamo Francesco tra noi, lo potevamo vedere! Per me, è colui che sta ispirando la mia vita al seguito di Gesù“.

L’apertura è avvenuta alle ore 9, presenti diversi frati: “E’ stato un momento emozionante. Ho aperto io l’urna con le apposite chiavi, una a forma di ‘S’ e una a forma di ‘F‘”. L’urna del 1800, realizzata appositamente, in metallo prezioso. “All’interno – racconta ancora il custode – sul fondo riproduce una sorta di cuscino imbottito. Come a dire: ‘Francesco, riposati!. Veramente molto bello ed emozionante“.

Accrocca: “Francesco non era bello, ma Dio ha dato tanta forza alle sue parole”

E’ intervenuto anche il vescovo eletto, Felice Accrocca, per porre l’attenzione “sul corpo di cui oggi restano le ossa“. “Francesco non era bello” ha ricordato citando le fonti dell’epoca. Che però raccontano di come quell’uomo piccolo, sgraziato e sporco sapesse parlare alle persone, per la forza che Dio dava alle sue parole.

L’uomo non vale per ciò che appare – ha detto mons. Accrocca – ma per ciò che è“. Un uomo che, a 800 anni dalla sua morte, sa ancora parlare alle persone, che arrivano ad Assisi da tutto il mondo.

Francesco tra i due Papi

Un’iniziativa, quella dell’ostensione prolungata del corpo di San Francesco, nel segno di due Papi. Papa Francesco, che ha “benedetto” l’idea del frate custode. E Papa Leone, che l’ha autorizzata. Ad oggi non è prevista una visita di Papa Leone, anche privata, durante il mese dell’ostensione.

Già in calendario, invece dei momenti speciali. Per le suore clarisse, che pregheranno davanti alle spoglie di Francesco. E per i frati, insieme ai loro parenti.

Le ossa ora nella cripta, dalle 16 i vespri

I resti mortali di Francesco sono stati deposti su una mensa preparata ad hoc nella cripta della Basilica. Da lì comincerà la celebrazione della traslazione – a partire dalle 16 – e dei vespri in chiesa inferiore alla presenza di circa 300 frati. La celebrazione – presieduta dal cardinale Ángel Fernandez Artime, legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi – sarà trasmessa in diretta su Rai1 all’interno del programma “A sua Immagine”.

Le iniziative durante questo mese

L’intero mese sarà arricchito da un fitto calendario di appuntamenti liturgici e culturali, pensati per favorire la partecipazione e la riflessione. Tra gli eventi (religiosi e culturali) che caratterizzeranno questo mese dell’ostensione ricordiamo la veglia dei parlamentari e dei rappresentanti delle istituzioni della Repubblica Italiana il 12 marzo alle 20, il Meeting Francescano Giovani dal titolo “Sorella morte. Un’esperienza da scartare” al Sacro Convento il 14 e 15 marzo e il convegno dal titolo “Per Francesco sorella è la morte. Una provocazione alla vita” che si terrà nella Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli dal 20 al 22 marzo. La solenne celebrazione conclusiva dell’ostensione si terrà il 22 marzo alle 17 nella chiesa superiore, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Non un rito macabro, ma la celebrazione della vita

Dal Sacro Convento hanno precisato il senso di questa iniziativa. Che lungi dall’essere un rito lugubre e macabro, vuole rappresentare la gioia della vita. Di una vita che “è stata totalmente donata”, come ha spiegato il frate custode. Ricordando che “la carne fa parte della vota cristiana“.

E poter vedere i resti mortali di San Francesco, per i cristiani, deve rappresentare la vittoria del messaggio del Vangelo: il Poverello di Assisi rappresenta quel chicco di grano che, morendo, ha dato frutto, come Gesù.

Come effettuare la visita

Le persone prenotate obbligatoriamente attraverso il portale sanfrancescovive.org / saintfrancisliveson.org., all’ingresso della tenda dell’accoglienza – montata per l’occasione nella piazza inferiore – riceveranno:
il libretto del pellegrino: con informazioni sui luoghi, gli orari e le possibilità dell’esperienza e con un testo che prepara la venerazione attraverso la valorizzazione dell’arte presente in Basilica. Nell’ultima pagina i pellegrini potranno ricevere anche il timbro del pellegrino, come è tradizione in occasione di pellegrinaggi verso alcuni celebri santuari della cristianità.
– un foglio su cui scrivere una preghiera a san Francesco – da deporre a lato dell’urna con i resti del santo;
il santino con la preghiera del pellegrino

Le possibilità di visita sono due, a seconda dei giorni e degli orari.
Il percorso A (guidato da un frate: dalle 10 alle 16, dal lunedì al venerdì) è per gruppi linguisticamente omogenei di massimo 60 persone. Prevede una catechesi di accoglienza e, dopo la venerazione, la conclusione con la liturgia del rinnovo delle promesse battesimali nella cappella San Bonaventura all’interno del Sacro Convento. Questi pellegrini, riceveranno anche in dono un ricordo simbolico: un vasetto biodegradabile, con della torba essiccata e dei semi di grano, per rivivere a casa l’esperienza che – solo morendo alla condizione di seme – esso può diventare fecondo.
Il percorso B, fino alle 10 del mattino e dopo le 16 nei giorni feriali, tutto il giorno nei weekend, è un cammino autonomo da parte del pellegrino, munito del libretto con le informazioni essenziali per l’esperienza.

Il corpo portato nella Basilica Inferiore

Accompagnato dal canto delle litanie, dopo la celebrazione nella cripta, il corpo di San Francesco è stato portato davanti all’altare principale della Basilica Inferiore. Le ossa sono custodite in una teca trasparente antiproiettile, che potrà anche essere toccata dai fedeli ammessi alla visita previa prenotazione.

L’urna è stata incensata. Iniziata la celebrazione dei primi vespri.

(notizia in aggiornamento)