INCONTRI A LUCI ROSSE IN VILLA. I CARABINIERI: RISCHIO CONTAGIO HIV. L'APPELLO: «FATE SUBITO IL TEST» - Tuttoggi.info

INCONTRI A LUCI ROSSE IN VILLA. I CARABINIERI: RISCHIO CONTAGIO HIV. L'APPELLO: «FATE SUBITO IL TEST»

Redazione

INCONTRI A LUCI ROSSE IN VILLA. I CARABINIERI: RISCHIO CONTAGIO HIV. L'APPELLO: «FATE SUBITO IL TEST»

Dom, 01/03/2009 - 12:54

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La tutela della salute pubblica prima di tutto. Per questo i carabinieri del comando provinciale hanno deciso, tra mille accortezze e molto riserbo, di lanciare un appello a chi, lo scorso anno, ha frequentato una 'certa' villa a luci rosse nella zona dei Castelli Romani ed è ora a rischio Hiv. Un appello, hanno spiegato i carabinieri di Roma d'accordo con la procura di Velletri, a «tutela della salute dei cittadini» che si erano imbattuti prima nel sito Internet www eroticgessica.com e poi in incontri a luci rosse con prostitute e trans. Un invito a fare accertamenti clinici al più presto. Nessuno lo dice esplicitamente ma è ormai accertato che una delle persone che intratteneva i clienti della villa a luci rosse è risultata sieropositiva, e vista, la grande quantità di persone che frequentavano la casa è stato necessario far sapere che è urgente fare alcuni esami specifici per evitare che il virus si estenda in modo incontrollato.

MOLTI COINVOLTI – Sulla vicenda si sta cercando di tenere il massimo riserbo, ma i numeri delle persone coinvolte non sarebbero bassi. Il sito, fermo a ottobre 2008, ha registrato 286.396 contatti. Il sito web e il luogo dove avvenivano gli incontri, cioè la villetta sulla via Appia, nella zona dei Castelli Romani, salirono alla ribalta della cronaca nell'ottobre del 2008 quando i carabinieri di Velletri arrestarono tre persone e scoprirono un fiorente giro di incontri per scambisti e serate di sesso di gruppo. Con l'accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione finirono in manette un transessuale e due agenti della polizia penitenziaria, marito e moglie. Gli investigatori dell'Arma misero così fine a un giro d'affari di migliaia di euro e al via vai di uomini che frequentavano la villa. Per accedere alla villa-club si pagava una somma di circa 200 euro, poi a seconda delle richieste e delle prestazioni sessuali arrivava il conto. I nomi in codice dei due agenti della polizia penitenziaria erano 'Ivanò e 'Gessicà e con loro lavoravano alcuni trans conosciuti con i nomi di Luana, Lolita e Giorgia. Nomi che adesso potrebbero far tremare chiunque li ha incontrati in giochi a luci rosse e, soprattutto, ha avuto con loro rapporti sessuali non protetti.

(fonte Corriere.it)


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