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Inchiesta PopSpoleto, Antonini “ora scendo in campo” e denuncia GdF / L’ex dominus si commuove, Video / Fango su Procura, è scandalo

Carlo Ceraso
Per Giovannino Antonini, ex n. 1 di PopSpoleto prima e Scs poi, è stato il grande giorno, quello della difesa dalle pesanti accuse che gli muove la procura della Repubblica (insieme ad altre 33 persone, fra dirigenti, amministratori e imprenditori) che indaga su vari reati, dalla bancarotta fraudolenta alla mediazione usuraria, alla associazione per delinquere. Abbandonata l’ipotesi di difendersi solo nel processo, Antonini e i suoi legali (Tedeschini e Morcella) decidono così di fornire la loro versione dei fatti. La scelta della sala, la stessa che per tanti anni ha visto l’ex presidentissimo acclamato col voto plebiscitario di migliaia di persone, ieri ha registrato poco meno di un centinaio di persone, inclusi alcuni indagati e parenti di questi ultimi. Se voleva essere un test per tastare il polso alla popolarità di Antonini, non è andata proprio bene. Sarà per questo che, nella speranza che qualche ritardatario guadagnasse la sala conferenze, l’appuntamento fissato per la ‘conferenza stampa aperta’ è slittato di quasi un’ora. A moderare l’incontro è stata la giornalista Rosanna Mazzoni.
Il ricorso al Tar – ad avviare i lavori è stato l’avvocato Tedeschini del foro di Roma, il legale che ha impugnato davanti al Tar Lazio i provvedimenti che hanno portato al commissariamento della banca e della controllante Scs. Prudente la linea difensiva: “il giudice amministrativo ha ritenuto che ci fosse un minimo di fumus nelle nostre richieste – ha esordito – e fissato così l’udienza per il dibattito per il prossimo 2 ottobre. Essenzialmente sembra aver apprezzato, almeno in sede cautelare, due circostanze: il difetto di contraddittorio e il difetto di delega in riferimento alla sottoscrizione dei provvedimenti di nomina dei commissari fatta dal vice direttore di Bankitalia. Su questi vedremo come si esprimerà il giudice”. Ma la difesa punta a dimostrare anche un “eccesso di potere” esercitato da Bankitalia: “stiamo lavorando ad una memoria – ha continuato Tedeschini – per capire se c’è stata o meno una violazione dei criteri di normale prudenza. Ho chiesto così a dei consulenti di raffrontare i conti di Bps con quelli di altre banche ed è emerso che la Popolare Spoleto registra una delle migliore performance”.
“Scendo in campo” – poi è stata la volta di Antonini che, nonostante le dichiarazioni battagliere, è apparso provato. “Ho letto dai giornali di oggi del convegno tenuto sul tema del credito in Umbria e dal quale si intravede chiaramente quali problematiche attanagliano famiglie e imprese. Sono preoccupato per il fatto che l’unica banca regionale che dava credito alle aziende e alle famiglie era la Bps; i nostri impieghi sono cresciuti del 22%, invece di avere una medaglia ecco quello che ci sta capitando. Qui ci stiamo facendo male tutti, oramai hanno deciso di annientare il cittadino, la piccola e media impresa….io non so in che mani stiamo e dove vogliamo arrivare, ma interveniamo prima che sia troppo tardi”. A chi si riferisca è facile da immaginare, anche se l’ex presidente rimarrà sempre accorto a non fare nomi di persone e istituzioni. Poi il monito alla stampa non allineata (che è stata davvero poco fino a poche settimane fa): “se qualcuno, qualche giornalista intende demoralizzarmi, sappia che io scendo in campo adesso. Dico solo che chi come me ha contribuito a costruire questo istituto portandolo da 30 a 110 sportelli su 8 regioni….ho combattuto per finanziare l’imprenditoria proprio perché non fosse avvinghiata dall’usura ed ora mi ritrovo indagato per usura”. La voce si rompe per l’emozione: “la banca non è la mia ma della comunità, o vogliamo fare la fine delle banche di Perugia finite ad altri istituti e dove 10 famiglie hanno guadagnato 100 milioni?”. La commozione dura un attimo appena perché
Antonini si riprende subito e dice sicuro: “come diceva l’avvocato Tedeschini, siamo vicini al traguardo”.
La stampa malevola – è la volta dell’avvocato penalista, Manlio Morcella, che esordisce spiegando i motivi della conferenza: “Era giusto offrire alla opinione pubblica una lettura alternativa a tutto ciò che da mesi si legge su una certa carta stampata e giornali on line che hanno giocato in senso speculativo per danneggiare persone che sono gli apicali della banca e la famiglia Antonini. Non vogliamo trasferire qui il confronto giudiziario, questo incontro serve per far comprendere le sbavature serie presenti nell’inchiesta che hanno consentito alla stampa malevola di poter infierire”. Considerazioni pesanti, anche in questo caso facendo attenzione a non proferire i nomi delle testate, che vengono stigmatizzate dalla responsabile regionale Fnsi Ilaria Bosi e dalla stessa moderatrice Mazzoni, costretta a riprendere il legale.
Le ‘sbavature’ – Morcella passa poi a difendere il proprio assistito anche se farà più volte presente di non aver avuto ancora il tempo di studiare tutte le carte. La prima anomalia sarebbe nel fatto che l’avviso di conclusioni indagini del 29 maggio conterrebbe ipotesi di reato quali la bancarotta fraudolenta e l’associazione a delinquere non presenti nel documento che i legali avevano chiesto alla procura cinque giorni prima per sapere se il loro assistito era sottoposto a indagine e per quali ipotesi di reato. Per la difesa poi i soldi ricevuti da alcuni imprenditori non rappresentano la mediazione usuraria ma solo dei prestiti personali che “Antonini ha già restituito. In due casi, rispettivamente per 50mila e 30mila euro, dopo pochi giorni e qui abbiamo gli assegni che sono stati incassati da chi aveva concesso il prestito. Nel terzo caso da135mila si tratta di un prestito che Antonini ha già onorato avendo emesso 3 assegni da 45mila euro che non sono stati ancora portati all’incasso”.
Denuncia alla Gdf – l’affondo è nei confronti della Guardia di Finanza, denunciata da Giovannino e dal figlio Alberto per falso ideologico in merito al crack Baronci: “La procura evince che alcuni lavori non sono stati eseguiti e che le fatture emesse fossero di comodo sulla base di due informative della Finanza che ha ascoltato molte persone, fra cui i miei assistiti: peccato però che Alberto e Giovanni non sono mai stati sentiti dalla Guardia di Finanza”. Quanto alla delibera d’urgenza firmata da Antonini per la concessione di un ulteriore finanziamento da 400mila euro alla Baronci, nonostante la ditta fosse decotta, Antonini e Morcella hanno richiamato la responsabilità del direttore generale dell’epoca (Alfredo Pallini, n.d.r.) che propose quel finanziamento. Fin qui la linea difensiva che non è per nulla entrata nel merito di alcuni aspetti. Come le pesanti Relazioni di Banktitalia a partire da quella del 2007 (cui sono seguite quella del 2010 e del 2012), il compenso da 1,5 milioni di euro liquidato a Pallini al termine della sua esperienza in Bps (che contrasta con le presunte responsabilità addossategli da Antonini & Co.) e l’aver trattato solo di striscio l’inchiesta relativa alla cosiddetta “assemblea della vergogna” del dicembre 2011(la procura si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per 8 persone) che rimise alla testa della holding Antonini, giunto ad un passo dalla sfiducia della maggioranza del Cda.
Show a base di calunnia – terminati i lavori è stata la volta di alcuni personaggi presenti alla ‘conferenza aperta’ che, quasi seguissero un copione, a vario titolo hanno attaccato frontalmente la figura del procuratore capo della repubblica Gianfranco Riggio, personale del suo ufficio, il presidente della Coop Giorgio Raggi, il professor Carbonetti scelto quale consulente dalla cordata Clitumnus interessata all’acquisto della Bps (per il quale i Commissari di Bankitalia, vale ricordarlo, sono intenzionati a predisporre un’asta da aggiudicare al miglior offerente e che vede finora l’interesse di gruppi importanti quali Bnp-Paribas, Credit Agricole e PopVicenza), e il quotidiano Tuttoggi.info. Accuse pesantissime, infamanti, che nulla hanno a che vedere con l’inchiesta giudiziaria e che anche solo a riportarle potrebbero raffigurare ipotesi di reato. Non a caso tutti i giornali della carta stampata umbra hanno annunciato che non saranno riportate nelle edizioni in edicola oggi (domenica). E’ il solito venticello della calunnia che peraltro già circolava in città, tanto che nei giorni scorsi uno degli indagati aveva invano invitato alcuni giornalisti a porre delle ‘domande scomode’ agli inquirenti. Resta ora da capire come si muoveranno le istituzioni e la politica cittadina e regionale di fronte a quello che è un vero e proprio attacco al palazzo di Giustizia. Sulle ‘bordate’ controTuttoggi.info i nostri legali sono già al lavoro ai quali abbiamo fornito la registrazione della conferenza e della documentazione fotografica che potrebbe rivelarsi clamorosa.
Ancora Antonini – l’infervoramento dei ‘fedeli’, tra i quali un giornalista del Giornale di Sallusti, un pensionato (indagato per l’assemblea della vergogna) e un funzionario comunale già noto alle cronache, sembra aver avuto quasi un effetto rigenerante nell’Antonini. “Lascia stare, lascia stare le polemiche” ha detto rivolto ad uno dei ‘ribelli’, “il mondo è grande, io capisco che qualcuno della stampa o di altre parti ha interessi personali, ma noi limitiamoci a vedere l’interesse reale. Sappiamo tutti come stanno le cose, come girano certi ambienti della città, ma questi mica sono eterni…presto cambieranno, mentre noi ci saremo ancora, tranquilli”, ha concluso AntoniniHighlander. Che ai piani alto di Bps/Scs si fosse creata una ‘cricca’ ne avevamo qualche sospetto, scoprire che è immortale inquieta un bel po’.

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(a breve il video della conferenza tenuta da Antonini)