di Wolfgang Bernelli (*)
Dopo gli ultimi accadimenti circa gli scandali nella sanità umbra, il senso di responsabilità ed intellettualità politico amministrativa, ci obbliga a non abbassare la guardia e chiedere in coro le dimissioni di Maria Gigliola Rosignoli anche da dirigente della direzione ASL n° 3 Spoleto-Foligno-Valnerina. È incomprensibile e quanto mai inaccettabile il comportamento della Rosignoli che a seguito del terremoto che si è abbattuto sui principali vertici della sanità dell’Umbria, dopo non poche pressioni dei vari schieramenti politici ha rasseganto le dimissioni da Presidente dell’Agenzia umbra sanità ma non da Dirigente della ASL 3. Da quanto si è appreso dalla stampa l’accusa è per lo più di peculato e di illeciti rapporti tra soggetti privati e dirigenti pubblici amministrativi; ciò di cui il centrodestra in Regione ma anche nei comuni dell’Umbria e segnatamente a Spoleto denuncia ormai da anni. Siamo sempre stati accusati di strumentalizzare e di fare demagogia quando denunciavamo presunte irregolarità sul sistema Sanità. Oggi emergono fatti inquetanti, che vedrebbero tra i capi d’imputazione un vero e proprio scambio di voto che se dovesse essere confermato a conclusione delle indagini da parte della Magistratura, a cui si dà piena fiducia per l’operato, porrebbero le condizioni per chiedere un’azzeramento dell’attuale Giunta Regionale guidata dalla neo Presidente Catiuscia Marini.
Non è un caso il fatto che, se si spulcia negli elenchi della pubblica amministrazione dell’Umbria, non sfugge all’occhio la presenza di dipendenti i cui nomi sono riconducibili ad amministratori provinciali, regionali e comunali che hanno ricoperto incarichi in passato o che sono attualmente in carica.
È anche indiscutibile il dato che vede l’Umbria, nonostante la ristretta dimensione rispetto al resto delle regioni d’Italia, come quella in rapporto e in percentuale ad avere il più alto numero di dipendenti pubblici.
Esprimiamo piena fiducia alla magistratura che sta proseguendo le indagini sul caso e confidiamo nel senso di responsabilità delle istituzioni coinvolte su tale scandalo a rassegnare le proprie dimissioni come atto di lealtà nei confronti del cittadino, se lealtà si vuol chiamare.
(*) Consigliere comunale Pdl Spoleto