Incendio: l’aria è tornata buona, precauzioni per i cibi

Incendio: l’aria è tornata buona, precauzioni per i cibi

Il punto di Comune, Arpa e Usl: Restano i divieti per latte e uova in attesa delle ultime analisi


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L’aria, a Ponte San Giovanni, è tornata ad essere buona e gli ortaggi della zona possono essere mangiati. Ma per latte e uova, i prodotti dove si possono trovare tracce delle sostanze nocive prodotte dall’incendio alla Biondi Recuperi, occorre ancora attendere i dati delle analisi e quindi i divieti restano.

Comune di Perugia, Usl Umbria 1 e Arpa Umbria hanno fatto il punto sulla situazione rispetto all’emergenza causata domenica 10 marzo dall’incendio all’azienda Biondi Recuperi di Ponte San Giovanni. All’incontro con la stampa hanno preso parte il sindaco Andrea Romizi, il vice sindaco Urbano Barelli e il dirigente Vincenzo Piro per il Comune di Perugia, il direttore Walter Ganapini di Arpa Umbria, insieme al direttore del laboratorio multisito di Arpa Donatella Bartoli, il direttore del dipartimento di prevenzione della Usl Umbria 1 Giorgio Miscetti, il responsabile della Struttura Complessa Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento Massimo Gigli e la dott.ssa Patrizia Bodo, responsabile della Struttura preposta all’attività di prevenzione e tutela della salute negli ambienti di lavoro.

Attualmente l’aria è tornata ad essere buona –ha spiegato la dott.ssa Bartoli di Arpa – dopo che nella giornata di domenica 10 marzo si era verficato un significativo sviluppo di inquinanti quali diossina, Ipa, Pca e benzene, scaturiti dalla combustione dei materiali. Allo stesso modo, dall’analisi a campionamento che abbiamo effettuato nei giorni successivi all’incendio sui vegetali, nell’area interessata, non sono state riscontrate differenze notevoli rispetto ad altre zone limitrofe, mentre stiamo ancora svolgendo le analisi su latte e uova, i cui risultati saranno pronti la prossima settimana. Sulla base dei dati e delle esperienze pregresse – ha concluso – non vi è un danno ambientale elevato”.

In ogni caso, come ha spiegato il direttore dell’Agenzia Walter Ganapini, i campionamenti proseguiranno nel tempo per avere ulteriori dati confrontabili nel tempo, con l’obiettivo della massima attenzione alla salute pubblica perseguito fin dall’inizio.

Sia Romizi che Barelli hanno confermato l’attenzione dell’amministrazione alla situazione e l’approccio condiviso e responsabile che tutte le istituzioni interessate hanno tenuto nella situazione verificatasi. “Vi è stato un intervento tempestivo e molto professionaleha detto il sindaco ringraziando tutte le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e le istituzioni intervenute – in cui la trasparenza e l’immediatezza della comunicazione sono state costanti, proprio con l’obiettivo di dare le risposte ai cittadini quasi in tempo reale”. Barelli poi ha aggiunto che si proseguirà nel fornire le informazioni mano a mano che i dati saranno resi noti da Arpa e Usl, tenuto comunque conto che l’allarme iniziale è rientrato.

Precauzioni e divieti

A titolo precauzionale – come ha ulteriormente chiarito anche il dott. Miscetti della Usl –  restano attuali le avvertenze indicate nelle precedenti ordinanze sindacali (ovvero il consiglio di consumare prodotti alimentari coltivati solo dopo accurato lavaggio con acqua e strofinazione delle superfici e, ove possibile, alla rimozione del rivestimento superficiale, il  divieto di consumare i prodotti coltivati nel raggio di 3 km dal luogo dell’incendio, da parte dei soggetti più a rischio, come bambini, donne in gravidanza e in allattamento, nonché di raccolta e consumo di funghi epigei spontanei, di pascolo e razzolamento degli animali da cortile e di utilizzo dei foraggi e cereali destinati agli animali, raccolti nell’area interessata) in attesa dei dati definitivi.

Controlli e analisi sono state effettuate dalla Usl anche sui luoghi di lavoro sia dell’azienda direttamente interessata dall’incendio sia di quelle limitrofe dell’area industriale di Ponte San Giovanni. “I lavoratori della Biondi Recuperi saranno sottoposti a controlli di sorveglianza sanitaria essendo più a rischio – ha spiegato la dott.ssa Bodo -. Per quanto riguarda le altre aziende presenti nell’area, abbiamo accertato una diffusione degli inquinanti con concentrazioni superiori ad altre aree. Per questo, è stata fondamentale l’ordinanza emanata l’11 marzo che imponeva alle suddette aziende verifiche dei filtri e la eventuale manutenzione straordinaria degli impianti di ventilazione meccanica con prelievo di aria dall’esterno”. Analizzati, infine, anche gli accessi al pronto soccorso e i ricoveri che non hanno registrato un andamento anomalo rispetto al solito.

Per le scuole della zona, il dirigente Vincenzo Piro ha tenuto a precisare che, in via precauzionale, si è ritenuto opportuno chiuderle nella giornata di lunedì 11 marzo e si è provveduto alla ripulitura specifica di tutti gli impanti presenti, al fine di poter riaprire le aule già dal giorno successivo in piena sicurezza.

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