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Inaugurazione Anno Giudiziario, Cardella “Carenza di personale, problema drammatico”

Inaugurato questa mattina a Perugia l’Anno Giudiziario 2020, alla presenza del Vice Presidente del CSM, on. David Ermini, al rappresentante del Ministro della Giustizia, il Capo di Gabinetto, presidente Fulvio Baldi, alle Autorità, alle altre magistrature e dell’Avvocatura dello Stato, e gli avvocati del Foro.

Dritti al punto i relatori chiamati a illustrare lo stato dell’arte della Giustizia in Umbria. Il primo è il presidente della Corte d’Appello di Perugia, Mario Vincenzo D’Aprile, che denuncia la criticità degli uffici giudiziari regionali, difficoltà che per l’alto magistrato è risolvibile solo con “ l’invio di nuovi magistrati e soprattutto di personale amministrativo, su cui rileviamo una carenza, rispettivamente, del 7,6% e del 20,2%».

Su una situazione già molto provata strutturalmente si aggiungono i pensionamenti non adeguatamente rimpiazzati da assunzioni nonostante esista da anni una graduatoria aperta dell’ultimo concorso espletato a livello nazionale per Assistenti Giudiziari a cui però il Ministero non attinge, in primis per mancanza di copertura finanziaria.

E’ il Procuratore Generale, Fausto Cardella poi a mettere in luce un altro aspetto dell’amministrazione della Giustizia in Umbria, prendendo ovviamente a riferimento, l’attività della Procura Generale, “Il supporto della polizia giudiziaria, che affianca il personale amministrativo, pur
svolgendo compiti consoni a chi ha una preparazione giuridico-investigativa, allevia ma certo non risolve – né lo potrebbe – le difficoltà, che originano dalla drammatica carenza di personale amministrativo, in tutti gli uffici del distretto ed anche nella Procura Generale.

Procura generale, in cui le difficoltà di giorno in giorno si aggravano.
In verità, su 605, tra dirigenti, funzionari, commessi, ausiliari giudiziari ed
autisti, in organico nel distretto, risultano solo 485 effettivi. Questo il risultato dell’inconcepibile blocco delle assunzioni protrattosi per oltre venti anni, che ha stremato l’amministrazione della giustizia.”

E’ chiaro dunque che la carenza di personale è il problema dei problemi. Tuttavia, in Corte d’Appello, le pendenze nella Sezione penale sono diminuite di circa il 23% grazie a nuove modalità organizzative risultate particolarmente efficaci.

Molto interessante anche il passaggio del discorso del Procuratore Cardella dedicato alla Stampa:

“La Stampa ha esercitato il suo doveroso controllo sul buon andamento della giustizia nel distretto, informando delle principali indagini e processi in modo corretto.Il diritto di cronaca va declinato come ‘diritto’ per i cittadini, che tramite l’informazione hanno modo di formarsi un’opinione sul funzionamento e anche sul comportamento di chi esercita funzioni pubbliche tanto rilevanti, come il magistrato.
Ma è un vero e proprio ‘dovere’ per i giornalisti i quali, accanto al compito di informare, hanno proprio quello di esercitare un controllo sull’operato della pubblica amministrazione, in genere, e della magistratura, particolare, per la grande incidenza sociale del suo operato.
Si diceva una volta che il magistrato deve parlare solo per sentenze. Oggi tale principio è superato dalle pressanti esigenze della informazione e del controllo sociale, nel senso sopra precisato, e il magistrato con sobrietà e con compostezza deve collaborare,offrendo una informazione tecnica e obiettiva, scevra da personali valutazioni ed enfasi, usando un linguaggio appropriato ma comprensibile per tutti comunicare, subito dopo la lettura del dispositivo, i motivi principali della decisione,che saranno noti, sostenuti da dotte argomentazioni, dopo un tempo sideralmente lontano dalle esigenze dell’informazione, è possibile. Lo ha fatto, di recente, la Corte Costituzionale, dimostrando di essere sensibile alle giuste esigenze di questo tempo. La segretezza delle investigazioni va tutelata, ma va tutelata finché serve ed è compito del Pubblico Ministero individuarne il limite. Cessata questa esigenza, però, occorre consentire a tutti
, dico a tutta la stampa, un disciplinato ed equo accesso agli atti, come ha saggiamente deciso un autorevole Procuratore.”

Sul tema del giorno, ovvero la proposta di Legge “Bonafede” sulla riforma della Prescrizione, Cardella è tranchant, “Il dibattito sulla prescrizione del reato sembra datato, fuori tempo massimo.”.

E aggiunge, “Sia chiaro, ogni soluzione che possa incidere favorevolmente sui tempi di durata del processo… in questo caso scoraggiando impugnazioni infondate, è la benvenuta. Ma davvero la prescrizione è questa tagliola nella quale finiscono le indagini?”.

Cardella ha poi affrontato il tema della presenza della criminalità organizzata in Umbria. “La presenza di organizzazioni criminali, essenzialmente di matrice ‘ndranghetista, nel
distretto dell’Umbria trova conferma nelle indagini delle Procure interessate.” Ma rispondendo a qualche critica sull’efficacia dell’azione repressiva o di contenimento del fenomeno, Cardella aggiunge “Accertata la presenza inquinante in Lombardia, in Emilia Romagna e in altre nobilissime regioni, diverse e lontane dal luogo di origine, perché mai in Umbria no? Perché mai l’Umbria sarebbe dovuta restare indenne?
La ricchezza della regione, anzi, unitamente ad una crisi economica generale ha costituito una indubbia attrattiva per le forze criminali
.”

Tuttavia, pur con tutte le cautele del caso, sembra che l’infiltrazione criminale sia avvenuta, per il momento, con l’immissione di capitali nell’economia della regione, propaggini, ramificazioni di un centro criminale che ancora resta nelle zone di provenienza, come recenti indagini sembrano confermare. Mancano, infatti, chiari e costanti segni di radicamento sul territorio, quali le estorsioni, il pizzo ai negozi, i danneggiamenti. E mancano i segni di contaminazione al livello dei centri decisionali della Regione.”

Il vice presidente del Csm, David Ermini, nel suo intervento, ha sottolineato la necessità di mantenere separate le funzioni della magistratura dalle correnti politiche e a maggior ragione dai partiti.

Non è mancata anche la presa di posizione degli avvocati sulla questione della Prescrizione. I difensori, per bocca del Presidente dell’Ordine Tentori Montalto hanno nuovamente sottolineato come gran parte dei problemi nascano dalla carenza di personale negli uffici. “ Solo importanti investimenti nel sistema giustizia possano coniugare effettività delle tutele ed efficienza del sistema, sicuramente più di qualsivoglia riforma dei codici di rito”.