INAUGURAZIONE A PALAZZO VECCHIO DI SAN GEMINI DELLA MOSTRA ANTOLOGICA DI UGO ATTARDI - Tuttoggi.info

INAUGURAZIONE A PALAZZO VECCHIO DI SAN GEMINI DELLA MOSTRA ANTOLOGICA DI UGO ATTARDI

Redazione

INAUGURAZIONE A PALAZZO VECCHIO DI SAN GEMINI DELLA MOSTRA ANTOLOGICA DI UGO ATTARDI

Ven, 26/09/2008 - 13:28

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Sono trascorsi poco più di due anni dalla scomparsa di uno dei più poliedrici artisti italiani della seconda metà del Novecento, Ugo Attardi, ma i ricordi che legano alla sua arte espressiva e alla sua straordinaria capacità di diffondere e valorizzare in tutto il mondo il genio e la creatività propri del nostro Paese, sono ancora intatti e vivi nella memoria. Per questo motivo nel 2006, qualche mese prima della sua scomparsa, l'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo aveva nominato Grande Ufficiale della Repubblica italiana.

In occasione della XXXV edizione della Giostra dell'Arme, due settimane durante le quali San Gemini, splendido borgo medievale situato nella Provincia di Terni, sulle pietre sconnesse della via Flaminia, festeggia ogni anno il proprio Santo patrono con una serie di eventi e manifestazioni, la splendida Sala dei Priori di Palazzo Vecchio ospiterà da sabato 27 settembre a domenica 12 ottobre, una mostra antologica del maestro Attardi, a cura e con saggio critico di Alessandro Masi.

L'esposizione, posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e realizzata, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall'Ente Giostra dell'Arme in collaborazione con gli Archivi Storici Ugo Attardi di Carlo Ciccarelli e con la Regione Umbria, sarà inaugurata sabato 27 settembre alle ore 19, proprio nella Sala dei Priori di Palazzo Vecchio a San Gemini.

Nella mostra saranno raccolti 27 dipinti tra i più rappresentativi dell'intero excursus pittorico di Ugo Attardi, compresi in un arco di tempo sospeso tra le esperienze giovanili “postcubiste” del gruppo “Forma 1” della metà degli anni Quaranta e i più recenti quadri a olio del 2003 in cui vi è raffigurato Papa Giovanni Paolo II, per il quale l'artista ebbe un coinvolgimento se non spirituale certamente lirico. Saranno esposti anche gli stupendi “paesaggi romani”, testimonianza del profondo amore che Attardi nutriva per Roma, la sua città adottiva, e qualche dipinto degli anni Settanta. Si tratta di un'esposizione antologica tra le più complete, in grado di toccare con mano il nuovo rapporto col reale e con la ricerca figurativa epica, visionaria e inquieta.

Pittore e scultore di fama internazionale, nato nel 1923 a Sori (GE), Attardi si racconta attraverso opere ricche di un personale espressionismo esistenziale fondato su una drammatica compresenza delle differenze: bellezza e deformità, tenerezza e violenza, esperienza corporea e dimensione onirica. I suoi monumenti sono collocati nelle principali capitali europee e mondiali, tra cui Roma (Il Vascello della Rivoluzione), Buenos Aires (Nelle Americhe) e New York (Ulisse). Il “suo” Enea è stato donato al popolo maltese e collocato all'ingresso del porto della Valletta quale segno di amicizia fra Italia e Malta, e il “suo” Cristo è entrato a far parte dei Musei Vaticani.

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Scrivere di Ugo Attardi è sempre un evento e nel contempo un'emozione, sia per l'importanza che egli riveste nella storia artistica italiana, sia per l'amicizia profonda che mi ha legato all'uomo e all'intellettuale, raffinato conversatore e appassionato viaggiatore, con il quale ho condiviso più di una esperienza all'estero per completare i suoi progetti monumentali.

Ugo Attardi è stato anche un uomo di lettere, con una profonda conoscenza dei testi, che spaziava dagli universali di Dante della “Commedia” al genio di Cervantes del “Don Chisciotte”, dalla solitudine urbana narrata da Pasolini al più assolato e fascinoso

racconto dell'amico Vincenzo Consolo. Coltivava un amore sacro, direi quasi maniacale, per la scrittura, perfettamente contraccambiato, stando almeno a ciò che si legge tra le carte che ci ha lasciato. La scrittura è stata per Attardi un alibi e nello stesso tempo un

completamento della sua opera grafica, del suo disegno, della pittura e direi della stessa scultura.

( Alessandro Masi)

ORARIO DELLA MOSTRA:27 settembre – 12 ottobre 2008

Orari: feriali ore 17-24 / sabato e domenica 10-13 e 16-24

Alcune informazioni su “La Giostra dell'Arme”:

Ogni anno, nel periodo che va dall'ultima domenica di settembre per due settimane, San Gemini festeggia il suo Santo patrono con una serie di interessanti manifestazioni storico-folkloristiche.

Principali protagonisti di questi eventi sono i due rioni, la “Rocca” e la “Piazza”, che dividono il paese in una giocosa dimensione competitiva, viva da secoli, che li vede rivali a combattere nell'ambito di suggestive cerimonie: cortei che portano in mostra gli splendidi costumi del Quattrocento, compiono il giro dell'intero centro per dare modo agli Araldi di leggere i “bandi” satireggianti fatti e persone del rione avverso. E ancora, rievocazioni di avvenimenti storici della cittadina, o spettacoli d'arte varia, sempre ambientati in epoca medioevale, rivivono a suscitare l'entusiasmo popolare.

In tutto questo periodo il paese diventa una sublimazione d'armonia cromatica grazie al gioco di stendardi e bandiere che rappresentano i colori dei due rioni. Per l'occasione si inaugurano mostre artigianali, di pittura e di prodotti tipici umbri, senza contare il “colore” portato dalla riapertura delle caratteristiche “tabernae” rionali, che coinvolgono nell'aria di festa la gente del luogo ed i turisti.

L'apice delle manifestazioni viene raggiunto il 9 ottobre con il festeggiamento del Santo Gemine. Un corteo storico di circa 150 personaggi in costume, rievocando il cerimoniale in uso nel XV secolo, si snoda per le vie del paese fino a raggiungere la Cattedrale dove, nel corso delle funzioni religiose, hanno luogo le rituali offerte al patrono di San Gemini. A conclusione della giornata, la tradizionale processione religiosa aperta dal corteo storico.

La domenica successiva, sono di nuovo in scena i rioni, che con due distinti cortei fanno il loro ingresso solenne nel “Campo della Giostra”, per poi offrire al folto pubblico presente esibizioni e spettacoli vari. Dopo di ciò, le peripezie degli sbandieratori del gruppo “Casventum” di San Gemini.

Dulcis in fundo, al termine delle esibizioni rionali, ha luogo la disputa del Palio della “Giostra dell'Arme”, torneo equestre a squadre, in cui la prova più spettacolare è rappresentata dal lancio, al galoppo, di un'asta scagliata contro un bersaglio a forma di stemma gentilizio.


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