Categorie: Cultura & Spettacolo Perugia

In Paradisum, un'esecuzione sublime. Monsignor Bassetti si congratula prima della fine

Vibrano le corde degli archi e vibrano le note dell'anima. Sincronia perfetta tra cielo e terra, emozioni che pervadono e si rincorrono, dissolvendosi fino a raggiungere una più alta spiritualità. Questo è quello che ''l'Ensamble Suono Sacro'' è riuscito a regalare al pubblico che martedì scorso ha presenzizto all'esecuzione dedicata alla commemorazione dei defunti, nell'ex-chiesa di San Bevignate. Le note di ''Dedicato con amore a tutti coloro che varcano la soglia” si sono trasformate in un'esecuzione sublime.
Monsignor Bassetti, vescovo di Perugia, ha così tanto apprezzato l'esecuzione da alzarsi addirittura prima della fine del concerto per stringere la mano al Maestro Ceccomori, flautista poliedrico, che oltre ad occuparsi di musica sacra collabora con artisti di tutto il mondo.
Presente fra gli altri, oltre all'alto prelato perugino, anche l'assessore alle infrastutture del Comune di Perugia, Ilio Liberati. Si è notata invece l'assenza dell'assessore alle attività culturali, Cernicchi.

Unico rammarico la mancanza di una registrazione audio che redesse memoria ad un concerto di così alto spessore, che avrebbe potuto andare ad arricchire la Fonoteca Trotta (in seno al Teatro Morlacchi); considerazione che duole fare anche in vista della candidatura di Perugia, insieme ad Assisi, come capitale Europea della cultura.

(mgr)

In Paradisum, concerto in commemorazione dei defunti

Ensemble Suono Sacro

Andrea Ceccomori, flauto
Azusa Onishi, violino
Anna Chiappalupi, violino
Marco Onofri, viola
Ermanno Vallini, violoncello
Massimo Santostefano, contrabbasso

musiche di:

“In Paradisum”/”Silentium” (con improvvisazioni da Ildegarde von Bingen / arr. A. Sommani)
J.A. Gach, “Come moriamo”- prima esecuzione
G. F. Haendel, Largo da Serse “Ombra mai fu”
G. F. Haendel, “Lascia ch'io pianga”
W. A. Mozart, Quartetto in re magg. K285 (Allegro, Adagio, Rondo)
A. Ceccomori da “The celestine suite” e da “Orpheus”