“Santa Rita visse in un’epoca lontana da noi, 6 secoli fa, ma la testimonianza della sua vita e della sua santità non invecchia e continua a parlare ai nostri cuori”. Le parole del cardinale Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia e per 40 anni segretario particolare di Papa Giovanni Paolo II, durante il solenne pontificale in occasione della festa della santa patrona di Cascia, rendono bene il senso dell’attaccamento che in tutto il mondo c’è ancora oggi per la santa degli impossibili. Come hanno dimostrato anche le migliaia di persone che in questi giorni – e in particolar modo ieri – hanno affollato e stanno affollando Cascia e la piccola frazione di Roccaporena, dove tra l’altro ieri è stato necessario l’intervento dell’elisoccorso per un giovane colto da malore mentre saliva allo Scoglio della preghiera.
A presenziare alle celebrazioni ritiane di quest’anno la delegazione arrivata da Chicago, con cui è stato siglato un gemellaggio. Ma non erano gli unici stranieri presenti arrivati per l’occasione in Valnerina, per rendere omaggio a Santa Rita.
Tra i momenti più importanti delle celebrazioni, la benedizione della Fiaccola per la pace da parte di Papa Leone XIV. Dell’incontro col Pontefice parla suor Maria Grazia Cossu, badessa del monastero di Santa Rita: “Mi hanno colpito la sua umiltà, la sua familiarità e la sua straordinaria capacità di accoglienza. Posso davvero ribadire ciò che dissi il giorno della sua elezione: “Abbiamo un Papa in famiglia”. Mi ha riconosciuta subito, ha salutato con affetto anche i padri agostiniani e la sensazione è stata quella di incontrare una persona di famiglia, pur sapendo di trovarsi davanti alla guida della Chiesa universale. Papa Leone XIV richiama costantemente il mondo alla responsabilità della pace, invitando a costruire ponti anziché muri, a favorire il dialogo e a custodire la dignità di ogni essere umano, soprattutto dei più fragili e di chi soffre a causa delle guerre. Ci ha assicurato la sua preghiera e noi abbiamo assicurato la nostra per lui. In questo sentiamo una profonda sintonia con il messaggio di Santa Rita, donna di pace e di riconciliazione, che continua a insegnarci come il bene possa vincere il male”.
Momento centrale della festa di Santa Rita è stato il solenne pontificale che si è tenuto nella sala della Pace, presieduto dal card. Stanisław Jan Dziwisz. Con il Porporato hanno concelebrato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, il priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino padre Joseph L. Farrel, il rettore della basilica di Cascia padre Giustino Casciano, il parroco di Santa Rita a Chicago, dove è stata accesa la Fiaccola della Pace e del Perdono lo scorso mese di marzo, padre Homero Sànchez, i sacerdoti in servizio nella Pievania di Santa Rita don Canzio Scarabottini e don Davide Travagli, il pro rettore del santuario di Roccaporena don Cristoforo Maria Bialowas, altri presbiteri agostiniani e diocesani. Presente anche una delegazione delle monache agostiniane, con la Badessa madre Maria Grazia Cossu e la Presidente della Federazione dei Monasteri Agostiniani d’Italia madre Maria Rosa Guerrini del monastero di Santa Chiara della Croce in Montefalco. Nutrita la rappresentanza delle autorità civili e militari, ad iniziare dalla presidente della Giunta regionale dell’Umbria Stefania Proietti, dal presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, dal sindaco di Cascia Mario De Carolis. E non potevano mancare le donne che hanno ricevuto il premio internazionale Santa Rita 2026, tre storie di dolore, perdono e rinascita: Fannì Curi (dalla perdita del figlio per una grave malattia all’impegno per i più fragili), Lucia Di Mauro (dopo l’assassinio del marito, guardia giurata, ha incontrato e accompagnato in un percorso di rinascita il minorenne che lo ucciso), Mirna Pompili (dopo la morte della figlia in un incidente, ha perdonato chi lo ha causato e, insieme, hanno avviato un percorso di fede). Al termine della Messa, sul sagrato della Basilica, c’è stata la supplica a Santa Rita e la benedizione delle rose. Infine, il cardinale si è raccolto in preghiera dinanzi al corpo di Santa Rita e successivamente ha incontrato le monache agostiniane.
In apertura dell’omelia, il cardinale ha voluto ringraziare mons. Boccardo: “Ci legano vincoli di amicizia fin dai tempi in cui l’Arcivescovo Renato era uno stretto collaboratore di San Giovanni Paolo II, tra l’altro come organizzatore delle Giornate Mondiali della Gioventù e dei viaggi apostolici del Papa. Il Santo Padre apprezzava molto il suo servizio competente e zelante“. Il Dziwisz ha poi ricordato: “Oggi ci riuniamo e preghiamo a Cascia per imparare da Santa Rita, donna semplice – moglie, madre, vedova e religiosa – la vera saggezza, il ritorno alle fonti della fede, della speranza e dell’amore”. “Nel cuore di Rita – ha aggiunto, ricordando la sua vita e le sue sofferenze – non c’era mai spazio per l’odio e il desiderio di vendetta. Lei stessa aveva sperimentato un grande male e una grande sofferenza, ma metteva in pratica in modo eroico le parole che oggi anche san Paolo rivolge a noi”. Infine, nell’omelia ha rivolto anche un appello per la pace, a partire dall’Ucraina e dal Medio Oriente.