Categorie: Economia & Lavoro Spoleto

Ims-Isotta, incontro tra sindacati e proprietà non chiarisce futuro azienda. Lettera d'intenti con gruppo francese

Jac. Bru.

Un incontro interlocutorio, più che operativo, quello svoltosi nei giorni scorsi a Bologna tra sindacati e proprietà dell’Ims-Isotta Fraschini di Spoleto. Un summit che, sa da un lato ha fatto un po’ di chiarezza sulla situazione attuale dei due comparti produttivi, dall’altra non ha per nulla tranquillizzato i responsabili territoriali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, i quali nel pomeriggio di ieri hanno convocato un’assemblea con i circa 300 lavoratori dello stabilimento per metterli a parte di quanto discusso con il Gruppo Casti.

Futuro incerto – Dopo la richiesta di concordato di ristrutturazione del debito in continuità presentata al Tribunale di Spoleto, l’azienda ha a disposizione un periodo variabile da 60 a 120 giorni per presentare un nuovo “business plan”, che andrà al vaglio della stessa autorità giudiziaria. I sindacati, pur fiduciosi che questa strada possa rappresentare la salvezza, almeno momentanea, per lo stabilimento di Santo Chiodo e per i 300 lavoratori lì impiegati, si sono detti molto preoccupati per le prospettive future dell’azienda, ancora tutte da costruire.

Situazione ghisa e alluminio – Entrambi i comparti, ghisa (Ims) e alluminio (Isotta Fraschini), hanno infatti a che fare con questioni annose. Nel primo caso i problemi derivano dalla contrazione dei volumi delle commesse, che non permettono il raggiungimento di un solido equilibrio finanziario. Per quanto riguarda l’alluminio, invece, l’azienda ha confermato ai sindacati di aver sottoscritto una lettera d’intenti con un gruppo francese. Tuttavia, l’accordo definitivo non è stato ancora chiuso. Lo sarà, forse, solo nelle prossime settimane.

Risposte rapide – Ecco perché i sindacati hanno ribadito con forza alla proprietà dell’azienda l’assoluta necessità di procedere nella trattativa con trasparenza e celerità. Pur essendo una vertenza complicata, è arrivato (e forse anche passato, ndr) il momento di dare risposte concrete a 300 lavoratori e alle loro famiglie.

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