Cernusco sul Naviglio – Si levò il sole su Cernusco sul Naviglio, e con esso l’eco delle gesta degli atleti di Educare con il Movimento ASD, unica rappresentanza umbra, scesi in campo per scrivere una pagina memorabile ai Campionati Nazionali su pista CSI. Tre giorni di battaglie e di sudore e hanno visto i trenta alfieri folignati sfidare i colossi dell’atletica giovanile italiana, tornando a casa con un bottino che sa di leggenda: sette medaglie, di cui tre del metallo più prezioso, tre d’argento e una di bronzo.
La saga ha inizio sotto i migliori auspici. Nella prima giornata, due ruggiti squarciano il cielo lombardo. Francesco Bartocci, con la potenza di un eroe omerico, divora i 100 metri seniores in 10″93, laureandosi Campione Nazionale CSI e vendicando con l’oro il quarto posto dell’anno precedente. Poco dopo, è il giovane Jacopo Ridolfi a imporre la sua legge nei 60 metri ragazzi. Con un fulmineo 7″95, il fresco trionfatore del Palio dei Comuni all’Olimpico di Roma si conferma il più forte non solo in Umbria, ma nell’intera penisola.
Ma non è solo l’oro a brillare. Stefano Sejdijaj, nel salto in lungo allievi, compie una rocambolesca rimonta. Con un balzo di 6 metri e 11 centimetri, frantuma il suo record personale di 30 centimetri e vola dal quarto al primo posto temporaneo, per poi assestarsi su un argento che vale oro, conquistato con tenacia dopo una rincorsa difficile da domare. Sfiora l’impresa anche Valentina Servi, anche lei reduce dalla gloria del Palio dei Comuni all’Olimpico di Rom, impegnata nei 1000 metri: la sua classica progressione “alla Valentina” la porta a polverizzare il suo accredito di nove secondi, chiudendo a 3’21”. Per soli tre decimi, il podio le sfugge, ma la sua grinta la consacra tra le migliori mezzofondiste della ragazze italiane.
La seconda giornata si apre con un cielo incerto, ma la determinazione degli atleti di Foligno è più forte di qualsiasi nuvola. Stefano Sejdijaj, non pago dell’argento, decide di prendersi tutto. Nel salto in alto, con una scioltezza disarmante, lascia tutti gli avversari sotto la sua misura di 1 metro e 81. Con l’oro già al collo, rinuncia a misure superiori per scagliare il suo giavellotto a 43 metri e 47 centimetri, conquistando un bronzo che completa il suo personale medagliere: oro, argento e bronzo. Un’impresa totale.
La tensione sale, e in una battaglia all’ultimo respiro sui 200 metri, Francesco Bartocci viene separato dal suo secondo oro da un battito di ciglia: due soli, crudeli millesimi lo relegano all’argento, al termine di una volata che ha tenuto l’intero stadio Gaetano Scirea con il fiato sospeso.
L’ultimo atto di questa avventura milanese è dedicato all’anima stessa dell’atletica: la staffetta. Le quattro ragazze della svedese – Emma Fusco, Perla Bazzucchi, Daniela Montioni e Valentina Servi – sanno di non poter competere con le corazzate schierate dalle grandi società. Ma nei loro sguardi non c’è timore, solo la fiamma del coraggio. Partono, i cambi sono perfetti, Daniela rimonta e consegna il testimone a Valentina. La più minuta di tutte le ultime frazioniste sembra volare, non si fa riprendere, anzi, allunga. Chiudono undicesime nella classifica finale, ma per il pubblico e per i loro compagni, hanno vinto. Hanno venduto cara la pelle.
Poi tocca ai maschi, e qui la musica cambia. La squadra preparata dal coach Leonardo Carducci punta al bersaglio grosso. Mattia Pergolari, il più piccolo, parte a razzo. Lance Eboigbe, Jacopo Ridolfi e Michele Begaj sembrano le sue guardie del corpo. “Tu portaci il testimone,” sembrano dirgli, “al resto pensiamo noi.” E così fanno. Lance rimonta tre posizioni, Jacopo vola, e quando consegna il testimone a Michele, il sogno è a un passo. Michele, da velocista puro, gestisce, attende, e negli ultimi cento metri scatena l’inferno. Sorpassa l’avversario e taglia il traguardo per primo. È un’attesa snervante, ma alla fine il verdetto è argento. Un argento che brilla come l’oro più puro, celebrato sul podio con la gioia di chi sa di aver dato tutto.
Al momento di salire sull’autobus per tornare a Foligno, il bilancio è da eroi. Sette medaglie, il ventunesimo posto nel medagliere e il quindicesimo nella classifica generale di società. Davanti, i “mostri sacri” di Lombardia, Veneto e Piemonte. Dietro, quasi novanta blasoni, molti dei quali ben più noti e storici. I ragazzi di Educare con il Movimento hanno lasciato un segno indelebile sulla pista di Cernusco, dimostrando che con il cuore e il sacrificio, anche i sogni più audaci possono diventare realtà. Hanno venduto cara la pelle, e sono tornati a casa coperti di gloria.
Luogo: Cernusco sul Naviglio