Imprenditore edile con la cocaina nei tubi, 4 arresti per spaccio di droga

Imprenditore edile con la cocaina nei tubi, 4 arresti per spaccio di droga

Secondo i carabinieri riforniva pusher locali e accettava “pagamenti dilazionati”, un giro da decine di migliaia di euro

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Hanno trovato cocaina dentro tubi di silicone usati nell’edilizia, svuotati del contenuto originario e riempiti con la droga, i carabinieri di Todi, nel corso dell’indagine, cominciata nel gennaio scorso, che ha portato all’arresto di quattro uomini (un imprenditore edile di Casal di Principe, un suo corregionale di Pozzuoli, entrambi residenti a Montecastello di Vibio, un tunisino residente a Marsciano e un marocchino residente a Todi). Le attività tecniche condotte hanno anche consentito ai Carabinieri di accertare che E.G. riforniva di stupefacente alcuni soggetti locali, accettando anche pagamenti dilazionati, proprio in virtù della lunga conoscenza.

I quattro sono accusati di aver spacciato cocaina (200 i grammi sequestrati) tra il tuderte e il marscianese, per un ingente giro d’affari. Al centro della presunta organizzazione sarebbe stato l’imprenditore edile, capace di una fitta rete di rapporti, in contatto costante con altri campani e in grado distribuire la droga grazie agli altri tre arrestati. Tre degli arrestati sono in carcere a Spoleto, il marocchino è ai domiciliari.

Arrestata dai militari di Todi, nel corso della stessa indagine, anche una donna residente a Fratta Todina, perché trovata in possesso di circa 150 grammi di cocaina pura che, sul mercato, avrebbe fruttato oltre 30.000 euro. Sempre per spaccio di stupefacenti, in carcere un altro marocchino, trovato con 50 grammi di cocaina. Denunciati infine un trentenne perugino e un giovane tuderte, accusati di concorso in spaccio il primo e favoreggiamento il secondo.

Nel medesimo contesto investigativo sono anche stati denunciati a piede libero un trentenne perugino e un giovane tuderte, rispettivamente accusati di concorso in spaccio e favoreggiamento e sono stati segnalati alla Prefettura di Perugia diversi assuntori locali che si rifornivano dal gruppo indagato.

Il marocchino B.M., è stato posto agli arresti domiciliari nella propria abitazione di Marsciano, che come quelle degli altri coindagati è stata perquisita con l’ausilio di unità cinofile del Centro Cinofilo Carabinieri di Firenze, consentendo il sequestro della somma di 3.700 euro, ritenuta provento dell’illecita attività e di materiale vario che dovrà essere analizzato dagli investigatori.

(s.m)

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