Terni

Il sindaco Bandecchi, la conferenza di AP in Comune e i “giornalisti maleducati”

Una conferenza stampa convocata in tempi lampo per comunicazioni urgenti del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, attraverso i canali di comunicazione del Comune di Terni: sala consiliare piena di giornalisti, tutta la stampa locale presente in attesa dell’urgente comunicazione, rispetto alla quale nessuno sa nulla. Arrivano il sindaco Stefano Bandecchi, il vicesindaco, Riccardo Corridore e un altro uomo non noto ai presenti in sala. Prende la parola il vicesindaco, Riccardo Corridore: “Voglio subito dire che la sala consiliare è stata affittata perché si tratta di comunicazioni non istituzionale, ma che fanno riferimento ad Alternativa Popolare”. Occhiate in giro e primo spaesamento per la convocazione di una conferenza stampa avvenuta tramite i canali istituzionali del Comune, senza oggetto e che si rivela un evento per comunicare fatti relativi ad Alternativa Popolare. E che fatti!

A Terni Bandecchi affitta il Comune per presentare il coordinatore di AP di Perugia

Il vicesindaco di Terni, Riccardo Corridore, introduce l’uomo ‘sconosciuto’: “Vi abbiamo convocato per presentarvi il nuovo coordinatore di Alternativa Popolare di Perugia, l’avvocato Cristian Brutti per le prossime elezioni amministrative di Perugia”. Gli sguardi prima disorientati in sala diventano molto più eloquenti e alcuni giornalisti, tra cui noi di TuttOggi.info, abbandonano la sala consiliare. Azione non gradita dal segretario, che prima di alzarsi dall’evento di presentazione, colleziona l’ennesima invettiva contro i giornalisti “maleducati”.

Bandecchi contro i “colleghi” che hanno abbandonato la sala consiliare

“Ringrazio i giornalisti che hanno avuto la pazienza e ricorderò esattamente quelli che non hanno avuto la pazienza di ascoltarci – questa la trascrizione delle parole di Bandecchi – So che la stupidità è una cosa che si taglia a fette, così si dice in Toscana, però qualcuno dovrebbe prima imparare l’educazione, poi il buon gusto e poi capire certi passaggi che questa nazione sta subendo e che saranno fondamentali. Sono a ringraziare i giornalisti che qua si sono fermati e che potranno portare al popolo la notizia.

Poi che la prossima volta che nessuno della stampa umbra si lamentasse se le mie cose le faccio su Insatgram. Io sono anche giornalista, non sono maleducato come coloro che qua si sono alzati. A dire la verità ho già avuto un richiamo per i conflitti con i giornalisti umbri. Al secondo o al terzo forse mi toglieranno il tesserino, ma essendo anche un editore di diverse testate giornalistiche continuerò comunque ad esprimere il mio parere con serenità.

Trovo disgustoso l’atteggiamento di alcuni di voi che spero, anzi sarà mia premura informare l’ordine umbro del fatto che alcuni giornalisti non capiscono una mazza. Quindi per favore avvocato e do mandato al mio avvocato Corridore di scrivere all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria per far sapere che ci sono alcuni giornalisti che non capiscono una mazza. Quindi per favore avvocato vorrei che lei scrivesse come avvocato da parte mia all’ordine dei giornalisti che mi hanno appena offeso in quanto sindaco e in quanto segretario di un partito che si chiama Alternativa Popolare: come collega so che non tutti possono essere intelligenti”. Ogni commento è superfluo.

La replica dell’Ordine dei Giornalisti e la richiesta dell’incontro

Lo stesso Ordine dei Giornalisti dell’Umbria che nello stesso pomeriggio diffonde una nota in cui “stigmatizza ancora una volta toni ed espressioni usate dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, nei confronti di alcuni colleghi ‘rei’ di aver abbandonato legittimamente e correttamente una conferenza stampa non ritenendola utile al loro lavoro e ruolo, convocata d’urgenza senza esigenze d’immediatezza.
Visto il ripetersi di episodi che rischiano di compromettere i rapporti tra istituzioni, il presidente dell’Odg Umbria farà richiesta formale d’incontro al primo cittadino di Terni”.

Il Video di Radio Tele Galileo

Di certo resta, ancora, a una una testata giornalistica, agli editori e in primis ad ogni giornalista il pieno diritto e la libertà di poter scegliere quali notizie seguire, pubblicare e quando sentirsi (soggettivamente) offesi. Esattamente come detto proprio dal collega Bandecchi. La stessa libertà non vale per gli (oggettivi) insulti.

Ha collaborato il direttore Sara Cipriani