Esiste una città dove i principali problemi che attanagliano le realtà odierne – trasporti, rifiuti, assistenza medica e sociale- sono stati brillantemente risolti, al punto da farla diventare un esempio a livello mondiale. Lo straordinario sviluppo di Curitiba, città brasiliana ormai nota in tutto il mondo per le sue soluzioni urbanistiche e vita ambientale, è stato al centro di un interessante appuntamento al Rotary Club di Spoleto, basato sulla presenza, in qualità di relatore, di Nicola Donti, noto docente perugino specializzato nella formazione e nella comunicazione aziendale.
Il professor Donti, dopo l'accurata presentazione del presidente del Rotary di Spoleto Vivaldo Pompili, ha raccontato l'esemplare storia della città brasiliana. Una realtà di cultura eclettica e fortemente influenzata dalla immigrazione tedesca, polacca ucraina e italiana, da cui discende la maggior parte della popolazione. Curitiba, conosciuta come la capitale ecologica del Brasile, è una città di oltre 2 milioni e mezzo di abitanti. Che ha conos
ciuto il suo sviluppo più significativo negli ultimi 40 anni. Nel 1971 una serie di casualità portarono alla designazione di Jaime Lerner come sindaco della città. Lo avevano scelto perché era un inoffensivo esperto di architettura. Un trentatreenne che non si era mai impegnato politicamente e che sembrò l'ideale per mettere d'accordo le diverse fazioni al potere. Jaime Lerner ci mise un po' ad organizzarsi, poi nel 1972 decise di rivoluzionare questa città. Cominciando dal creare la prima isola pedonale del mondo. Una storia che merita di essere raccontata: Lerner sapeva di avere contro buona parte della città.
I commercianti erano terrorizzati dall'idea che i loro affari fossero danneggiati dal divieto di accesso al centro delle auto. E gli automobilisti odiavano l'idea di dover andare in centro a piedi. Il sindaco temeva che la sua iniziativa fosse bloccata da un esposto in tribunale, e i lavori iniziarono proprio un venerdì, un'ora dopo la chiusura del tribunale. Gli operai invasero il centro della città e iniziarono a sistemare lampioni e fioriere, ripavimentare le strade e scavare aiuole piantandoci alberi. Lavorarono ininterrottamente per 48 ore. Il lunedì mattina quando il tribunale riaprì i lavori erano finiti. I cittadini di Curitiba se ne stavano a bocca aperta. Erano state piantate migliaia di piante fiorite. La popolazione si mise a strappare tutti i fiori per portarseli a casa. Ma Lerner lo aveva previsto e già erano pronte squadre di giardinieri che sostituivano immediatamente le piante.
Ci vollero un po' di giorni ma alla fine i cittadini smisero di rubare i fiori. I commercianti poi erano stupiti perché si accorsero che il centro cittadino trasformato in salotto eccitava le vendite. E quando il sabato successivo un corteo di auto dell'Automobil-club tentò di invadere l'isola pedonale si trovò nell'impossibilità di farlo perché migliaia di bambini stavano dipingendo grandi strisce di carta che coprivano buona parte della pavimentazione.
Da allora tutti i sabati i bambini della città si ritrovano nell'isola pedonale a coprire di disegni meravigliosi enormi rotoli di carta stesa per terra.