Il rilancio di Perugia inizia dalla piazza di Anima civica

Il rilancio di Perugia inizia dalla piazza di Anima civica

Cristiana Mapelli

Il rilancio di Perugia inizia dalla piazza di Anima civica

Perugia del futuro, ruolo della comunità, trasformazione ed evoluzione del capoluogo: questi i temi al centro di uno spazio creato per dare sostanza ad una idea collettiva di città | Il nome di un candidato? Prima c'è un'agenda politica. Non basta mettersi seduti ai nostri incontri".
Ven, 22/06/2018 - 00:00

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Il rilancio di Perugia inizia dalla piazza di Anima civica

L’impressione è quella di una serata di “teatro in piazza” dove, attorno ai relatori, si sono strette circa 200 persone della società civile. Bellezza, consapevolezza, conoscenza, memoria, coraggio, visione, partecipazione, condivisione, rigenerazione: sono queste alcune delle parole chiave dell’incontro pubblico organizzato da Anima Civica per rilanciare il suo percorso di “progetto per la città”. Insomma, un appuntamento dove per una volta non si creano divisioni, ma una unità di intenti. Metaforicamente mercoledì sera l’arena del Borgo Bello è diventata uno spazio dove condividere  una visione della città, un momento di riflessione sulle buone pratiche su cui lavorare. Anima civica discute sul merito che Perugia dovrà avere nel futuro per sfuggire dalla “lunga deriva” verso il provincialismo. Una scuola politica dove formare la nuova dirigenza politica di Perugia? Non proprio, piuttosto un pretesto per esercitare il pensiero. E’ stato detto in tutte le sale: “Anima civica non aderisce al calcio mercato dei nomi a candidato  a sindaco alle amministrative 2019″.

La platea

Numerosi anche i giovani presenti, a dimostrazione che i temi che coinvolgono la città di Perugia interessano anche alle nuove generazioni. “Una piazza simbolica rispetto a tante esperienze e forse siamo sulla strada giusta” è stato sottolineato all’inizio dai rappresentanti di Anima Civica – “Non abbiamo personalismi da rivendicare, ma c’è un protagonismo della città da rimarcare con Perugia che deve tornare a fare Perugia”. Con l’idea di “fare politica e non scendere in politica”, mettono bene in chiaro, rifiutando “la chiusura, il provincialismo e il feticismo della schedatura” a cui si assiste anche in questi giorni: “Una concezione della vita pubblica che non ci appartiene”. Seduti nella “piazza” del Borgo Bello i cittadini, ma non solo.

Il lavoro

Il lavoro è sotto attacco: precari e sottopagati, le nuove generazioni si scontrano ogni giorno con le disuguaglianze sociali, economiche – ha spiegato Fabrizio Ricci, giornalista- Lo rilevano i dati contenuti nel dossier “Struttura ed evoluzione del mercato del lavoro nei “Sistemi Locali” dell’Istat, ovvero i luoghi in cui la popolazione risiede e lavori, e dove mostra come dei 12 sistemi umbri su 14, risultano tra i “perdenti”.  Che cosa vuole fare Perugia per il lavoro? “Dovremmo chiedercelo tutti. Interessante è sapere come nel programma elettorale di Romizi nel 2014, la parola lavoro non appare nemmeno. Serve una scossa per uscire dal sonno della città e sconfiggere la rassegnazione che ha contagiato la sinistra“.

Giovani e Atenei

Dovremmo chiederci: che cos’è e cosa deve offrire una città universitaria?” si domanda Costanza Spera, ex coordinatrice dell’Udu. In un momento delicato come questo, l’ipotesi di chiusura o di privatizzazione dell’Università per gli Stranieri deve rappresentare un problema politico e culturale per tutta la città”. E ancora: “Bisogna investire su politiche culturali che puntino a multiculturalità, integrazione ma anche su spazi pubblici che mancano. Il declino non è tanto rispetto a ciò che c’era prima ma rispetto al potenziale della città”.

Rigenerare la città

Per Paolo Belardiprofessore e cittadino moderno” “Per rigenerare una città serve un’idea di città”. “Si rincorrono problemi particolari, risolviamo le cose in modo episodico, ma per fare del bene ci vuole una visione generale”. In merito allo scarso utilizzo di memoria Belardi ha detto: “Un pezzo di architettura formidabile, l’opera di Claudio Longo, ex mattatoio di via Palermo, è stata demolita. Non possiamo demolire cose del genere senza di averle fotografate, rilevate e fatte conoscere. Così è come se non fosse mai esistito. Stessa cosa è avvenuta a Monteluce. Il primo edificio panottico (“che fa vedere tutto”) della contemporaneità è stato l’ex carcere che poi tutto il mondo ha copiato: non si può pensare di demolire anche questo. L’Arco etrusco invece è cresciuto su se stesso senza mai negare ciò che è”. “Bisogna avere coraggio”.

Conclusioni

Anima Civica  è quindi “scesa in campo” per rompere uno schema (“Meno hashtag, più pensiero e più delirio“) con la convinzione, anche a bilancio della serata, che il percorso pensato potrà essere incisivo se si trasforma ora in una nuova progettazione fatta di idee e azioni comuni. Chiardiamo se Anima Civica pensa ha già in mente il nome di un candidato a sindaco. Prima viene  l’agenda politica insieme al contenuto programmatico – risponde uno dei coordinatori – , poi c’è la lista e, infine, il candidato. Di certo non basta mettersi seduti ai nostri incontri“.


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