A dieci anni dalla scomparsa di Gianfranco Ciaurro, la figlia Paola Ciaurro, consigliere della Lista Baldassarre ha diffuso una sua nota. “Aveva 71 anni ed ha dedicato alla città di Terni, da lui molto amata, gli ultimi sette anni della sua vita, che non sono pochi a quell'età, rinunciando anche per ben due volte a candidature al Parlamento nazionale. A dieci anni di distanza si avvertono intorno al “professor” Ciaurro sensazioni che potrebbero apparire contraddittorie: da un lato sembra ieri che Ciaurro faceva il sindaco; dall'altro lato sembrano passati secoli da quando il centro-destra guidava palazzo Spada. La prima sensazione, umana e politica al contempo, si avverte fra la gente comune, nel contesto sociale, nei ricordi di tante persone, culminanti spesso in una forte nostalgia della persona e dell'amministratore. La seconda sensazione invece è squisitamente politica e riguarda entrambi gli schieramenti. La sinistra evidentemente deve dimostrare che solo lei è capace di governare, che si è trattato di un occasionale incidente di percorso, quasi a voler parafrasare la tesi storica della “parentesi” di Benedetto Croce. Dal canto loro, alcuni esponenti influenti del centro-destra – che non poche responsabilità hanno avuto nella fine anticipata della seconda sindacatura di Ciaurro – hanno tutto l'interesse a che non vengano ricordati gli aspetti più salienti di quell'esperienza. Anche a loro fa comodo l'oblio. Non a caso di Ciaurro non si parla nelle riviste; mancano analisi dettagliate di quel periodo; credo che nemmeno via siano tesi di laurea o di dottorato di un certo livello. Può solo citarsi la buona ricostruzione, ancorché più biografica che politica, di Walter Patalocco: “I rossi e il professore. Ciaurro sindaco di Terni”, ma risalente ormai al 2002. Eppure mio padre aveva fatto per due volte il “miracolo” di vincere al ballottaggio (1993 e 1997), battendo la coalizione di centro-sinistra e sfruttando appieno le potenzialità del doppio turno; sistema elettorale da lui teorizzato negli anni Settanta quale studioso, in quanto stimola le convergenze al centro e favorisce l'alternanza. Forse non immaginava di sperimentarlo poi con successo sulla propria pelle. Ma volendo ricordare il decennale della sua scomparsa, probabilmente a Gian Franco Ciaurro farebbe piacere non un funereo amarcord, ma una proiezione verso il futuro: riprendere il suo messaggio, accettare di nuovo la sua sfida, vale a dire riunire insieme tutte le forze politiche della città stanche delle più che decennali Giunte rosse, tenendo conto delle singole specificità: non solo PDL, ma anche Lega, cattolici ragionevoli, la tradizione laica dell'anticomunismo, la rete delle liste civiche. Potremmo riassumere il suo messaggio con uno slogan: oltre il centro-destra, ma non senza il centro-destra. La sfida è quella dell'alternanza e del tentativo di far uscire la città oltre i confini della conca ternana. E se sapremo affrontare questa sfida, dovremo essere grati soprattutto a Gian Franco Ciaurro”.