Claudio Bianchini
Tre vigili urbani di Foligno sono stati accusati di “sequestro di persona” dal Pubblico Ministero Giuliano Mignini per una vicenda che risale a ben sette anni fa, quanto gli agenti posero in arresto un medico che – per protesta – strappò una multa appena comminatagli. Il processo sino ad ora era corso sul binario di altre accuse, ovvero sia abuso d'ufficio e violenza privata. Ed ecco 'il colpo di scena': l'accusa ha praticamente riqualificato il capo d'imputazione nel corso della requisitoria ed in conclusione ha richiesto al Tribunale la condanna dei tre agenti di polizia municipale. Mignini ha chiesto 23 mesi per Luigi Monarca, 16 per Gloria Magli e 18 per Paolo Biagetti, che nel mese di luglio del 2005 arrestarono il dottor Raffele Sangiuolo – medico originario della provincia di Avellino – perchè lo stesso, strappò difronte a loro una contravvenzione elevatagli dalla Magli. Stando a quanto sostenuto dal Pm i tre imputati avrebbero praticamente abusato dei loro poteri, tanto da privare il medico della sua libertà personale portandolo presso il Comando di viale Marconi – a detta di Mignini – senza motivazioni. Il dottor Sangiuolo è stato assistito dall'avvocato David Zaganelli che ha richiesto una provvisionale di 15mila euro. Il medico dichiarò di essere addirittura stato costretto a restare nella caserma dei Vigili Urbani per almeno un'ora, messo spalle al muro e con le braccia alzate, asserendo persino di essere stato picchiato. In questa circostanza però il Pubblico Ministero ha chiesto l'assoluzione per mancanza di prove seppure, come ricordato, Sangiuolo dopo la visita in ospedale uscì con un referto di quattro giorni.