Il Perugia Calcio ha rifiutato formalmente l’offerta di acquisto del Club che Arena Curi, dopo settimane di verifiche (soprattutto per riuscire a definire la cordata) aveva presentato nelle prime ore di sabato. Un rifiuto formalizzato con una pec in cui, secondo quanto trapela, non ci si sarebbe limitati al “no”, ma sarebbero stati contestati i 5 punti che hanno reso l’offerta irricevibile.
Non solo una distanza meramente economica, dunque. Per un’offerta di acquisto che era di un euro, cifra giustificata dalla necessità di accollarsi quelli che gli offerenti considerano “debiti”, cifra contestata dalla proprietà perché contenente anche impegni di spesa verso fornitori che rientrano nei normali costi di gestione annuali.
Una trattativa che ha diviso la tifoseria biancorossa. Tra i fautori del cambiamento, a prescindere vista la politica dell’autofinanziamento annunciata dal Club nelle scorse settimane; e quanti temono un salto nel buio, visti i tanti “se” che attualmente ruotano intorno al nuovo progetto, dal punto di vista finanziario, industriale e sportivo.
A riequilibrare verso l’attuale proprietà l’ago della bilancia di una tifoseria frustrata per gli ultimi deludenti campionati è stata la notizia, poi confermata, di quella clausola sospensiva che Arena Curi ha inserito al punto 3 dell’offerta: l’esonero dell’allenatore Giovanni Tedesco, da parte dell’attuale proprietà, con malleva per gli acquirenti. Una scelta che non è piaciuta, non solo perché Tedesco è stato confermato sulla panchina del Grifo a grande richiesta della Curva, ma anche perché il via libera al contratto era arrivato formalmente dopo l’ok anche da parte dei potenziali acquirenti. Normale che chi voglia avviare un nuovo progetto sportivo si scelga anche l’allenatore; insolito che l’offerta, dopo settimane di trattative, venga formalizzata dopo una settimana dall’avvio della preparazione, a un mese dall’inizio del campionato, e chieda la testa dell’allenatore Tedesco che è attualmente una delle poche certezze a cui si aggrappa questo Perugia.
Tedesco è uno dei cinque punti dell’offerta che il Perugia contesta. Insieme all’offerta di un euro, ritenuta offensiva, alla ricostruzione debitori, che per il Club non è tale, avendo inserito anche contratti con i fornitori. E comunque non aggiornata da fine marzo a oggi. Così come si contesta le modalità con le quali l’offerta sia stata anticipata sui social da persone vicine ad Arena Curi, addirittura prima che venisse inviata la pec. E infine, i tempi ristretti concessi per valutare, dopo il grande ritardo con cui Arena Curi ha presentato l’offerta.
D’altra parte, il fatto che la pec di rifiuto sia stata articolata potrebbe far pensare che l’attuale proprietà non chiuda del tutto la porta e sia disponibile al confronto magari di fronte ad una nuova offerta, ritenuta più credibile. Anche se pare che la proprietà del Perugia sia molto contrariata per contenuto e modalità di diffusione della proposta, dopo mesi di confronto.
Intanto il Club continua a lavorare programmando le proprie mosse in coerenza con il piano dell’autofinanziamento.