di Carlo Ceraso e Carlo Vantaggioli
Ma chi ci pensava più ormai al Partito dell'Amore. Se non l'avesse menzionato una volta Silvio Berlusconi e ci facesse cavallo Marco Travaglio, ogni qualvolta i pidiellini scendono in campo in difesa del premier, specie dopo il fattaccio di Milano, nessuno ne avrebbe sentito la mancanza. Come dimenticare le prime parole del Presidente del Consiglio appena ripresosi dalla 'botta'. dichiarazioni decisamente “peace and love”, a cui però facevano da contrappeso i duri attacchi dei fedelissimi del Presidente contro i detrattori, che di amoroso avevano più o meno la tigna che mettono gli All Blacks quando eseguono la Haka davanti agli avversari. E’ nato così, forse quasi senza volerlo, il (virtuale) Partito dell'Amore, più scritto su “Il Fatto Quotidiano”, menzionato sul blog di Beppe Grillo e televisamente evocato negli studi di “Anno Zero”, che praticato con manifesti, comizi e cene di partito. Anche se nell'hinterland milanese un manifesto in tal senso è comparso. Una definizione che di politico ha ben poco, tanto meno di organizzarci sopra un'altro Partito. Ma ecco che dalla rupe di Orvieto – per la precisione Orvieto Stazione – rotola nella mischia dei diritti di autore il redivivo, e solo momentaneamente obnubilato, Partito dell'Amore, quello costituito nel lontano 1991, da Mauro Biuzzi, Riccardo Schicchi e Paola Petino. Di acqua sotto i ponti della rupe ne è passata e anche il direttivo si è rifondato (non vi appartengono più né Schicchi né la cicciolona Stallar). La punta di diamante era, o meglio ancora è, l’indimenticata Moana Pozzi. Ecco! Chi se la scorda Moana Pozzi, lei si che ha brillato di luce propria. Il PdA, al momento, è munito di regolare sito internet, che raccoglie tutta la cronostoria dell'attività dello stesso, con preziosi documenti video delle Tribune elettorali di Moana (imperdibili), dai quale esce uno spaccato dell'Italia dei primi anni novanta ed un quasi profetico programma elettorale della Candidata Pozzi. Il top, le elezioni a sindaco di Roma del 1993, con una Moana capacissima comunicatrice mediatica. Guai dunque a confondere “l'oro con il ferraccio”: di PdA ce n'è uno solo ed è quello di Orvieto il cui segretario è Mauro Biuzzi.
Mobilitati per tutelare il buon nome e il prestigio del PdA un battaglione di avvocati che hanno inondato le redazioni con un comunicato con il quale si diffida chiunque dall’utilizzare in modo improprio il “Partito dell’Amore”. “Una crescente campagna mediatica va foraggiando l'idea che in Italia sorga a breve un “partito dell'Amore”. Chi diffonde queste informazioni (ad esser buoni!) forse non sa – e siamo qui a ricordarlo – che il “Partito dell'Amore” esiste già, dal 1991, ha annoverato personaggi celebri del costume e della cultura (su tutti, senz'altro, l'indimenticata Moana Pozzi) ed è guidato oggi da colui che ne fu tra i fondatori, Mauro Biuzzi, Segretario nazionale del partito ininterrottamente dalla scomparsa della nota artista (che fece un pieno di voti alle comunali di Roma del 1993) ad oggi. Biuzzi ed il comitato direttivo intendono reagire al montante “venticello” che vorrebbe personaggi politici di primissimo piano anche internazionale impegnati nella costruzione di un “Partito dell'Amore”. Semplicemente perché … non può nascere ciò che già c'è! Da qui l'incarico conferito allo studio legale romano Areddu Bonaccio Pannuti di intraprendere ogni consentita e doverosa azione a tutela dell'immagine e del decoro del Partito ed in particolare per far fronte a “scippi” del simbolo od indebite sostituzioni delle immagini dello stesso a fini propagandistici e strumentali. Fini certamente estranei allo scopo del Partito stesso, nato da vent'anni per battaglie nobili quali la lotta alla prostituzione ed alla pornografia, per la dignità dell'Uomo e della Donna contro qualsiasi sfruttamento del corpo a scopi lucrativi (Moana, ad esempio, dichiarò pubblicamente la sua contrarietà allo sfruttamento “organizzato” della prostituzione). Il Partito dell'Amore non si farà tirare dentro contese elettorali che non gli appartengono, ma continuerà con dignità ed orgoglio sulla strada maestra imboccata da tempo, con impegno e lungimiranza, forte del sostegno dei numerosissimi simpatizzanti ed aderenti”.
Al telefono con Tuttoggi.info, Biuzzi annuncia anche una lettera-diffida, inviata ieri mattina anche a Beppe Grillo, Marco Travaglio e Michele Santoro. “Non si possono addebitare delle cose o situazioni giuridicamente riferibili ad un soggetto legalmente riconosciuto qual è il nostro Partito. E’ come se citassi il Milan in un contesto che non mi appartiene…” dice con voce pacata il segretario dalla ritrovata notorietà.
Scusi, ma al Presidente del Consiglio non avete scritto? “No, a lui no perché la sua citazione è stata unica, qui invece c’è chi continua a citarci quotidianamente. Comunque, in ipotesi, non posso escludere azioni legali anche nei confronti del premier. Anche se gli aspetti giuridici li valuteranno i nostri legali. Il “Partito dell’Amore” è una locuzione depositata”.
Insomma temete di esser strumentalizzati “Esatto e questo non ci piace. Basta vedere su facebook quello che è successo, ci saranno almeno 20 gruppi del Partito dell’Amore con altrettante persone che si dichiarano presidenti del Pda”.
Una bella pubblicità. “Non lo nascondo, il nostro sito ha quasi collassato, registrando più di 10mila accessi al giorno”.
Non sarà che state ripensando una discesa in campo. “perché, non dovremmo? Tutto sommato i temi delle nostre battaglie politiche, persino gli strumenti di comunicazione che abbiamo utilizzato 20 anni fa sono stati poi ripresi da altri Partiti”.
Si riferisce a Pdl? “Soprattutto, anche se al Popolo delle Libertà manca una come Moana Pozzi. Non si fanno campagne se non si ha un personaggio, un’attrice come Moana”.
Già, un problema anche per voi. In caso di una nuova discesa in campo su chi punterete? “A questo non abbiamo pensato ma sapremo trovare un nome capace di incarnare i nostri ideali, i nostri valori”.
E ora chi li sentirà Berlusconi, Travaglio e Santoro – ma anche chi si leccava già i baffi per l'efficace accostamento tra i rugbysti maori del Pdl e l'amore “universale”, alla Pozzi per intenderci – che la “locuzione” non si può più citare? Che ci sia sotto un nuovo sciolgimento di Partito e la confluenza dentro una nuova formazione “all you need is love”? Che si possa profilare all'orizzonte un nuovo predellino amoroso du-du e da-da-da? O è solo il grande centro che media tra petto e coscia?