Claudio Bianchini
Dopo le contestazioni pubbliche e le dichiarazioni a mezzo stampa, adesso, da Omero Savina – consigliere comunale del Partito Democratico, delegato dal sindaco Mismetti alla gestione del Parco di Colfiorito – arriva il no ufficiale alla realizzazione del maxi impianto eolico che dovrebbe sorgere proprio nel bel mezzo degli altipiani plestini. Un progetto che prevede l'installazione di sette gigantesche pale eoliche, alte circa 140 metri. A comunicare il veto posto, è lo stesso Savina, in una nota diffusa ai mezzi d'informazione. “In questi giorni il servizio 'Valutazioni Ambientali' della Regione dell’Umbria, ha chiesto ufficialmente un parere al Parco di Colfiorito, relativamente all’impianto eolico che dovrebbe nascere nelle Marche, al confine con l’Umbria, sul monte Faeto. Impianto che prevede sette aerogeneratori alti 138,5 metri, – fa sapere – posti sul crinale del monte Faeto, a circa cinque km in linea d’aria dal parco regionale e – sottolinea – purtroppo ben visibili dall’Umbria”. Un impatto ambientale e paesaggistico quantomeno devastante e che, tra l'altro, si andrebbe poi ad aggiungere al futuro “Parco eolico dei monti Tolagna, Colastrello, Le Camere” sempre nel territorio della regione Marche, che conterà ben 17 aerogeneratori, alti 110 metri, ad appena 6 km dalla palude di Colfiorito. “”Considerando che il Parco di Colfiorito ed in particolare la sua palude, è una zona umida di elevato interesse naturalistico – scrive Savina alla Regione – oggetto di numerosi vincoli e norme di tutela, a nostro parere la realizzazione dell’impianto eolico, avrebbe un impatto fortemente negativo in merito al paesaggio, in quanto chiaramente visibile da Colfiorito, e creerebbe ulteriori criticità ad una zona già fortemente deturpata dalla realizzazione della superstrada a quattro corsie Ss 77 che prevede anche, nei pressi dell’area archeologica di Plestia, uno svincolo a quadrifoglio”. L'altopiano verrebbe praticamente snaturato, svincolo della nuova 'Val di Chienti' a quattro corsie, pale eoliche da olte cento metri, e – ricordiamo noi – anche la mega gabbia di smistamento del metanodotto Sulmona – Foligno che collegherà la rete gas dall'Africa del nort all'Europa dell'est. “La palude, come tutti sanno, è anche in una zona di valico, ospita specie stanziali di interesse conservazionistico e/o di passaggio per le specie migratorie – fa notare Omero Savina nella nota – per queste specie, l’impianto eolico può costituire pericolo di mortalità sia diretta, per l'impatto con le pale, che indiretta, con alterazione dell’habitat”. A seguito di ciò è stato quindi espresso “parere negativo” alla realizzazione dell’impianto eolico in questione.