“Ci avviciniamo, come sapete molto bene, agli 800 anni dalla morte di San Francesco e quindi è momento già da oggi di prepararci per tutto ciò che significa ricordare e celebrare questo grande, umile, povero santo che offre tanto alla Chiesa e che ancora oggi anche attraverso la testimonianza vostra la Chiesa e il mondo aspettano e cercano segni di speranza”. Così Papa Leone XIV all’interno della basilica di San Francesco ad Assisi, dove è arrivato giovedì mattina accolto da numerosi fedeli che non si sono fatti scoraggiare dalla pioggia e dalle campane a festa, sia a San Francesco prima che a Santa Maria degli Angeli poi. Proprio ai frati angelani consegna la sua promessa: “Ci ha salutati uno ad uno e ci ha detto che tornerà a trovarci ad Assisi, nel 2026, per l’ottavo centenario della morte di san Francesco”, le parole di fra Luca Di Pasquale della comunità dei frati minori della Porziuncola che ha incontrato dopo aver concluso l’assemblea Cei. Conversando con alcuni giornalisti, il religioso ha sottolineato che “Il Papa ci ha confidato che non era la prima volta che veniva ad Assisi, e che veniva qui per trovare pace. Ha detto che era contento di tornare qui vestito di bianco. Mi ha colpito il fatto che, pur in un incontro breve, ha prestato attenzione a ciascuno di noi”.
È un filo lungo che va Gregorio IX, il Papa che canonizzò San Francesco, a Papa Leone XIV, quello delle visite dei Papi ad Assisi: Prevost è il ventesimo pontefice ad arrivare in città, per una visita che è allo stesso tempo lampo e significativa. Il pontefice, invitato per chiudere l’81ª assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, riunita alla Domus Pacis dal 17 novembre, si muoverà tra Assisi e Montefalco. Di mattina la visita a San Francesco, per una breve preghiera con la comunità conventuale della Basilica di San Francesco. Atterrato allo stadio Migaghelli poco dopo le 8 e accolto dalle autorità civili e religiose, è arrivato nella chiesa inferiore intorno alle 8.35, per poi spostarsi dopo neanche un quarto d’ora nella basilica di Santa Maria degli Angeli e lasciare Assisi per Montefalco poco prima delle 11.
In vista del grande anniversario della morte di san Francesco, che la Chiesa si prepara a celebrare nel 2026, il Pontefice ha voluto ricordare come la testimonianza del Santo di Assisi, uomo di fraternità, pace e speranza, sia più che mai attuale e necessaria per il nostro mondo. “Ci avviciniamo, come sapete molto bene – le sue parole dopo la preghiera in tomba – agli ottocento anni della morte di San Francesco, quindi un momento già da oggi di prepararci per tutto ciò che significa ricordare e celebrare questo grande, umile, povero santo che offre tanto alla chiesa che ancora oggi, anche attraverso la vostra vita e la vostra testimonianza – ha detto ai frati, per poi concludere – la Chiesa e il mondo aspettano e cerca segni di speranza, che lo siamo tutti il Signore sia con voi”, la benedizione diffusa dagli altoparlanti pochi minuti dopo l’arrivo alle 8.30.
Seguirà l’incontro con i vescovi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli: non è prevista la presenza della stampa, ma il Papa ha incontrato i fedeli sul sagrato della basilica angelana. “Ringrazio vivamente il Cardinale Presidente per le parole di saluto che mi ha rivolto e per l’invito a essere con voi oggi per concludere l’81ª Assemblea Generale. E sono contento di questa mia prima sosta, seppur brevissima, ad Assisi, luogo altamente significativo per il messaggio di fede, fraternità e pace che trasmette, di cui il mondo ha urgente bisogno”, l’incipit del suo discorso. “Qui San Francesco ricevette dal Signore la rivelazione di dover «vivere secondo la forma del santo Vangelo» (2Test 14: FF 116). Il Cristo, infatti, «che era ricco sopra ogni altra cosa, volle scegliere in questo mondo, insieme alla beatissima Vergine, sua madre, la povertà» (2Lf 5: FF 182). Guardare a Gesù è la prima cosa a cui anche noi siamo chiamati. La ragione del nostro essere qui, infatti, è la fede in Lui, crocifisso e risorto”, ancora le parole del Papa.
E oltre fornire alcune indicazioni pratiche (su uso dei media, attenzione a piccoli e vulnerabili, ascolto attento dei problemi delle persone, sforzarsi per una comunione effettiva), il Papa ha concluso così: “Carissimi fratelli, in questo luogo San Francesco e i primi frati vissero appieno quello che, con linguaggio odierno, chiamiamo “stile sinodale”. Insieme, infatti, condivisero le diverse tappe del loro cammino; insieme si recarono dal Papa Innocenzo III; insieme, di anno in anno, perfezionarono e arricchirono il testo iniziale che era stato presentato al Pontefice, composto, dice Tommaso da Celano, «soprattutto di espressioni del Vangelo» (1Cel 32: FF 372), fino a trasformarlo in quella che oggi conosciamo come prima Regola. Questa scelta convinta di fraternità, che è il cuore del carisma francescano insieme alla minorità, fu ispirata da una fede intrepida e perseverante. Possa l’esempio di San Francesco dare anche a noi la forza per compiere scelte ispirate da una fede autentica e per essere, come Chiesa, segno e testimonianza del Regno di Dio nel mondo. Grazie!
La giornata umbra del Papa si concluderà a Montefalco: accolto lungo le vie del centro dagli studenti dell’istituto comprensivo “Melanzio – Parini” e poi in visita dalle suore agostiniane di Santa Chiara della Croce a Montefalco. Un monastero che il Santo Padre conosce bene, avendolo visitato per molte volte in maniera ufficiale da padre generale degli Agostiniani. Una visita anticipata, rispetto al programma di un paio di giorni fa. “Abbiamo sperimentato una gioia immensa nell’accogliere il Santo Padre qui nella cripta. Dopo aver pregato in silenzio dinanzi alla tomba di Francesco, ci ha rivolto una parola di grande conforto, ricordandoci che ci stiamo preparando al grande anniversario della morte di Francesco. Ci ha esortato a continuare a essere, attraverso la nostra vita, quei segni di speranza, pace e fraternità di cui il mondo ha tanto bisogno. Siamo profondamente grati a papa Leone per questo invito a proseguire con fede e serietà la nostra missione, camminando insieme verso il centenario francescano”».”, le parole del portavoce del Sacro Convento, fra Giulio Cesareo, che Tuttoggi.info aveva intervistato prima dell’arrivo.
(articolo in aggiornamento)