Perugia

Il nuovo Grifo tiene coperti i grandi investitori, ma accelera sul mercato

La commozione di Hernan Garcia Borras, fino ai primi di settembre direttore generale del Perugia Calcio (di cui sarà comunque “dipendente” fino al prossimo giungo) e negli ultimi mesi, di fatto, unico uomo lasciato al comando del Club. La determinazione di Alessandro Gaucci, tornato dopo 21 anni, pronto a inseguire ancora quella voglia di vincere che indusse il padre, Luciano, ad acquistare il Perugia, portandolo nel calcio che conta. Il sogno da tifoso, oltre che da imprenditore, di Francesco Maria Lana, presidente di quell’Arenacuri srl che già tentò di acquistare il Perugia da Santopadre per costruirgli intorno un impianto moderno (anche nelle differenziate modalità di business). E di Mauro Ricci, tornato a Perugia utilizzando il contenitore Arenacuri, insieme ad Alessandro Gaucci (con cui ha condiviso l’impegno sportivo a Marbella), in quella sede di Pian di Massiano dove potrebbe accomodarsi nell’ufficio del direttore generale. La presenza di Gianfranco Licomati, presentato al tavolo come elemento che ha curato l’aspetto finanziario dell’operazione. E quindi calamita di quei finanziatori che, al momento, non sono stati svelati nella conferenza stampa che si è chiusa con l’abbraccio tra tutti questi protagonisti di quel passaggio societario atteso per i primi di settembre. Mancava l’attuale presidente e proprietario, Javier Faroni, in Argentina. L’uomo che, come da tutti riconosciuto, in due anni ha investito tanti soldi per la C, senza però ottenere i successi sportivi sperati.

Un abbraccio, quello al termine della conferenza stampa da parte di questi cinque protagonisti dell’avvio del nuovo corso del Perugia, arrivato dopo mesi di schermaglie, anche pubbliche, trattative sottotraccia, accelerate e frenate improvvise. Sino alla svolta arrivata a fine luglio, un mese dopo il tempo inizialmente previsto. Con la squadra che nel frattempo, in nome del difficile autofinanziamento, ha ceduto pedine importanti.

Gaucci, la scelta di Diana e il “caso Tedesco”

Alessandro Gaucci, supportato da Alberto Marino che nel mercato di gennaio aveva lavorato insieme ad un altro Gaucci, Riccardo, ha messo il turbo sin dal suo ritorno al Perugia. Ha parlato di “un percorso in salita ripida” – anche se “questo non è un alibi”, ha precisato – con giocatori da acquistare (con le difficoltà soprattutto in attacco, il reparto che fa la differenza) ed una preparazione atletica non programmata dal nuovo staff arrivato con mister Aimo Diana (che giovedì pomeriggio sarà presentato alla stampa). Gaucci ha parlato del “caso Tedesco”, che ha fatto storcere la bocca alla tifoseria. Ricordando quanto fatto da capitano nel suo Perugia ed i bei momenti vissuti con “l’amico Giovanni”. Ma anche le perplessità sul modo con cui ha visto giocare la sua squadra, lo scorso anno. “Al 90 per cento lo avrei cambiato” ha ammesso, dicendo però di essere stato disponibile, anche dietro indicazione di Borras, ad incontrarlo lunedì. “Ma Giovanni ha fatto un’altra scelta” ha detto. Da qui la risoluzione che, dopo l’esonero tecnico per consentire l’ingaggio di Diana, sarà formalizzata nei prossimi giorni.

Il mercato

Un discorso sul quale Gaucci non vuole tornare. Chiede di essere compatti, di lavorare insieme. Come stanno facendo gli uffici, con tanti contratti da sottoscrivere. Dopo Matteo Angeli ed Elvis Kabashi, in arrivo nelle prossime ore dal Bologna il giovane bulgaro Dimitar Papazov (terzino sinistro che può giocare anche tutta-fascia), dalla Salernitana il terzino destro Ettore Quirini e il centrocampista Giuseppe Carriero, dalla Fiorentina il giovane mediano Gabriele Conti. Calciatore al quale potrebbe unirsi Andrea Cisco, di ritorno da Brescia.

Un mercato che sta scaldando la piazza e che distoglie la curiosità sui principali investitori dietro un’operazione che ha come obiettivo annunciato quello di riportare il Grifo nei posti d’onore del calcio italiano.