Il Consiglio provinciale di Perugia dice no all'eventualità che possa essere realizzato un impianto nucleare a San Liberato di Narni. Accogliendo un ordine del giorno presentato dai consiglieri del Pse Lorenzo Delle Grotti e Luciano Bacchetta, l'assemblea di Piazza Italia ha approvato a maggioranza (con 13 voti favorevoli, 4 contrari e un astenuto) un testo con il quale si impegna la Giunta a “verificare presso il Governo nazionale e la Regione Umbria l'attendibilità della notizia che ipotizza la costruzione di una centrale nucleare a San Liberato ed, in caso di risposta affermativa, ad adoperarsi con ogni mezzo possibile al fine di evitare questa realizzazione”. Nel documento si prende atto che il Governo ha manifestato l'intenzione di costruire entro il 2020 cinque nuove centrali nucleari EPR di “terza generazione migliorata”, oltre ad uno o due depositi per lo stoccaggio delle scorie prodotte, e si dichiara di essere venuti a conoscenza che uno dei possibili siti dove costruire una di queste centrali nucleari sia stato individuato in Umbria, a San Liberato a Narni. “Allo stato dei fatti – si legge nell'o.d.g. – numerosi studiosi concordano nel sostenere che l'energia atomica non sia più economicamente vantaggiosa per una serie di motivi quali: gli altissimi costi di costruzione degli impianti; i tempi di costruzione degli impianti che risultano sempre più lunghi e imprevedibili; i costi insostenibili in termini di problematiche ambientali ed esternalità economiche (smaltimento delle scorie); la disponibilità ridotta e i costi di estrazione e, nel nostro caso, di importazione dell'Uranio -235, il combustibile necessario utilizzato nel processo di fusione con il quale una centrale nucleare produce energia, di cui in Italia non esistono giacimenti”. Nel documento si fa notare che in termini di sicurezza nessuno può garantire i cittadini dal rischio di contaminazione radioattiva. “Una centrale a così alto rischio – recita l'o.d.g. – non può certamente essere ospitata in una zona centrale del Paese, per di più ad alta densità abitativa e con caratteristiche orografiche e meteorologiche che penalizzerebbero la nostra regione in caso di incidente. Contro il nucleare – prosegue il documento – il popolo italiano si è espresso a larghissima maggioranza (87%) già nel 1988 con un referendum il cui esito non può essere vanificato da un semplice decreto governativo. Le ingenti risorse necessarie per la realizzazione e lo sviluppo di cinque centrali nucleari potrebbero essere investite nella produzione di energia da fonti rinnovabili, di cui fra l'altro l'Italia è ricca, come il solare, l'eolico, il fotovoltaico, il geotermico e le biomasse, l'idroelettrico e l'idrogeno”. Con l'o.d.g. in questione si impegna la Giunta anche ad intraprendere, di concerto con gli altri enti locali della regione, ogni azione politica volta a scoraggiare il ritorno del nucleare in Italia nel rispetto della volontà popolare, e a favorire con sempre maggiori investimenti la produzione di energia da fonti rinnovabili. Favorevole al documento, illustrato in aula dal consigliere Delle Grotti, si è detto Fiorello Primi (Pd) che ha espresso le sue preoccupazioni legate alla presenza in Italia ancora di vecchie centrali che attendono di essere smantellate. “Inoltre – sono state le sue parole – non credo che l'Umbria per la sua sismicità possa essere il luogo adatto ad ospitare simili impianti”. Di problema legato allo smaltimento delle scorie ha invece parlato Guido De Prisco (Prc), anch'egli a favore dell'o.d.g., per il quale il futuro energetico sta nelle fonti alternative. A nome della minoranza e contro il documento ha invece parlato Bruno Biagiotti (An), contrario nel metodo e nel merito all'iniziativa. “E' fasulla la notizia da cui si trae spunto – ha sostenuto -, pertanto giudico l'ordine del giorno pretestuoso”. Biagiotti ha poi fatto notare come l'Italia sia rimasta l'unico paese in Europa ad aver bandito il nucleare. Infine, per la complessità e le delicatezza dell'argomento, il consigliere Luciano Paci (Unione di Centro) ha deciso di astenersi al momento del voto.
IL NO DEL CONSIGLIO PROVINCIALE ALL'IMPIANTO NUCLEARE DI SAN LIBERATO A NARNI
Sab, 15/11/2008 - 13:10