Taglio del nastro affidato al jazz per la 46esima Stagione Concertistica degli Amici della Musica di Foligno. Attesissimo arriverà infatti in città il pianista Danilo Rea, celebrata icona del jazz italiano e internazionale. L’appuntamento è per domenica 15 febbraio, ore 21, quando l’Auditorium San Domenico accoglierà “L’Opera in jazz”, progetto musicale che vanta successi in varie parti del mondo, e che Rea proporrà anche a Foligno sulle note di un godibilissimo recital piano solo, dove l’improvvisazione – di cui è indiscusso maestro – incontrerà l’opera lirica, per reinterpretare in chiave jazzistica le più celebri arie e i brani strumentali del melodramma italiano.
Un concerto che vedrà Rea fare propria la cantabilità e la forza evocativa dell’opera, suonando sulla scia de Il barbiere di Siviglia, di Madama Butterfly, Tosca, Turandot, Carmen, La Traviata, Cavalleria rusticana e altro ancora. Perché dei suoi concerti non si sa sempre tutto. Ma quel che è certo è che sul suo pianoforte la tradizione lirica diventerà materia viva, dove temi, frasi e memorie vocali riaffiorano come tracce riconoscibili, per poi trasformarsi in risonanza, spazio, respiro. Con le arie attraversate, sfiorate, rilette. Come sia arrivato alla lirica è lui stesso a raccontarlo. “La musica di Puccini, in primis. Nutro da sempre un grande amore per questo straordinario compositore. Poi una mia amica, Alessandra Bottari, collega pianista, mi suggerì di provare a improvvisare su brani d’opera. Accompagnavo cantanti, avevo la passione per Puccini. Le diedi retta e incisi “Lirico” il primo Cd alle prese con l’opera che mi ha dato e continua a darmi grandi soddisfazioni”.
Musicista raffinato e potente, artefice di sempre nuove alchimie, domina le scene con una rara padronanza della tecnica e dell’armonia del pianoforte, classico e jazz. Sì, perché Danilo Rea, che ha fatto del pianoforte la sua voce interiore, e dell’improvvisazione il suo linguaggio naturale, è diplomato in pianoforte classico al Conservatorio di Santa Cecilia. Ma il jazz è stato subito la sua strada, che lo ha portato a dividere ben presto il palco con i giganti di fama internazionale. Da Lee Konitz a Chet Baker, Art Farmer, Johnny Griffin, il trio con John Scofield e John Patitucci, David Liebman, Bobby Hutcherson, Curtis Fuller, Bob Berg, Steve Grossman e moltissime altre leggende del jazz che l’hanno reso il musicista che è, capace di tracciare una propria strada, di attingere a una sensibilità musicale unica, tra rigore e istinto. “L’Opera in jazz” arriva in cartellone con una dedica speciale che vede insieme Amici della Musica e Young Jazz Festival.
L’omaggio è a Mario Guidi, scomparso nel 2019, folignate, figura di spicco e pioniere del management jazzistico in Italia. Nella sua prestigiosa scuderia anche il pianoforte di Danilo Rea. (www.amicimusicafoligno.it)