Ikea è arrivata a Collestrada, curiosità e perplessità

Ikea è arrivata a Collestrada, curiosità e perplessità

Aperto il punto “Progetta & Arreda” | Ma c’è chi spera ancora nel mega store: le strategie del gruppo svedese


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Tra curiosità e perplessità, i perugini hanno vissuto la prima giornata, all’interno del centro commerciale Collestrada, del punto Ikea “Progetta & Arreda”, un gazebo dove si possono ordinare online mobili e oggetti del celebre marchio svedese facendosi aiutare dal personale. Un punto dove è anche possibile prenotare un appuntamento per progettare l’arredo della propria cucina o di altri ambienti della casa.

Il punto Ikea “Progetta & Arreda” inaugurato sabato sarà aperto tutti i giorni, dalle 9 alle 21 e il venerdì sino alle 22.

Curiosità, soprattutto davanti ai computer che consentono di simulare gli arredi. Ma anche perplessità, per quanti attendevano la realizzazione del grande store, all’interno del quale si passa da un ambiente casalingo all’altro e alla fine si finisce per acquistare qualcosa tra i tanti prodotti esposti. Perché questo è anche il senso di molte “scampagnate” familiari ad Ikea.

Una possibilità che a Perugia sembra tramontata, dopo che gli svedesi, a fine dicembre, non hanno rinnovato l’opzione per uno spazio (circa 15mila mq) all’interno del rinnovato centro commerciale di Collestrada secondo il progetto presentato da Eurocommercial.

C’è chi sostiene che non tutto è perduto e che gli svedesi, alle prese con una rivoluzione dei propri manager, una volta aggiustato il tiro potranno tornare ad interessarsi dello store di Perugia.

La strategia di Ikea

Le strategie del gruppo, che in Italia  dal primo gennaio è guidato dalla spagnola manager Asunta Enrile, sembra andare un tutt’altra direzione. Attualmente la rete commerciale Ikea nella Penisola conta 21 punti vendita con oltre 6.500 collaboratori diretti. “La sfida – ha detto Asunta Enrile appena approdata al vertice di Ikea Italia – è quella di rendere Ikea ancora più accessibile e vicina agli italiani, investendo sul digitale e sulla  realizzazione di nuovi format”. Insomma, i grandi store resteranno nelle grandi città e nei punti di transito, mentre altrove sorgeranno tanti piccoli negozi dove facilitare l’ordinazione della merce online ed il ritiro. Come appunto quello appena aperto a Perugia.

Del resto, mentre nel capoluogo umbro si continuava a litigare su “Ikea sì e Ikea no”, a novembre il gruppo svedese varava una ristrutturazione dei propri punti vendita annunciando un taglio di 7.500 impiegati negli uffici in 30 Paesi nell’arco di due anni e la contemporanea apertura di 11.500 posizioni lavorative per lo più legate allo sviluppo di nuovi formati di negozio e dell’online. Negozi che non necessariamente sono come il gazebo allestito a Collestrada. Il modello “intermedio”, infatti, è il Pop-Up store, come i due aperti a Roma e quello di prossima apertura a Milano. Negozi di circa 500-700 mq dove sono esposti alcuni mobili con postazioni digitali per progettare e ordinare tutto il resto.

Certo, un investimento fortemente ridimensionato, anche sul piano occupazionale: anche qualora Ikea decidesse di aprire un Pop-Up store i 600 posti di lavoro che erano nel piano del mega store Perugia e l’Umbria se li possono sognare.

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