Non passa giorno, o quasi, che via Valecchie, una stradina stretta che si inerpica sul pendio tra Santa Maria degli Angeli e Assisi, sia presa d’assalto da almeno un autobus, il cui conducente, seguendo il navigatore satellitare invece che i suoi occhi, rimane incastrato.
Nell’ultima settimana i casi sono stati due in cinque giorni, almeno quattro a luglio, e siccome la strada è stretta e il motivo è sempre lo stesso: il navigatore segnala che quella è la strada più breve, gli autisti ignorano i cartelli che spiegano come le auto possono passare ma i pullman no (tra l’altro al momento è chiuso persino l’ostello, unica struttura fin dove gli autobus potevano arrivare), e agli abitanti del gruppetto di case noto come Vocabolo Valecchie non resta che respirare smog e arrabbiarsi.
Alcuni – Caterina Grisanzio, Annamaria Grisanzio, Carlo Manuali, Marino Calistri, Angelo Grisanzio, Rita Balducci, Giancarlo Ciambella e Tanjia Mariotti – hanno preso carta e penna e scritto al sindaco e ai giornali, dopo aver contattato informalmente la prima cittadina, Stefania Proietti, che avrebbe spiegato loro che si tratta di “un problema di satellite, per cui avrebbe fatto una segnalazione a Google per avvertirli di aggiornare il software“.
Il problema è che la strada è stretta da anni e Google si limita a segnalare (senza fare distinzioni di sorta) il percorso a piedi, in macchina o in treno; quindi, al momento, sul navigatore un’indicazione per gli autobus non c’è, anche se basterebbe che gli autisti guardassero fuori dal parabrezza per vedere i cartelli. “Da alcuni mesi – spiegano i residenti firmatari della missiva – si susseguono ripetuti episodi di bus turistici che, ignorando bellamente il divieto di transito nella via, la percorrono per un lungo tratto, rimanendo incastrati all’altezza del Country house 3esse, compiendo manovre azzardate e pericolosissime in retromarcia“.