“I primi d’Italia non li ferma nessuno, nemmeno le condizioni meteo. Venerdì abbiamo registrato grande affluenza di pubblico, nonostante le notizie che davano devastazioni e bombe d’acqua, abbiamo fatto tutto il programma escluso il concerto che abbiamo rimandato a sabato. Soddisfatti tutti i gestori dei villaggi, sabato ancora un’altra ‘vittoria’: la città piena con file ai villaggi. Domenica andiamo alla chiusura con il botto”.
Così Aldo Amoni, presidente di Epta Confommercio commenta l’andamento della 23esima edizione del festival nazionale dedicato ai primi piatti che venerdì 30 settembre ha proposto a Foligno un importante convegno nazionale, il G20 della pasta, coordinato dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro. Esperti e rappresentati di pastifici provenienti da Nord, Centro e Sud Italia hanno cercato di rispondere all’interrogativo ‘Di che pasta siamo?’.
Da questa riunione, a cui hanno partecipato anche rappresentanti di Confagricoltura e il sindaco di Gragnano Paolo Cimmino, emerge un grido d’allarme: l’Italia rischia di perdere la leadership della pasta. La crisi di reperimento delle materie prime e l’aumento dei costi energetici sono alcune delle cause che fanno scattare l’allarme. Analizzate le cause della crisi, le richieste al nuovo governo: secondo i pastifici presenti a Foligno è indispensabile procedere a una campagna che valorizzi il Made in Italy e dare avvio alla formazione con una campagna di alfabetizzazione nelle scuole e tra i consumatori per migliorare la conoscenza della pasta dal punto di vista della qualità del prodotto.