Continua la vicinanza del Lions club Spoleto al Festival dei Due Mondi. Infatti, oltre ad essere tra i mecenati del festival, il club, per il secondo anno consecutivo, sostiene e promuove il progetto “I luoghi del Festival – Senza frontiere”, per consentire la fruizione di spettacoli anche a persone con disabilità intellettive e sensoriali. Un’iniziativa che coinvolge gli studenti dell’Istituto Comprensivo Spoleto 2.
Quest’anno sono due gli spettacoli che potranno essere proposti, uno di prosa – “Don Giovanni e il suo pitbull” al teatro Caio Melisso (5 luglio) – e uno di danza, “Seven Ages” alla Rocca Albornoziana (6 luglio). Tra gli impegni del club c’è l’inclusione e l’accessibilità dei servizi e con questa collaborazione con il Festival e il Centro Diego Fabbri questo sarà realizzabile.
Il servizio viene effettuato dotando il pubblico non vedente e ipovedente di cuffie wireless, collegate alla sala di regia. Da qui una voce narrante accompagna gli utenti lungo lo sviluppo narrativo dello spettacolo, inserendosi nelle pause della recitazione. Il testo dell’audiodescrizione si integra con il copione teatrale, senza mai sovrapporsi ai dialoghi e alla colonna sonora. Questo è possibile grazie alla lettura in tempo reale, che crea una sinergia perfetta con lo spettacolo.
In continuità con le recenti edizioni, grazie a “I luoghi del Festival – senza frontiere”, si consolida la collaborazione del Festival dei Due Mondi con l’Istituto Comprensivo Spoleto 2, all’interno di un percorso educativo che coinvolge attivamente gli studenti nella progettazione di strumenti e contenuti accessibili. Gli alunni partecipano alla realizzazione di mappe tattili e descrizioni storico-artistiche dei luoghi del Festival, contribuendo in prima persona alla costruzione di un’esperienza culturale inclusiva. La preparazione in classe è realizzata insieme al Centro di Consulenza Tiflodidattica della Federazione Nazionale Istituzioni Pro Ciechi di Assisi. Nel ruolo di guide accessibili, gli studenti accompagnano inoltre il pubblico in palcoscenico prima dell’apertura ufficiale degli spettacoli, conducendo un percorso di scoperta che consente di esplorare scenografie, costumi e oggetti di scena. Un’esperienza immersiva che avvicina nuovi pubblici al teatro, abbattendo barriere e favorendo una partecipazione più ampia e consapevole.