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I disabili spaccano il consiglio comunale. Il Pd va sotto nei voti, ma Guardalben 'tradisce' l'opposizione

Redazione

I disabili spaccano il consiglio comunale. Il Pd va sotto nei voti, ma Guardalben 'tradisce' l'opposizione

Mar, 17/04/2012 - 12:57

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Luca Biribanti

Il consiglio comunale di ieri ha evidenziato una situazione politica che a Terni rischia di diventare grottesca: in merito alla delibera sull'applicazione del criterio ISEE per la compartecipazione ai Servizi Socio-sanitari si è scatenata una vera e propria bagarre. Al momento della votazione, la maggioranza, per le numerose assenze, si era trovata con un numero non sufficienti di consiglieri per votare il documento. A quel punto l'opposizione già pregustava la possibilità di mettere in scacco la giunta Di Girolamo e i consiglieri hanno immediatamente abbandonato l'aula per rendere impossibile l'approvazione della delibera. Mutanda mutandis, chi rimane sullo scranno per consentire all'assemblea di esprimere il proprio voto? Il professor Dario Guardalben, nominato coordinatore comunale del Pdl dopo il 'caso Rossi', mentre i dissidenti del Pdl, che ricordiamo si erano autosospesi dal partito qualche giorno fa, abbandonavano l'aula con il resto dell'opposizione. Tra lo stupore generale si è consumata un altro episodio di anomalia politica che vede sia maggioranza che opposizione incapaci di agire nell'interesse della città.
Eppure l'oggetto della delibera era piuttosto serio, in quanto era in discussione la compartecipazione delle famiglie dei disabili ai servizi socio-sanitari applicando il criterio Isee. La proposta della giunta risale allo scorso 4 aprile, in cui venne deliberata un documento di modifica del regolamento regionale in materia, da sottoporre al consiglio comunale.

Guardalben 'traditore' – Sull'episodio si espressa con toni piuttosto accesi la “lista Baldassarre” che ha condannato sia la scelta politica di affidare al Comune la scelta dei servizi di cui i cittadini possono usufruire, sia l'atteggiamento del consigliere Guardalben che, a detta dell'opposizione, avrebbe permesso alla maggioranza “al solito completamente sorda alle nostre proposte e chiusa a riccio nel difendere, a discapito dei disabili e di tutti i cittadini, il monopolio di fatto delle cooperative amiche”, di raggiungere il numero legale

Il comunicato LB – “A fronte di una pur innegabile riduzione dei fondi disponibili per la spesa sociale la Giunta e la maggioranza che governano il Comune di Terni sono state in grado di individuare un’unica strategia: far pagare i cittadini meno fortunati.

Eppure anche altre alternative esistono e noi le abbiamo più volte proposte all’attenzione del Consiglio e della città con numerosi atti ufficiali e comunicati stampa.
Lo abbiamo ripetuto anche nel corso del dibattito svoltosi in Consiglio Comunale ieri, lunedì 16 Aprile 2012, in sede di discussione e approvazione della Delibera relativa alla «Applicazione del criterio ISEE per la compartecipazione ai Servizi Socio-sanitari»: prima di scaricare i costi sui cittadini occorre porre termine al regime degli affidamenti diretti e delle proroghe che favoriscono i soliti noti e bandire finalmente quelle gare che possono far conseguire all’amministrazione risparmi notevolissimi e così ridare ossigeno a tutto il sistema. Non solo: tanto più quando li si chiama a compartecipare alle spese occorre riconoscere ai disabili, agli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie la libertà di scegliere da chi farsi assistere. Lo abbiamo chiesto più e più volte, purtroppo inutilmente, in tanti atti di indirizzo, lo hanno richiesto, altrettanto inutilmente, le stesse associazioni dei disabili in un documento che hanno presentato alla II Commissione Consiliare.
Al momento del voto sulla Delibera che introduce la compartecipazione la maggioranza — al solito completamente sorda alle nostre proposte e chiusa a riccio nel difendere, a discapito dei disabili e di tutti i cittadini, il monopolio di fatto delle cooperative “amiche” — era in grave difficoltà: non disponendo dei 21 Consiglieri necessari per mantenere il numero legale non avrebbe potuto approvarla.
A trarre d’impaccio il centro-sinistra ha pensato, però, il neo coordinatore comunale del Popolo della Libertà Dario Guardalben che, mentre tutta la minoranza (compresi i “dissidenti” del suo partito) abbandonava l’aula, restava (insieme al Consigliere del Gruppo Misto Maggiolini) a presidiare il suo banco, consentendo così alla Giunta di ottenere l’ approvazione della Delibera.
In una nota di pochissimi giorni fa avevamo paventato che nel PDL, squassato dalle recenti lotte intestine, potesse prevalere «la linea opportunistica di chi ha rinunciato ormai da tempo a proporsi come forza di opposizione».
Quanto accaduto ieri in Consiglio sembra, purtroppo, confermare i nostri timori”.

© Riproduzione riservata


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