di Enzo Gaudiosi (*)
E' finito il tempo delle analisi parziali sull'Holding dei Trasporti – denuncia il segretario regionale confederale dell'Ugl dell'Umbria, Enzo Gaudiosi – E' tempo di agire, è ora di interrompere le corse solitarie di alcuni politici locali capaci di pronunciare solo “chiacchiere in libertà” che non servono a nessuno se non a rafforzare la propria immagine pubblica. Di tutto si è parlato finora meno che dei veri problemi.
Per l'Umbria, il primo bilancio sul processo di fusione nel settore dei trasporti è pesantissimo. E si traduce nella possibile perdita di migliaia e migliaia di chilometri di corse autobus sui percorsi extraurbani in nome di una presunta ottimizzazione dei servizi difficile da comprendere in assenza di un piano industriale complessivo. Tagli che potranno avere ricadute in termini occupazionali investendo direttamente gli autisti.
Sconcerta inoltre il lungo e irresponsabile silenzio sugli esuberi del personale amministrativo legato alla razionalizzazione delle sedi periferiche, dislocate sul territorio.
Motivo per cui non ci rasserenano le ultime dichiarazioni del sindaco a favore dei dipendenti della Spoletina visto che il Comune conterà soltanto il 5% nella nascente impresa unica.
Ma i numeri e le risorse ci sbattono purtroppo in faccia la realtà: il vero problema è stato e resta ancora oggi l'occupazione. Il sistema dei trasporti umbro ha bisogno di risposte concrete che possono venire solo se riusciamo a dare contenuto e concretezza ad una strategia economica ancora oggi troppo lontana. Invitiamo i “principali attori” del prossimo incontro fissato per il 5 luglio in APM, a chiarire e a delineare in modo certosino il programma industriale ed i contenuti di una strategia economica.
Serve un cambio di passo. La gestione del caso Holding in questi mesi ha, infatti, toccato il fondo in termini di credibilità. Tutti i timori e le perplessità sollevate più volte e da molti mesi solo dall'Ugl sono purtroppo diventate una triste realtà. Le prime vittime di questa gestione sono i dipendenti delle diverse aziende di trasporti che continuano, nonostante il processo di fusione, a camminare parallelamente. Come risulta, per esempio, dal recente contratto integrativo aziendale della Fcu che ha visto un positivo aumento a favore dei propri dipendenti, quando sul tavolo del confronto c'è la difficile equiparazione di tutti i contratti aziendali a parità di mansioni, ma di fatto, accresce le differenze salariali tra tutto il personale che opera nel settore e che confluirà nell'azienda unica.
Un panorama desolante dunque, quello annunciato dai promotori dell'holding dove come prossime vittime sono già annunciati i cittadini penalizzati da servizi scadenti e inefficienti. L'Ugl punta l'indice sui responsabili istituzionali e aziendali che in questi anni hanno moltiplicato le spese inutili, salvo poi correre oggi ai ripari quando i soldi sono stati già buttati. Se si prosegue così, il rischio concreto è una drammatica implosione da cui si salveranno in pochi. E probabilmente saranno i soliti noti.
I lavoratori, anziché essere la risorsa su cui puntare, come accade in tutte le economie in salute, rischiano di essere sbattuti fuori dal mercato del lavoro. Un pericolo che corrono anche i dipendenti delle aziende private del Trasporto Pubblico Locale. Deve essere raccolto grido d'allarme attraverso la definizione di provvedimenti programmatici urgenti che portino ad una complessiva riorganizzazione del settore a favore di cittadini e utenti senza dimenticare le fasce deboli. Riorganizzazione che esige la stesura non più rinviabile di un nuovo piano regionale dei trasporti come da mesi richiesto dall'Ugl dell'Umbria verso una integrazione pubblico-privato che assicuri i servizi minimi.
Deve diventare il criterio di riferimento di cui tener conto nella fissazione delle tariffe dei servizi erogati il “quoziente familiare” (necessità-reddito).
Mettere al centro del progetto organizzativo del trasporto pubblico ” la famiglia” valutando le diverse necessità ed i diversi i bisogni delle persone, ma soprattutto considerando le diverse risorse economiche per ogni nucleo famigliare, basti pensare alle famiglie mono-reddito, pensionati o al misero vitalizio dei portatori di handicap.
E' arrivato perciò il momento nel quale dirigenti aziendali e politici umbri, dalla Regione e giù giù sino all'ultimo Comune, adottino provvedimenti concreti senza ipotecare ulteriormente il futuro dei lavoratori e degli utenti. Non è più tempo per gettoni d'oro, agevolazioni e dotazioni illimitate per segreterie e collaboratori. E' ora che i nostri rappresentanti istituzionali partecipino ai sacrifici imposti dalla crisi economica e sollecitati dall'Unione Europea, di cui la manovra economica governativa è purtroppo una necessaria conseguenza.
(*) Segretario regionale confederale dell'Ugl dell'Umbria